Il prezzo del gas naturale ha sempre suscitato l’interesse dei mercati finanziari, ma negli ultimi anni questo interesse è diventato particolarmente irregolare e imprevedibile. Dalla crisi energetica del 2022 alle recenti tensioni geopolitiche, il gas naturale è passato da semplice commodity a protagonista indiscusso degli scenari finanziari globali. In questo contesto turbolento, gli ETF sul gas naturale si sono affermati come strumenti privilegiati per gli investitori che desiderano sfruttare – o proteggersi da – questa volatilità.
Ma cosa rende questi strumenti così interessanti? Gli Exchange Traded Funds dedicati al gas naturale offrono un’esposizione unica a una delle materie prime più strategiche del pianeta, combinando la liquidità di un’azione con la possibilità di investire in un mercato tradizionalmente complesso e poco accessibile ai piccoli investitori. Dal trading di futures alla semplice compravendita di quote, gli ETF hanno reso più accessibile il mercato del gas naturale, aprendo nuove opportunità ma anche nuove sfide. In un mondo in cui la transizione energetica sta ridefinendo gli equilibri globali e i cambiamenti climatici influenzano sempre di più i consumi energetici, comprendere il funzionamento di questi strumenti diventa essenziale per ogni investitore che guarda al futuro.
Migliori ETF, ETC Gas naturale del 2025
ETF United States Natural Gas Fund (UNG) (Piattaforma: eToro)
ETF ProShares Ultra Bloomberg Natural Gas (BOIL) (Piattaforma: Fineco bank)
ETF First Trust Natural Gas (FCG) (Piattaforma: Fineco bank)
ETF VanEck Vectors Natural Gas (Piattaforma: Fineco bank)
ETF VanEck Vectors Unconventional Oil & Gas (FRAK) (Piattaforma: Fineco bank)
ETF iShares Global Natural Resources (IGE) (Piattaforma: Fineco bank)
ETF ProShares Ultra Bloomberg Natural Gas (BOIL) (Piattaforma: Fineco bank)
ETF ProShares UltraShort Bloomberg Natural Gas (KOLD) (Piattaforma: Fineco bank)
ETF United States 12 Month Natural Gas Fund (UNL) (Piattaforma: Fineco bank)
ETF SPDR S&P Oil & Gas Equipment & Services (XES) (Piattaforma: Fineco bank)
Il mercato del gas naturale: fondamentali
Il mercato del gas naturale è caratterizzato da cifre impressionanti: ogni anno si consumano circa 4.000 miliardi di metri cubi, con un valore di mercato che supera i 2 trilioni di dollari. Stati Uniti, Russia e Qatar sono i principali produttori a livello mondiale: detengono insieme, infatti, oltre il 50% dell’offerta globale. Tuttavia, è la domanda a raccontare la vera rivoluzione: la Cina, con un aumento dei consumi del 15% annuo negli ultimi cinque anni, sta cambiando le dinamiche del mercato.
Il delicato equilibrio tra domanda e offerta La particolarità del gas naturale risiede nella complessità della sua catena di distribuzione. A differenza del petrolio, il trasporto richiede infrastrutture specifiche (come gasdotti o terminali di liquefazione per il GNL), che vincolano in modo significativo domanda e offerta. Questa rigidità strutturale amplifica l’impatto di ogni variazione nei consumi o nella produzione, generando la volatilità tipica del mercato. Lo sviluppo recente del GNL ha parzialmente modificato queste dinamiche, introducendo maggiore flessibilità negli scambi internazionali.
Hub e price discovery
I prezzi del gas naturale si formano principalmente in tre hub fondamentali:
- Henry Hub negli Stati Uniti
- TTF in Europa
- JKM in Asia.
Ognuno di questi mercati presenta le proprie dinamiche e peculiarità. L’Henry Hub, il più maturo e liquido, funge da benchmark globale, mentre il TTF europeo ha acquisito importanza dopo la crisi energetica del 2022. Il JKM asiatico, invece, riflette sempre più il crescente peso dei consumi orientali. Questa frammentazione geografica dei prezzi crea opportunità di arbitraggio, ma aumenta anche la complessità per gli investitori.
Tipologie di ETF sul gas naturale

Esplorare il mondo degli ETF sul gas naturale richiede una buona comprensione delle varie tipologie disponibili. Ogni categoria ha caratteristiche uniche e risponde a specifiche esigenze di investimento, che vanno dalla replica diretta dei prezzi della commodity all’esposizione verso le aziende del settore. È fondamentale conoscere queste differenze per scegliere lo strumento più adatto ai propri obiettivi.
- ETF su futures del gas naturale: Tra gli strumenti finanziari legati al gas naturale, gli ETF su futures sono la categoria più diretta per seguire l’andamento dei prezzi della commodity. Questi fondi investono in contratti futures, di solito sul mercato Henry Hub, utilizzando un meccanismo di rolling mensile o trimestrale. Il rolling consiste nella vendita dei contratti in scadenza e nell’acquisto di quelli successivi, e può generare quello che gli esperti chiamano roll yield, un effetto che può influenzare notevolmente la performance, sia in modo positivo in caso di backwardation, sia in modo negativo in situazioni di contango.
- ETF su azioni di società del settore: Un’altra opzione è rappresentata dagli ETF che investono in aziende quotate nel settore del gas naturale. Questi strumenti selezionano le società in base a criteri specifici, come la capitalizzazione di mercato, la percentuale di ricavi provenienti dal gas naturale e la liquidità del titolo. Il principale vantaggio è la minore esposizione alla volatilità dei prezzi spot, anche se ciò è bilanciato da una maggiore correlazione con l’andamento generale dei mercati azionari. I criteri di selezione variano notevolmente tra i diversi ETF, con alcuni che si concentrano sulle società di esplorazione e produzione, mentre altri includono anche aziende di distribuzione e stoccaggio è fondamentale per selezionare lo strumento più adatto ai propri obiettivi.
- ETF leveraged e inverse: Per gli investitori più esperti, il mercato propone ETF leveraged e inverse, strumenti che amplificano i movimenti del sottostante o consentono di trarre vantaggio dai ribassi. Un ETF leveraged 2x, ad esempio, mira a replicare il doppio della performance giornaliera del gas naturale, mentre un ETF inverse -1x cerca di replicare il movimento opposto. Questi prodotti impiegano strumenti derivati complessi per raggiungere i loro obiettivi e presentano rischi specifici legati all’effetto della leva su periodi superiori a un giorno. Il loro utilizzo richiede una comprensione approfondita dei meccanismi sottostanti e un monitoraggio costante delle posizioni.
ETF gas naturale: quali sono?
Nel panorama degli investimenti sul gas naturale, alcuni ETF si sono affermati come punti di riferimento per gli investitori, distinguendosi per liquidità, volumi di scambio e trasparenza nella gestione. Con un mercato che nel 2024 ha superato i 15 miliardi di dollari di masse gestite nel settore degli ETF sul gas naturale, la scelta dello strumento più adatto richiede un’analisi approfondita delle caratteristiche di ciascun prodotto. Esaminiamo nel dettaglio i prodotti più rilevanti del mercato, analizzandone caratteristiche, performance e peculiarità.
- United States Natural Gas Fund (UNG): L’UNG rappresenta il punto di riferimento per eccellenza nel settore, con oltre 1 miliardo di dollari di asset in gestione. Questo ETF replica direttamente l’andamento dei futures sul gas naturale negoziati presso l’Henry Hub. La sua struttura trasparente e la liquidità elevata lo rendono lo strumento preferito per gli investitori istituzionali. Tuttavia, l’impatto del roll yield ha storicamente influito sulla performance di lungo periodo, con una perdita media annua del 15% negli ultimi cinque anni, principalmente a causa degli effetti del contango. Questo fattore deve essere considerato attentamente nella pianificazione dell’investimento.

Panoramica ETF UNG (US Naural Gas) di eToro. Fonte: eToro.com - ProShares Ultra Bloomberg Natural Gas (BOIL): BOIL si distingue per la sua natura leveraged, offre un’esposizione 2x sulla performance giornaliera dei futures sul gas naturale. Con un patrimonio gestito di circa 500 milioni di dollari, rappresenta lo strumento di riferimento per il trading tattico e speculativo. La leva incorporata amplifica sia i guadagni che le perdite, rendendo questo ETF particolarmente sensibile alle oscillazioni di mercato. Il reset giornaliero della leva può generare significative divergenze nel lungo periodo rispetto al sottostante, con scostamenti che storicamente hanno superato il 30% su base annua.
- First Trust Natural Gas ETF (FCG): Adotta un approccio diverso, perché investe in un portafoglio diversificato di aziende quotate nel settore del gas naturale. L’indice sottostante seleziona le aziende in base a criteri rigorosi di esposizione al settore e liquidità, con revisioni trimestrali della composizione. Questo ETF offre un’esposizione più stabile rispetto ai prodotti basati sui futures e beneficia anche dei dividendi distribuiti dalle società in portafoglio, con un rendimento medio storico dell’1,8%. Tuttavia, la correlazione con i mercati azionari rappresenta un ulteriore elemento di rischio.

Panoramica ETF First Trust Natural Gas ETF (FCG) su Fineco bank. Fonte: Finecobank.com - VanEck Vectors Natural Gas ETF: Si distingue per un approccio ibrido, perché combina l’esposizione ai futures con investimenti in aziende del settore. La strategia mira a ottimizzare il rapporto rischio-rendimento, riducendo l’impatto del roll yield attraverso una gestione attiva delle posizioni. Il fondo ha una dimensione più contenuta rispetto ai concorrenti, con circa 200 milioni di dollari in gestione, ma offre una soluzione interessante per gli investitori che cercano un’esposizione bilanciata al settore. La performance storica mostra una volatilità inferiore del 20% rispetto agli ETF puri su futures.
VanEck Vectors Unconventional Oil & Gas ETF (FRAK) FRAK: Si concentra su società che si dedicano all’estrazione non convenzionale di petrolio e gas, in particolare attraverso tecnologie come il fracking. Il portafoglio è composto principalmente da aziende nordamericane attive nel settore del gas di scisto. Questa specializzazione lo rende particolarmente reattivo agli sviluppi tecnologici e normativi nel settore non convenzionale.
iShares Global Natural Resources ETF (IGE): IGE offre un’esposizione diversificata a società globali attive nel settore delle risorse naturali, incluso il gas naturale. Il fondo comprende grandi compagnie integrate del settore energetico, fornendo una copertura ampia del settore. La diversificazione sia geografica che settoriale aiuta a ridurre i rischi specifici legati al gas naturale.
ProShares Ultra Bloomberg Natural Gas (BOIL): Cerca di offrire risultati giornalieri che siano il doppio della performance dell’indice Bloomberg Natural Gas Subindex. Si tratta di uno strumento sofisticato, pensato per il trading attivo e di breve termine, a causa della leva incorporata. La sua complessità e i rischi legati alla leva lo rendono poco adatto per strategie di acquisto e mantenimento.
ProShares UltraShort Bloomberg Natural Gas (KOLD): Fornisce un’esposizione inversa con leva 2x al prezzo del gas naturale, muovendosi in direzione opposta al mercato. È uno strumento complesso, utilizzato principalmente per strategie di copertura o speculazione a breve termine. Come tutti i prodotti a leva, richiede un monitoraggio costante e una comprensione approfondita dei rischi.
United States 12 Month Natural Gas Fund (UNL): Adotta una strategia diversificata investendo in futures sul gas naturale con scadenze distribuite su 12 mesi. Questo approccio aiuta a mitigare l’impatto del contango rispetto agli ETF che investono solo nel contratto più vicino. La strategia lo rende più stabile nel lungo periodo rispetto ad altri ETF sul gas naturale.
SPDR S&P Oil & Gas Equipment & Services ETF (XES): Investe in aziende che forniscono attrezzature e servizi all’industria del petrolio e del gas naturale. Il fondo offre un’esposizione indiretta al settore attraverso le aziendfe che supportano l’esplorazione, la produzione e la distribuzione. La performance è legata ai cicli di investimento del settore energetico.
Invesco Dynamic Energy Exploration & Production ETF (PXE): Seleziona le aziende di esplorazione e produzione utilizzando una metodologia quantitativa che valuta fattori come momentum, qualità e valore. Il fondo si concentra sul segmento upstream del settore energetico, ovvero comprende aziende attive sia nel gas naturale che nel petrolio.
JPMorgan Alerian MLP Index ETN (AMJ): AMJ replica l’indice Alerian MLP, investendo in Master Limited Partnerships specializzate nel trasporto e stoccaggio di gas naturale. Le MLP offrono generalmente distribuzioni elevate e vantaggi fiscali. Il fondo è strutturato come un ETN, il che espone gli investitori al rischio di credito dell’emittente.
Global X MLP & Energy Infrastructure ETF (MLPX) MLPX: Combina investimenti in MLP e società di infrastrutture energetiche, fornendo esposizione al settore midstream del gas naturale. Il fondo si concentra su aziende che gestiscono pipeline, impianti di stoccaggio e altre infrastrutture fondamentali per il trasporto del gas naturale.
iPath Series B Bloomberg Natural Gas ETN (GAZ): È strutturato come una nota bancaria che replica il prezzo dei futures sul gas naturale. A differenza degli ETF tradizionali, , rappresenta un’obbligazione dell’emitttente. Questo strumento offre un’esposizione diretta ai movimenti di prezzo del gas naturale, ma comporta anche il rischio di credito dell’emittente.
ETF gas naturale: pro e contro
Il mercato degli ETF sul gas naturale presenta opportunità di investimento interessanti, ma è fondamentale comprendere i vari fattori di rischio che ne influenzano l’andamento. Solo attraverso un’analisi approfondita di questi elementi è possibile sviluppare una strategia d’investimento efficace nel lungo periodo e gestire in modo adeguato l’esposizione al rischio.
- Volatilità dei prezzi del gas naturale: La volatilità è il principale fattore di rischio nel mercato del gas naturale, con oscillazioni giornaliere che possono superare il 5%. Questa caratteristica, amplificata dalla leva finanziaria presente in alcuni ETF, richiede una gestione attiva delle posizioni e solidi sistemi di gestione del rischio. Le statistiche indicano che il gas naturale ha una volatilità storica superiore del 40% rispetto ad altre commodity energetiche, con picchi che hanno raggiunto il 120% durante le crisi energetiche degli ultimi anni.
- Impatto dei fattori stagionali: I consumi di gas naturale sono fortemente influenzati dalla stagionalità, con picchi nei mesi invernali e cali nei periodi estivi. Questo schema ciclico crea opportunità di trading, ma comporta anche rischi significativi per gli investitori che non ne tengono conto. Le analisi storiche mostrano un premio di volatilità del 25% nei mesi invernali rispetto alla media annuale, con variazioni di prezzo che possono superare il 50% in poche settimane.
- Rischi geopolitici: Il mercato del gas naturale è particolarmente sensibile agli eventi geopolitici, come dimostrato dalla crisi europea del 2022, quando i prezzi aumentarono del 400% in poche settimane. L’interruzione delle forniture, le sanzioni economiche e le tensioni diplomatiche possono causare improvvisi picchi di prezzo e periodi di elevata instabilità che influenzano direttamente la performance degli ETF.
- Contango e backwardation: La struttura del mercato dei futures, con le sue fasi di contango e backwardation, ha un impatto notevole sulla performance degli ETF. Il contango e la backwardation sono due condizioni del mercato dei futures che hanno un impatto significativo sui rendimenti degli ETF sul gas naturale. Nel contango, i prezzi dei futures superano il prezzo spot: quando l’ETF deve rinnovare i contratti (rolling), vende a prezzi più bassi e acquista a prezzi più alti, il che porta a perdite. Nella backwardation, invece, i futures costano meno del prezzo spot, quindi il rolling genera un profitto poiché l’ETF vende a prezzi più alti e compra a prezzi più bassi. Il roll yield può ridurre i rendimenti fino al 15-20% all’anno durante prolungati periodi di contango, mentre può aumentarli di percentuali simili nelle fasi di backwardation.
- Correlazione con altre asset class: Gli ETF sul gas naturale presentano correlazioni variabili con altre asset class, offrendo opportunità di diversificazione ma anche rischi di contagio in momenti di stress del mercato. In particolare, la correlazione con l’indice S&P 500 varia tra -0,2 e +0,4, mentre quella con il petrolio si attesta tra 0,3 e 0,6, rendendo essenziale un’analisi attenta delle correlazioni nella costruzione del portafoglio.
Strategie di investimento sugli ETF gas naturale
Investire in ETF sul gas naturale richiede un approccio ben strutturato che integri diverse metodologie di analisi e una gestione del rischio efficace. La volatilità del mercato rende fondamentale avere una strategia chiara e disciplinata, supportata da un’analisi attenta dei dati di mercato.
- Analisi tecnica e fondamentale: Un approccio efficace combina l’analisi tecnica per il timing di mercato con l’analisi fondamentale per comprendere il contesto macroeconomico. I pattern tecnici più affidabili sono le formazioni di doppio minimo/massimo e livelli di supporto e resistenza. Sul fronte fondamentale, è essenziale monitorare i dati settimanali sulle scorte negli Stati Uniti e le previsioni stagionali. La coincidenza di segnali tecnici e fondamentali fornisce i punti di ingresso più sicuri, specialmente quando supportati da volumi significativi e conferme da indicatori tecnici chiave.
- Timing di mercato: La stagionalità è un fattore cruciale. Statisticamente, le posizioni long offrono opportunità più interessanti tra luglio e dicembre, in previsione della stagione invernale. Monitorare la struttura temporale dei futures aiuta a identificare i momenti migliori per il rolling delle posizioni, riducendo l’impatto negativo del contango. L’analisi dei flussi di capitale verso gli ETF del settore fornisce ulteriori conferme sui trend di mercato.
- Gestione del rischio: L’elevata volatilità richiede un rigoroso sistema di gestione del denaro. Un’esposizione complessiva ottimale si colloca tra il 5% e il 10% del portafoglio, con stop loss automatici impostati in base alla volatilità storica. Diversificare tra ETF long puri e ETF su società del settore aiuta a bilanciare il rischio, mentre un monitoraggio costante delle correlazioni con altre classi di attivi ottimizza il profilo rischio-rendimento.
Come aquistare ETF gas naturale
Investire in ETF sul gas naturale richiede una scelta attenta della piattaforma di trading più adatta. Ecco un’analisi dei principali broker italiani che si distinguono per affidabilità e servizi.
- Fineco bank: Questa banca fintech italiana offre una piattaforma completa e professionale, perfetta per investitori a medio-lungo termine (Leggi: come investire in ETF su Fineco bank). Le commissioni per gli ETF partono da 2,95€ per ordine, con sconti progressivi in base al numero di operazioni mensili. La piattaforma di proprietà fornisce strumenti avanzati per l’analisi tecnica e l’analisi fondamentale, con un focus particolare sul mercato delle commodity.

Alcuni ETF ETC sul Gas Naturale su Fineco bank. Fonte: Finecobank.com - XTB: XTB si presenta come un broker specializzato nel trading di ETF (Come investire in ETF su XTB: Guida e consigli utili), con una struttura commissionale competitiva. La piattaforma xStation 5 è nota per la sua velocità di esecuzione e un’interfaccia intuitiva. Le commissioni ammontano allo 0,12% sul controvalore, con un minimo di 3,5€ per ordine. La sezione educativa è particolarmente apprezzata dagli utenti.
- eToro: Questo broker sociale introduce un approccio innovativo grazie al copy trading, che consente di replicare automaticamente le strategie dei trader più esperti. La caratteristica distintiva di eToro è l’assenza di commissioni dirette sugli ETF, compensata da spread leggermente più ampi. La piattaforma è ottimizzata per il trading mobile.
- Pepperstone: Anche se specializzato in derivati, Pepperstone non offre ETF tradizionali, ma propone CFD su alcuni dei principali ETF del gas naturale come UNG e BOIL (Investire in ETF con Pepperstone: Esplora gli ETF con Commissioni Vantaggiose). Gli spread partono da 0,8 pip e la leva può arrivare fino a 1:30. La piattaforma MT5 offre strumenti avanzati per l’analisi tecnica, ideali per il trading a breve termine.
- Confronto operativo: Quando si sceglie un broker, è importante considerare non solo i costi, ma anche la liquidità garantita sui vari strumenti. Mentre Fineco, XTB ed eToro consentono l’acquisto diretto di ETF, Pepperstone si rivolge a trader più esperti interessati al trading con leva.
Aspetti operativi e fiscali
L’approccio operativo all’investimento in ETF sul gas naturale richiede una comprensione approfondita degli aspetti pratici e fiscali, che sono essenziali per massimizzare il rendimento netto del portafoglio.
- Modalità di acquisto: Per investire in ETF sul gas naturale, è necessario aprire un conto titoli presso un intermediario autorizzato. Gli ordini possono essere eseguiti durante gli orari di contrattazione dei mercati di riferimento, che di solito vanno dalle 15:30 alle 22:00 CET per gli ETF quotati negli Stati Uniti. Gli ordini possono essere inseriti a mercato o con limite di prezzo; quest’ultima opzione è consigliata a causa dell’elevata volatilità del sottostante.
- Costi di gestione: Il Total Expense Ratio (TER) degli ETF sul gas naturale può variare notevolmente: si va dallo 0,60% per gli ETF su società del settore fino all’1,25% per gli ETF leveraged. A questi costi si aggiungono le commissioni di negoziazione applicate dal broker e eventuali spese di custodia del conto titoli.
- Regime fiscale: Gli ETF sul gas naturale sono considerati redditi diversi di natura finanziaria e sono soggetti a un’imposizione del 26% sulle plusvalenze. Le minusvalenze possono essere compensate con plusvalenze della stessa natura per i quattro anni successivi. Per gli ETF domiciliati in paesi non white list, si applicano le normative sul monitoraggio fiscale e le regole sui redditi da paradisi fiscali.
- Documentazione: Gli intermediari forniscono rendicontazione periodica delle operazioni e documentazione fiscale annuale. È consigliabile conservare estratti conto e documenti di acquisto/vendita per almeno cinque anni fiscali.
Prospettive future
Il futuro degli ETF sul gas naturale è strettamente legato alle sfide della transizione energetica e all’evoluzione dei mercati globali. Le prospettive del settore sono influenzate da tre macro-tendenze fondamentali che plasmeranno il panorama degli investimenti nei prossimi decenni.
- Trend di lungo termine; Il gas naturale continua a svolgere un ruolo cruciale come fonte energetica “ponte” verso la decarbonizzazione. Secondo le previsioni dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, la domanda è destinata a crescere fino al 2040, principalmente grazie ai mercati asiatici e al settore industriale, con un aumento previsto del 29% rispetto ai livelli attuali.
- Impatto della transizione energetica: L’accelerazione verso le energie rinnovabili sta cambiando gli equilibri tradizionali del mercato. Il gas naturale sta assumendo sempre più il ruolo di supporto per la generazione elettrica intermittente da fonti rinnovabili, aumentando la volatilità della domanda e creando nuove opportunità di trading per gli investitori in ETF.
- Innovazioni tecnologiche: Lo sviluppo di tecnologie per il gas naturale liquefatto (GNL) e per lo stoccaggio sta modificando le dinamiche di prezzo tradizionali: il mercato è sempre più globale e interconnesso, con impatti significativi sulla liquidità degli ETF del settore.
Conclusioni
L’investimento in ETF sul gas naturale offre un’opportunità importante per diversificare il portafoglio e trarre vantaggio dalle dinamiche di un mercato in continua evoluzione. Tuttavia, la complessità del settore richiede un approccio ben strutturato e consapevole. È fondamentale scegliere lo strumento più adatto, comprendere i meccanismi di pricing e avere una solida strategia di gestione del rischio per operare con successo. Gli investitori devono anche rimanere aggiornati sulle evoluzioni del mercato energetico globale e sugli effetti della transizione verde. In questo contesto impegnativo, gli ETF si rivelano strumenti efficaci per accedere al mercato del gas naturale, offrendo liquidità, trasparenza e costi contenuti.
FAQ: Domande frequenti
Gli ETF sul gas naturale presentano diversi rischi significativi. Il rischio principale è l’elevata volatilità dei prezzi, che può superare il 5% in un solo giorno. Inoltre, il fenomeno del contango può ridurre i rendimenti annuali fino al 15-20% per quegli ETF che seguono i futures. Gli investitori devono anche tenere in considerazione i rischi geopolitici, come evidenziato dalla crisi del 2022, quando i prezzi sono aumentati del 400%, e l’effetto della stagionalità sui consumi.
Per attenuare l’impatto negativo del contango, si possono adottare diverse strategie. Una di queste è diversificare l’investimento utilizzando ETF che investono in aziende del settore (come FCG) invece di focalizzarsi solo su ETF che seguono i futures. Un’altra strategia è quella di utilizzare ETF ibridi come il VanEck Vectors Natural Gas ETF, che combina esposizione ai futures con investimenti azionari. È anche fondamentale monitorare la struttura temporale dei futures per ottimizzare il momento delle operazioni.
UNG è un ETF che replica direttamente l’andamento dei futures sul gas naturale, con un rapporto 1:1, ed è considerato lo strumento di riferimento nel settore. BOIL, al contrario, è un ETF leveraged che offre un’esposizione 2x alla performance giornaliera, amplificando sia i guadagni che le perdite. BOIL è più adatto per il trading speculativo a breve termine, mentre UNG è preferibile per esposizioni di medio periodo.
La scelta del broker dipende dal proprio profilo di investimento. Fineco offre una piattaforma completa con commissioni a partire da 2,95€ ed è ideale per investitori di medio-lungo termine. XTB si distingue per le commissioni competitive (0,12%) e per gli strumenti di analisi avanzati. eToro offre il copy trading e zero commissioni dirette, mentre Pepperstone è specializzato in CFD con leva fino a 1:30.
Gli ETF sul gas naturale in Italia sono tassati al 26% sulle plusvalenze, poiché rientrano nei redditi diversi di natura finanziaria. Le minusvalenze possono essere compensate con le plusvalenze della stessa categoria per un periodo di quattro anni. Per gli ETF domiciliati in paesi non in white list, si applicano normative specifiche per il monitoraggio fiscale.
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