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Investimento in Borsa: il caso delle azioni UNICREDIT

Il gruppo Unicredit è quotato in Borsa, ed è una delle 40 società che fanno parte del FTSE MIB 40, l’indice più importante del mercato azionario italiano.

Unicredit vanta, da anni, una posizione di forza, rappresentando il secondo maggiore istituto bancario italiano, con un ruolo di rilevanza anche a livello europeo. Anche l’interesse verso le rispettive azioni è in forte crescita, in particolar modo da quando è nata la possibilità di fare trading online. Infatti, sono molti gli investitori, che vogliono sapere quando è il momento di acquistare o vendere le azioni dell’Unicredit.

Un po’ di storia

Unicredit nasce nel 1998, ma viene quotata in Borsa nel 2005. Come altri gruppi di credito, è stato caratterizzato da diverse fusioni di piccole banche e casse di risparmio territoriali.
Oggi questa banca è presente, come già accennato, in svariati mercati europei, ad esempio in Germania, Austria, Francia, Est Europa, Svizzera, Polonia e Turchia.

Unicredit è stato uno dei primi a essere approdato su internet, attraverso l’home banking. Da qui è nata anche FinecoBank, banca online quotata in Borsa.

Negli ultimi anni è stata investita da una crisi. Da quel momento si è concentrata principalmente sul consolidare il core business, e non su nuove acquisizioni.

Chi sono gli azionisti di Unicredit?

Il numero totale di azioni della banca è pari a 6.180.343.073 corrispondenti a 20.846.893.436,94 di euro. I titoli azionari si dividono in due tipi: ordinarie e di risparmio.
Le ordinarie sono 6.177.818.177, con un valore 20.838.376.719,14, invece quelle di risparmio sono solamente una piccola parte, ovvero i restanti 2.524.896, corrispondenti a 8.516.717,80 euro.

I principali azionisti sono un numero ridotto di persone. Il più rilevante è Aabar Luxembourg S.A.R.L, che possiede una quota di capitale sociale Unicredit pari al 5,042% corrispondenti a 311.503.315. Al secondo posto si colloca il fondo USA BlackRock, con una quota del 4,825%, ovvero 298.070.481 azioni.

In generale, solo il 15% degli azionisti sono investitori stabili, il 43% è costituito da investitori retail, mentre il 42% da quelli istituzionali.

È importante sottolineare, che grazie al trading online, non è necessario diventare per forza un azionista per poter investire in Borsa sui titoli di Unicredit, con un l’ulteriore vantaggio di non dover rispondere alle precise responsabilità e costi dell’azionista.

I grafici sulle quotazioni di Unicredit

Questi strumenti consentono ai traders di ottenere gli elementi di analisi tecnica necessari per comprendere se comprare o vendere le azioni Unicredit. In sostanza, permette di capire l’andamento in tempo reale.

Al giorno d’oggi, è possibile visualizzare diversi grafici, che comparano i maggiori trend delle azioni Unicredit con altri trend di titoli, oppure l’andamento generale delle banche, ma anche grafici sulla quotazione a un mese, a 3 mesi, a 6 mesi, a 1 a anno e a 5 anni.

Previsioni e possibili scenari futuri

Tutti gli investitori si chiedono quando è meglio acquistare oppure vendere. Grazie all’analisi tecnica si può prevedere sia a breve, che a medio-lungo termine, quale sarà l’andamento delle azioni Unicredit, ovviamente sempre con un certo margine di errore.

Purtroppo il trend a breve termine non è dei migliori. Dall’inizio del 2016, Unicredit, come altre banche è in forte ribasso, a causa, principalmente, dei crediti deteriorati. È tra i primi posti delle banche italiane con il valore più alto di Npl (Non performing loans, ovvero letteralmente Prestiti non performanti). Solo nel 2012 ritroviamo una quotazione Unicredit come quella registrata al giorno d’oggi.

Gli analisti prevedono, che la quotazione Unicredit torni su livelli più alti a medio-lungo termine, ma suggeriscono prudenza e restano comunque abbottonati. È possibile, però, che le diverse soluzioni in sospeso, a partire da un eventuale incremento di capitale oppure da una cessione, potrebbero far risalire i titoli azionari di Unicredit, e, quindi, ritornare a essere una valida opportunità di investimento.