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Obbligazioni: Cosa sono Come funzionano | Guida [2024]

Le obbligazioni sono degli strumenti finanziari emessi da enti, banche o società con cui questi raccolgono fondi. Questi titoli rappresentano quindi un debito da parte dell’emittente nei confronti degli obbligazionisti.

Le differenze più importanti con le azioni stanno proprio nella caratteristica che le obbligazioni hanno una scadenza, un prezzo di rimborso e una cedola periodica mentre le azioni hanno un prezzo di acquisto ma nessuno sa in anticipo quale sarà il rendimento dell’azione perché non si conoscono ne i dividendi futuri ne il prezzo di vendita.

Nelle obbligazioni, quindi, corriamo sostanzialmente il solo rischio di non vederci rimborsare l’obbligazione perché l’emittente è fallito, altrimenti le cedole e il capitale verranno restituiti alla scadenza.

Dal punto di vista della sicurezza poi, gli obbligazionisti sono dei “creditori privilegiati” in senso che vengono rimborsati prima degli altri creditori e, inoltre, esistono anche diversi livelli di precedenza (lo spiegheremo in seguito).

Fino a qualche anno fa, dicevamo, il prezzo delle obbligazioni variava solo per una variazione dei tassi d’interesse.

Così se avessi comprato un BTP con una cedola del 5% e dopo qualche mese i tassi fossero saliti al 6% e, quindi, sarebbe stato possibile investire ad un tasso più alto, io avrei avuto che il prezzo della mia obbligazione sarebbe sceso, MA LA CEDOLA DEL 5% E’ COMUNQUE GARANTITA.

Oggi invece, oltre a questo rischio, abbiamo anche un rischio cd di “controparte”.

Ossia, dato che esiste il rischio concreto che un’emittente fallisca o che, alla stessa stregua, non sia in grado di rimborsare le obbligazioni, il prezzo delle stesse può variare anche semplicemente perché l’emittente diventa più o meno rischioso (il famoso rating).

Questo duplice rischio fa si che sia oggi possibile fare trading sulle obbligazioni molto più dinamicamente che in passato.

Le obbligazioni sono i cosiddetti Bond, ossia quelli strumenti finanziari, titoli di debito, dell’emittente rispetto a chi li sottoscrive, che consentono di ottenere una cedola ad un tasso di interesse e cadenza prefissata come remunerazione per la durata dell’investimento, oltre che la liquidazione della somma prestata alla fine dell’investimento.

Tra gli emittenti di obbligazioni, troviamo:

  • Nazioni, quando trattasi di Titoli di Stato;
  • Organismi sovranazionali, come la Banca Europea Degli Investimenti;
  • Societa’ Di Capitali, ne sono un esempio le SpA quotate.

Le obbligazioni vengono scambiate, acquistate e vendute, sui mercati finanziari, emesse a lotti e non singolarmente.

I prezzi successivi all’emissione, variano in base ai tassi di interesse del mercato, in uno specifico momento.
In Italia abbiamo il MOT e l’EuroMOT, mercati obbligazionari telematici di Borsa Italiana e l’EuroTLX, facente capo a banche fra cui Unicredit.

Quando la cedola è fissa, il prezzo dell’obbligazione ne determinerà il rendimento.

Chiaro è che se la cedola è fissa, sarà il prezzo dell’obbligazione a determinare il rendimento effettivo della stessa: siccome il rimborso finale è sempre 100, un prezzo superiore all’emissione comprimerà il rendimento totale ed un prezzo inferiore lo aumenterà.

Ci sono più categorie nelle obbligazioni rispetto alle azioni.

Eccone alcune:

  • Zero Coupon Bond, ossia i BOT, Buoni Ordinario del Tesoro, in Italia, con durata che va dai 6 mesi a massimo 2 anni; si tratta di obbligazioni senza cedola, la cui remunerazione si ottiene con il rimborso finale;
  • Obbligazioni convertibili, le cosiddette obbligazioni corporate, emesse quindi da società, le quali consentono al sottoscrittore di convertire il valore del prestito obbligazionario in azioni della stessa società, ad data e cambio prestabiliti, invece che il rimborso della cifra investita;
  • Obbligazioni cum Warrant, parliamo in questo caso di titoli simili alle obbligazioni convertibili; il sottoscrittore sottoscrive simultaneamente due diversi strumenti finanziari, da una parte una obbligazione comune, dall’altra uno warrant, diritto autonomo di opzione su azioni. Il sottoscrittore non avrà quindi la facoltà di convertire il suo prestito obbligazionario in azioni ma l’opzione di fare un investimento aggiuntivo in azioni oppure cedere il warrant in quanto titolo con vita e valore autonomo;
  • Obbligazioni a tasso variabile, la cedola in questo caso è legata ad un tasso di interesse variabile, atto a contrastare l’eccessiva volatilità dei mercati;
  • Obbligazioni callable, trattasi di titoli obbligazionari in cui l’emittente ha la possibilità di richiamarle, ossia di portar a termine l’investimento attraverso un rimborso anticipato della somma investita al sottoscrittore, prima della scadenza;
  • Obbligazioni in valuta diversa dall’Euro, questi rappresentano uno strumento di diversificazione del proprio portafoglio con un rendimento certo. Oggi come oggi, con l’Euro in crisi a causa dei debiti delle nazioni dell’Unione Monetaria, risulta importante diversificare i propri risparmi anche in termini di valute. Un solo cambio valuta non ha una remunerazione se non quella base, un cambio valuta con contestuale investimento obbligazionario nella nuova valuta offre un beneficio in termini di rendimento e compensazione col rischio di cambio oltre che di mercato.
  • Obbligazioni straniere. Per investire in mercati obbligazionari maggiormente sicuri, è bene diversificare l’investimento più che per valuta per paese.
  • Obbligazioni strutturate. Similari alle cum warrant, in quanto presentano una componente tradizionale ed una o più componenti derivate, basate quindi sul prezzo di indici, azioni e/o altri titoli. Il rendimento muta con all’andamento del sottostante del derivato.
    Si tratta di contratti personalizzabili, maggiormente indicati ai professionisti piuttosto che ai piccoli risparmiatori.

Buoni del Tesoro Poliennali: definizione

I BTP sono i titoli italiani emessi dal Tesoro che hanno la scadenza più lunga. Solitamente tali titoli sono a tasso fisso e hanno cedole pagate semestralmente (ossia riceverete i vostri interessi ogni 6 mesi).

Per chiarirci meglio vi proponiamo di osservare un titolo realmente esistente e quotato il BTP identificato dall’ISIN (una sorta di targa dei titoli IT0004009673 che scade il 1 febbraio 2021.

Questo titolo è stato emesso nel 2006, in particolare per valuta 1 febbraio 2006, e paga cedole pari al 3,75% lordo annuo. Ogni anno voi potreste incassare 3,75€ lorde per ogni 100€ investiti nel titolo e, quindi, € 1,875 circa ogni sei mesi (diciamo circa perché il meccanismo di calcolo di questo BTP è ACT/ACT, ossia giorni effettivi su giorni effettivi; sostanzialmente se un semestre è più lungo di un altro prenderete più interessi in quel semestre). Alla somma che riceve dovrete poi toglierli la tassazione che, ad oggi, è del 12,50% sui titoli di stato ossia circa un tasso effettivo del 3,28%.

I prezzi delle obbligazioni cambiano e, quando il tasso d’interesse del momento, è più basso di quello a disposizione nel titolo, il suo prezzo sale.

Ossia se io volessi entrare nel mercato oggi e volessi comprare un titolo a 5 anni ho due possibilità:

  • Compro un titolo a 5 anni emesso oggi con il tasso di oggi (circa lo 0,06% netto) al prezzo di 100;
  • Compro un titolo decennale emesso 5 anni fa (quindi con vita residua 5 anni) ma con cedola del 4% ma lo pago 118.

Il rendimento, tuttavia, sarà lo stesso nei due casi!

Io pago oggi una cosa pagandola 100 e ricevendo lo 0,06% ogni 6 mesi per i prossimi 5 anni e ricevendo a scadenza proprio 100, oppure pago oggi 118 e ricevo circa il 3,88% per i prossimi 5 anni e 100 alla fine.

La cosa importante da capire per il vostro trading è che il prezzo dei BTP, e di tutte le obbligazioni, si muove sostanzialmente per 2 ragioni:

  • I tassi d’interesse. Se comprate un titolo a reddito fisso e i tassi di mercato attuali scendono il prezzo del titolo salirà (perché avrete in mano un titolo che rende di più del mercato) e viceversa.
  • Il rischio di credito. Se il rischio del paese emittente, in questo caso l’Italia, scende, il prezzo del vostro titolo salirà perché diminuirà la possibilità che l’emittente non paghi a scadenza. Il famoso spread con il bund tedesco rappresenta proprio questo: se l’Italia diventa meno rischiosa rispetto al titolo considerato senza rischio (il bund) allora lo spread scende e il prezzo del titolo sale.

Bund tedeschi: Cosa sono

Il Bund è il titolo tedesco benchmark a medio lungo termine. Con il termine bund, di solito, si intende il titolo governativo a 10 anni.

Quando si parla di spread BTP – BUND si intende proprio la differenza tra il rendimento del titolo italiano e quello tedesco che, ai giorni nostri, si aggira sui 100 bps, ossia circa l’1%.

L’importanza del bund tedesco risiede anche nel fatto che su di esso è scritto il più importante punto di riferimento per i tassi d’interesse europei, il Bund Future.

Il Bund Future è un contratto derivato futures il cui acquisto ci obbliga a comprare il titolo Bund sottostante ad una certa scadenza.

Così se io compro il Bund Future scadenza Giugno 2015, sarò obbligato a comprare al prezzo future di oggi, il bund tedesco a 10 anni a giugno 2015.

Questo Future, va detto, è scritto su un titolo “virtuale” ossia su un titolo avente scadenza 10 anni e tasso d’interesse 6%! Non esiste tale titolo sul mercato ed è per questo che il valore di questo future è così alto (circa 156 di prezzo!).

Alla scadenza ci verrebbe consegnato un titolo di stato equivalente ad un prezzo equivalente.

Il punto importante da capire in questo caso è che tale future rappresenta il mercato dei tassi: se il bund sale significa che i tassi d’interesse scendono e viceversa.

Il termine Bund, prima conosciuto da pochi, sta via via diffondendosi sempre più, in quanto i media sono soliti parlare di spread, ossia il differenziale di rendimento, tra il Bund e il Btp, titolo di stato italiano.

Il contratto “future” è un accordo tra due parti per comprare o vendere un’attività, ad una certa data futura, e ad un prezzo stabilito. Sono presenti contratti futures su indici azionari, obbligazionari, su valute e su materie prime. Nel caso del Bund Future l’attività sottostante è un titolo emesso dal governo tedesco con scadenza compresa tra 8,5 e 10,5 anni. Il Bund può essere utilizzato per copertura o per speculazione.

Il contratto ha scadenza trimestrale (marzo, giugno, settembre e dicembre).

Il principio che sta alla base e che regola il Bund è che al crescere dei tassi d’interesse il prezzo del future scende e viceversa in caso di discesa dei tassi.

Trattandosi di operazioni speculative, è consigliabile operare in maniera oculata, evitando utilizzi inappropriati, privati da ogni minima forma di conoscenza e cultura finanziaria.

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