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Gli scambi giapponesi rafforzano l’autoregolamentazione

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Le criptovalute giapponesi stanno rafforzando l’autoregolamentazione a seguito dell’attacco hacker a uno dei più grandi Exchange del Paese, Coincheck.

Coincheck, ha subito un attacco con una conseguente perdita di circa 58 miliardi di yen sulla sua piattaforma.

La JBA acronimo di Japan Blockchain Association, ha stabilito degli standard di autoregolamentazione che i suoi membri di scambio di criptovaluta devono adottare volontariamente.

L’associazione conta circa 127 membri, di cui 15 sono membri della Crypto Exchange e 35 sono membri della blockchain.

Tra i membri ci sono:

  • Coincheck;
  • GMO Coin;
  • Bitocean;
  • Bitflyer.

La JBA ha constatato che la FSA, acronimo di agenzia giapponese dei servizi finanziari, ha terrorizzato i loro rappresentanti presenti nelle borse, descrivendo le criptovalute dannose per la loro incertezza.

LA JBA ha dichiarato che in futuro, al fine di stabilire in modo definitivo la sicurezza degli utenti che fanno trading di criptovaluta, l’insediamento di un regolamento volontario più rigoroso per gli Exchange dovrà essere la base per tutti membri che ne aderiscono.

Il caso Coincheck

La FSA ha sollecitato la Coincheck per dare spiegazioni sui problemi di sicurezza inerenti il furto di 58 miliardi di NEM.
Dopo che la società ha fatto domanda di registrazione alla FSA nel settembre 2017, e il verificarsi di accessi non autorizzati che hanno bucato la sicurezza del sistema informatico:

“La domanda dell’Exchange Coincheck come aderente alla FSA è sospesa per revisione.”

La FSA ha chiesto alla Coincheck un rapporto sull’accaduto.

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