Cosa sono e come funzionano le Opzioni

Le Opzioni: Concetti di Base

Un’opzione è un derivato, ossia un prodotto finanziario il cui valore “deriva” (da cui il nome) da quello di un’altra attività. Dalle opzioni derivano le ormai famose “opzioni binarie“.

Volendo dare una definizione sintetica potremmo dire che:
Le opzioni sono dei contratti in cui il compratore dell’opzione acquisisce il diritto (e non l’obbligo) di comprare (opzioni call) o di vendere (opzioni put) una grandezza (sottostante) ad una certa data (o entro una certa data) e ad un certo prezzo (strike price).

Dalla definizione qui sopra capiamo che ci sono 4 concetti fondamentali nelle opzioni:

  • Il tipo. Le calls danno diritto di comprare mentre le puts danno il diritto di vendere;
  • Il sottostante. E’ la grandezza oggetto del contratto, ossia il bene che ho il diritto di comprare o vendere al venditore dell’opzione;
  • La scadenza. E’ la data in cui o entro la quale posso esercitare il mio diritto;
  • Lo strike price. Ossia il prezzo di acquisto o di vendita che ho fissato nel contratto.

Chi compra l’opzione deve pagare al venditore un premio.

Potremmo pensare all’opzione come alla RCA della nostra auto: noi paghiamo un premio alla nostra Assicurazione (venditore dell’opzione) per assicurarci che il costo massimo di un incidente con colpa sia pari al premio stesso!

Le opzioni possono avere sottostanti di tutti i tipi: metalli preziosi, prodotti agricoli, azioni, obbligazioni e persino condizioni meteorologiche.

Esempio:

L’opzione è quindi un contratto in cui ci sono due parti:

  • Lo scrittore dell’opzione che è colui che la crea;
  • Il detentore che è colui che l’ha comprata.

Con l’acquisto dell’opzione il detentore acquisisce il diritto (e non l’obbligo) di acquistare (opzioni call) o vendere (opzioni put) una certa grandezza (il sottostante) ad una certa data (expiry date) e ad un certo prezzo (strike price).

Le opzioni sono un mezzo di copertura dal rischio straordinario.

Maggiori informazioni sulle Opzioni binarie

Le Opzioni: definizione

Le opzioni, sono un contratto, in cui l’acquirente dell’opzione ha comprato il diritto di comprare dal venditore dell’opzione o di vendere un certo sottostante al venditore dell’opzione. Le opzioni, quindi, le possiamo classificare in due grandi tipologie:

  • Call: danno il diritto all’acquirente di comprare il sottostante ad una certa data e a un certo prezzo;
  • Put: danno il diritto all’acquirente di vendere il sottostante ad una certa data e a un certo prezzo.

In ambedue i casi il venditore subisce la scelta dell’acquirente che, tuttavia, eserciterà l’opzione solo se conveniente per lui.

Il prezzo di acquisto/vendita è il cd strike price o prezzo di esercizio.

Se, a scadenza dell’opzione, il prezzo di mercato del sottostante è maggiore dello strike price, il detentore di una call ha convenienza ad esercitare l’opzione (si dice che l’opzione è in the money) perché pagherebbe un bene meno del suo valore di mercato di quel momento. Nel caso di un valore inferiore, invece, l’opzione non verrebbe esercitata (l’opzione è out of the money).

Nel caso di un valore pari a quello dello strike price avremmo indifferenza tra l’esercizio o meno dell’opzione (opzione at the money).

Naturalmente, nel caso di una put, l’opzione sarebbe in the money se il prezzo di mercato a scadenza fosse sotto lo strike price perché, in quel caso, il compratore della put avrebbe il diritto di vendere il sottostante ad un prezzo maggiore di quello di mercato di quel momento.

La data di esercizio dell’opzione è la data alla quale (opzione di tipo europeo) o entro la quale (opzione di tipo americano) avviene o meno l’esercizio dell’opzione. In questa data l’acquirente della call (se in the money) paga lo strike price al venditore dell’opzione che, invece, consegna il sottostante.

L’acquirente della put, invece, incassa lo strike price e consegna il sottostante al venditore dell’opzione.

Una spiegazione sintetica di come si prezzano le opzioni la potete trovare qui

Le Opzioni: Esempio

Poniamo di aver programmato un viaggio negli USA per la prossima estate e di avere intenzione di sfruttare la differenza tra €uro e Dollaro per comprare un’iPhone al prezzo di $ 1.000. Se potessi andare oggi negli USA e il tasso di cambio fosse 1,30$=1€ (0,769$=1€) potrei comprare l’iPhone pagando € 769. Tuttavia io non so se al momento del viaggio il cambio sarà uguale o peggiore.

A questo punto ho 3 possibilità:

  • Cambio oggi € 769 con i $ 1.000 e mi li tengo in tasca fino al viaggio.
  • Aspetto di andare negli USA e compro al cambio del momento.
  • Compro un’opzione sul cambio put €/ call $ con strike price 1,30 e scadenza nella data di partenza per il viaggio.

Nei punti 1 e 2 ho già fissato quello che sarà il mio esborso in €uro (l’unica differenza che è nel punto 1 i dollari li prendo subito e nel 2 solo a scadenza). Con l’opzione, invece, io compro il diritto di vendere i mie €uro in cambio dell’acquisto dei dollari al cambio di 1,30:

€ 769 in cambio di $ 1.000!

Al momento del viaggio il cambio può essere salito, sceso o rimasto uguale:

  • Poniamo che il tasso di cambio €/$ sia arrivato a $ 1,20 = € 1. In tal caso, non cambia nulla nel punto 1, mentre se ho scelto la seconda possibilità dovrò sborsare € 833 per cambiarli con i $ 1.000. Con l’opzione invece ho la possibilità di continuare a comprare i dollari al prezzo di $1,3/€1, pagandoli € 769 e risparmiando, quindi, €833 – € 769 = € 64!
  • Il tasso di cambio è rimasto a $1,30=€1 e le tre situazioni sono identiche.
  • Il tasso di cambio è $1,4=€1. Ora se ho scelto la seconda opzione posso avere i $ 1.000 sborsando solo € 714 cosa che, però, posso fare anche con l’opzione semplicemente non esercitandola! Nel caso avessi scelto la possibilità 1 avrei perso circa € 769 – € 714 = € 54!

Quindi, grazie all’opzione, ho potuto “fissare” il prezzo massimo per il mio acquisto senza precludermi la possibilità di pagarlo meno. Naturalmente questa possibilità ha un costo, rappresentato dal premio.

Il premio delle opzioni viene corrisposto dal compratore al venditore al momento dell’acquisto. Questa spesa esaurisce il rischio per l’acquirente: il costo massimo sarà sempre pari a questo! Il venditore invece, è esposto agli eventi: se l’opzione verrà esercitata dal compratore, il venditore dovrà comprare o vendere al prezzo prestabilito.

Tornando all’esempio precedente, poniamo che questa opzione costi € 5 (0,005€ per ogni 1€).

Ora nel caso A devo considerare che, comprando l’opzione, il mio risparmio non è stato di € 64, ma di € 59 a causa del costo dell’opzione.

Nel caso B, invece, le situazioni non sono equivalenti perché l’opzione ha un costo e l’acquisto della stessa rende questa scelta la più costosa delle tre.

Nel caso C, invece, la situazione che avrei comprando le opzioni risulta peggiore di quella che non prevede alcuna azione proprio per i € 5.

Potremmo rappresentare tutti questi eventi in un grafico.

Le opzioni

Come si vede, nel caso il tasso di cambio sotto gli 0,769 € per i 1$ io avrei una perdita pari al costo dell’opzione. A 0,774 € per 1$ avrei una situazione di indifferenza: l’opzione costa €0,005 mentre il mio guadagno è €0,774 – €0,769 = € 0,005. Oltre gli 0,774 ho un guadagno potenzialmente infinito!!!

Vediamo ora di rappresentare, invece, il costo del mio iPhone con e senza opzione.

Le opzioni

Poniamo che il tasso di cambio diventi $1=€0,00001; il costo del mio iPhone diventerebbe praticamente 0€ (€0,1=$ 1.000) mentre al salire del tasso di cambio avrei un costo sempre maggiore e, potenzialmente, infinito. Se invece mi compro l’opzione avrei che al cambio $1=0,00001, spenderei comunque €5, mentre, al massimo, spenderei € 769. Ho fissato il mio costo massimo!!!
Anche qui per un cambio pari a 0,774 avrei l’indifferenza tra comprare l’opzione e non: sempre € 774 spenderei!

Da quanto emerge dall’esempio precedente è chiaro come le opzioni possano rappresentare una sorta di assicurazione contro uno specifico rischio.

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