Eni, attiva in 69 paesi e con oltre 33.000 dipendenti in tutto il mondo, è una società che si occupa di energia e, in particolare, di petrolio. Il titolo è quotato alla Borsa di Milano e fa parte del Ftse Mib 40, l’indice che riunisce le aziende a più alta capitalizzazione, tra quelle quotate. Qual è stata la performance del titolo nel 2024 e cosa prevedono gli analisti per il 2025?
Caratteristiche del Titolo Eni
| Codice alfanumerico: | ENI |
| Codice Isin: | IT0003132476 |
| Mercato: | BIT (Azioni italiane) |
| Lotto minimo: | 500 azioni (trading con istituti bancari) |
| Intervallo giornaliero: | 14,00 € – 14,11 € |
| Intervallo annuale: | 13,48 € – 15,82 € |
| Capitalizzazione: | 46,21 Mrd EUR |
| Volume Medio: | 12,01 Mln |
| Migliori piattaforme: |
Maggiori informazioni, Dati Completi e Aggiornamenti (Google Finance).
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La presente comunicazione è destinata esclusivamente a scopi informativi e didattici non devono essere considerati consigli di investimento o raccomandazioni di investimento. Le performance passate non è indicativa dei risultati futuri.

Andamento Titolo Eni in tempo reale
Azioni Eni: come investire
La volatilità stabile di ENI rende il titolo perfetto per gli investimenti a lungo termine. Ma come si fa ad investire, materialmente? Basta rivolgersi al proprio istituto bancario di riferimento oppure aprire un conto titoli presso una piattaforma online. Acquistando azioni, l’investitore si accaparra, di fatto, una quota della società e, pertanto, può partecipare alla distribuzione dei dividendi, assicurandosi una rendita garantita e costante nel tempo.
L’acquisto di azioni Eni attraverso un consulente finanziario o un istituto bancario, tuttavia, impone una rilevante disponibilità finanziaria, la concentrazione del capitale su un unico rischio e il blocco del patrimonio per un periodo prolungato di tempo. Esistono, però, delle alternative.
E’ possibile comprare azioni Enel reali o frazioni di esse attraverso piattaforme di trading online regolamentate e sicure come eToro, XTB o Fineco bank, che permetto di comprare il titolo reale o di investire sul valore del titolo attraverso il trading CFD con lo strumento di leva finanziaria pari a 1:5.
Gli ETF, per esempio, sono fondi comuni di investimento quotati che seguono le performance degli indici di Borsa. Sono considerati investimenti perfetti per le strategie a medio termine e consentono di ridurre sia il capitale investito sia i rischi, grazie all’effetto diversificazione.
Esistono, infine, alcuni strumenti che sposano bene le strategie a breve termine e consentono di moltiplicare i guadagni: si tratta dei CFD o dei turbo, vere e proprie scommesse sul prezzo delle azioni, sia al rialzo sia al ribasso. CFD e turbo sono detti anche prodotti derivati perché consentono di fare trading su un titolo senza materialmente possederlo. Naturalmente non danno accesso ai dividendi. Questo tipo di asset sono utilizzati da trader con alta propensione al rischio perché permettono di moltiplicare i guadagni in un brevissimo lasso di tempo grazie all’effetto leva. Purtroppo, l’effetto leva moltiplica anche le perdite e può causare l’estinzione dell’intero capitale.
Come comprare le azioni Eni

Le azioni Eni si possono comprare attraverso varie modalità, che sono le seguenti:
- Attraverso un istituto bancario;
- Attraverso un broker finanziario;
- Attraverso il trading online (comprando azioni reali, investendo tramite CFD sul titolo ,investendo in ETF o investendo in Indici).
Gli istituti bancari possono sembrare una soluzione adeguata, soprattutto avendo a che fare con un’azienda italiana, ma ci sono delle considerazioni da fare. 10€ per ogni operazione da svolgere sono un prezzo troppo alto, soprattutto confrontando i servizi aggiuntivi che vengono offerti dalle piattaforme che ci sono attualmente. Anche gli intermediari con cui si va a trattare non sono una garanzia, dunque questa soluzione è vivamente sconsigliata.
Si può operare in azioni Eni, attraverso le migliori piattaforme per investire attraverso il trading online, investendo tramite il trading CFD sul titolo. I CFD sono contratti per differenza, ovvero degli strumenti finanziari i cui prezzi nascono grazie ai valori di altre tipologie di strumenti finanziari.
Attraverso questa tipologia di trading dunque si stipula una sorta di contratto tra il trader e il broker o la piattaforma di trading che riporta i prezzi del titolo Eni in tempo reale, quindi non andremo a comprare azioni Eni reali, ma andremo ad investire sul valore del titolo senza possederlo realmente. Queste intese concedono delle situazioni ottimali per gli investimenti sul breve termine, per esempio l’ipotesi di operare al ribasso e di moltiplicare il proprio capitale investito con la leva finanziaria. Quest’ultimo è uno strumento molto delicato che se usato con criterio può incrementare i ricavi, ma allo stesso tempo le perdite, si tratta di un moltiplicatore dell’importo investito. Si può così moltiplicare l’importo dell’operazione sul titolo sino a 5 volte (Leva X5, il valore della leva cambia a secondo della piattaforma di trading con la quale si opera), al rialzo o al ribasso. Questo può essere visto come un vantaggio da alcuni investitori, mentre per altri potrebbe essere una vera e propria trappola finanziaria.
Si possono poi comprare azioni reali, accedendo così direttamente al mercato. La soluzione DMA (accesso diretto al mercato, che consiste nell’operare direttamente sui book degli ordini delle borse) permette di acquisire il titolo e di posizionarlo nel portafoglio, senza intermediari e senza il pagamento delle eventuali commissioni. È la modalità classica per avere a che fare con le azioni, provenienti da ogni parte del mondo. Il trading in DMA non offre i vantaggi dei CFD e i prezzi per l’acquisizione delle azioni reali sono decisamente più elevati. Ma ad oggi piattaforme di trading come eToro e XTB ad esempio permettono di comprare azioni reali o una porzione di esse. leggi la guida su come comprare azioni reali su eToro.
Un’altra modalità d’investimento su Eni è attraverso le obbligazioni, ovvero un titolo che dona all’investitore che lo acquisisce il diritto a ricevere, dopo la scadenza stabilita, il rimborso della cifra versata e una cedola (l’interesse che il possessore del titolo può incassare o per tutta la vita o sino a quando manterrà quest’ultimo nel portafoglio). Eni è tornata a puntarci, a distanza di anni. Vengono offerte esclusivamente ai risparmiatori italiani, suddivise nel seguente modo: 1 miliardo di euro, distribuito in piattaforme digitali o nelle sedi in banca. L’offerta potrebbe arrivare sino ai 2 miliardi di euro se questa richiesta iniziale dovesse andar bene.
La rendita delle obbligazioni è la seguente:
- Il lotto minimo è di 2000€;
- Il valore di un’obbligazione è di 1000€;
- Il rimborso completo del capitale ci sarà il 10 Febbraio 2028;
- Il tasso d’interesse è fisso e non inferiore al 4.30% (al lordo di tasse del 25%);
- Nessuna commissione.
Per diversificare al meglio il portafoglio, in base ai criteri appena elencati, queste obbligazioni sembrano essere una buona soluzione.
Un altro metodo per puntare su Eni riguarda gli ETF. Un ETF (Exchange Traded Fund) è un fondo di investimento negoziato in borsa e progettato per replicare fedelmente l’andamento di un determinato indice azionario, obbligazione e materia prima. In tutto sono 233 ETF dove c’è ENI e quello con la maggiore ponderazione è il iShares MSCI Europe Energy Sector UCITS ETF EUR (Acc).
Riporto qua i 10 tipi di ETF di Eni più importanti:
- iShares MSCI Europe Energy Sector UCITS ETF EUR (Acc);
- iShares MSCI Europe Energy Sector UCITS ETF EUR (Dist);
- Amundi Italy MIB ESG UCITS ETF;
- Lyxor FTSE Italia All Cap PIR 2020 (DR) UCITS ETF – Acc;
- Amundi Global BioEnergy ESG Screened UCITS ETF EUR Acc;
- Amundi Global BioEnergy ESG Screened UCITS ETF USD Acc;
- SPDR MSCI Europe Energy UCITS ETF;
- Xtrackers FTSE MIB UCITS ETF 1D;
- Amundi FTSE MIB UCITS ETF dist;
- Amundi FTSE MIB UCITS ETF acc.
L’ultima modalità per investire su Eni riguarda le futures. Per futures si intende un contratto a termine simmetrico, nel quale c’è un obbligo da entrambe le parti: una parte deve vendere e l’altra deve invece acquistare, con un prezzo prestabilito, una certa quantità di sottostante.
Per quanto riguarda l’andamento costante delle futures di Eni, vi rimando a questo sito: www.teleborsa.it/Quotazioni/Derivati/Futures/ENI-IT0003132476
Video: Come comprare azioni reali ENI su eToro
Azioni Eni: le previsioni delle migliori piattaforme
Dove andrà il titolo Eni nel 2025? Lo abbiamo chiesto agli analisti delle 4 migliori piattaforme di trading online a livello internazionale:
- Previsione degli analisti di eToro: Acquistare con cautela (Target Price 15,67 €)
- Previsione degli analisti di Fineco bank: Acquistare con cautela (Target Price 17,11 €)
- Previsione degli analisti di XTB: Acquistare con cautela (Target Price 19,00 €)
Previsioni di eToro sul titolo Eni
Gli esperti di eToro, piattaforma fondata nel 2007 e oggi leader di mercato a livello internazionale, consigliano un acquisto moderato del titolo Eni, nell’ambito di strategie a lungo termine.

Il target price medio è 15,67 euro. A breve termine, il trend ribassista continuerà, soprattutto per effetto dell’aumento del debito, dalla discesa dell’EBIT di portafoglio relativo al gas naturale e del risultato negativo delle attività riguardanti il downstream.
Il 61% dei conti degli investitori al dettaglio perde denaro quando fa trading di CFD con questo fornitore. Dovresti considerare se tu puoi permetterti di correre il rischio elevato di perdere i tuoi soldi.
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Previsioni di Fineco Trading sul titolo Eni
La piattaforma è la preferita dagli italiani perché offerta, controllata e supportata da un solido gruppo bancario, Fineco Bank. Gli analisti del gruppo sostengono che ENI possa rompere la linea di supporto (fissata attualmente a 13,87 EU nel brevissimo periodo. Nel 2025, invece, è la linea di resistenza che potrebbe essere riposizionata. Attualmente, è fissata a 14,87 EU.

La bassa volatilità del titolo e i volumi poco sostanziosi indicano che il titolo non riesce a realizzare scostamenti di prezzi tali da essere appetibile per i CFD o i warrant. Il target price è fissato a 17,11 €. (Fonte: it.finecobank.com)
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L’operatività in strumenti finanziari può determinare perdite di capitale.
Previsioni di XTB sul titolo Enel
Gli analisti XTB sono decisamente più ottimisti. Sostengono, infatti, che il titolo ENI possa anche arrivare a sfiorare i 19 euro per azione, nel 2025. Tra i fattori trainanti c’è l’EPS dell’ultimo trimestre, che ha superato largamente le previsioni , stagliandosi a 0,39 EU contro i 0,33 stimati dagli analisti. Acquistare azioni ENI in questo momento, dunque, è super consigliato.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un elevato rischio di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 71% dei conti degli investitori al dettaglio perde denaro quando fa trading di CFD con questo fornitore. Dovresti valutare se comprendi come funzionano i CFD e se puoi permetterti di correre l’elevato rischio di perdere denaro.
Previsioni di Pepperstone sul titolo Enel
Questo broker non consente il trading di azioni e tracker, dunque principalmente ETF, e si concentra, invece, sullo scambio di prodotti derivati, principalmente i CFD. Nel breve periodo, secondo le stime degli analisti di Pepperstone, è possibile che la performance ribassista continui e che, dunque, il titolo scenda a 13 euro per azione.
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Come comprare azioni Eni Reali
E’ possibile comprare azioni Eni sia attraverso eToro (Piattaforma di trading online regolamentata e sicura), o attraverso XTB (Piattaforma adatta ai principianti), le quali permettono sia di investire sul valore delle azioni Eni, attraverso il trading CFD con leva finanziaria, sia di comprare azioni Eni frazionate, operando direttamente sul sottostante, possedendole realmente.
Esempio operazione CFD su azioni Eni con XTB: Guida passo per passo
XTB è uno dei broker di maggior successo nel mondo del trading online. Attraverso la sua piattaforma si può investire sia attraverso un conto demo (quindi replicando tutti i passaggi di un investimento vero, con soldi virtuali) sia attraverso un conto reale. XTB inoltre permette anche di operare su CFD.
In questa guida vedremo, passo dopo passo, come operare con CFD su azioni Eni.
Il primo step è registrarsi sulla piattaforma XTB, creando un account per accedere a un conto demo. Vengono richiesti dati personali quali i nominativi, l’indirizzo e-mail e il numero di telefono.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un elevato rischio di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 71% dei conti degli investitori al dettaglio perde denaro quando fa trading di CFD con questo fornitore. Dovresti valutare se comprendi come funzionano i CFD e se puoi permetterti di correre l’elevato rischio di perdere denaro.
Una volta effettuati questi passaggi arriverà un’e-mail di conferma, con le credenziali e un pulsante per accedere a xStation, dove poter utilizzare il conto demo.
Una volta aperta la schermata principale, soprattutto per chi è alle prime armi si potrebbe avere un senso di disorientamento. Non preoccupatevi: è molto più semplice del previsto!

Nella parte centrale della schermata principale si trovano i grafici dei principali indici del mercato azionario, come per esempio il DE30 (che traccia le performance delle 30 principali aziende quotate alla Borsa di Francoforte). Sopra i grafici si possono trovare inoltre le news, il calendario, le analisi di mercato, la formazione (su questo punto c’è un altro nostro articolo!) e la cronologia dell’account.
Nella barra in basso possiamo trovare il controvalore (il valore corrispondente delle valute straniere), il margine e il suoi livello (espresso in %, è il rapporto fra il margine azionario e il margine utilizzato). Quando scende al 100% significa che si è utilizzato tutto il margine a disposizione e non possono essere aperti ulteriori trade). Infine ci sono i fondi disponibili, ovvero la cifra virtuale del conto demo con cui si può investire senza nessun rischio.
In alto a sinistra c’è una barra di ricerca, nella quale si può fare una ricerca sia delle vere e proprie azioni che dei CFD. Provando a cercare Eni infatti appariranno 2 risultati, uno con la dicitura “azione” in alto a destra e l’altro con la dicitura “CFD”, sempre in alto a destra. Di particolare importanza, soprattutto ai fini di potenziali investimenti reali, è l’utilizzo degli strumenti di analisi tecnica che il broker mette a disposizione per capire l’andamento del mercato.

Una volta selezionato “Eni CFD” si può aprire una posizione.
Si possono intravedere due pulsanti:
- Buy, in verde, se vuoi comprare (se pensi che il prezzo di Eni salirà, si chiama anche long)
- Sell, in rosso, se vuoi vendere (se pensi che il prezzo di Eni scenderà, si chiama anche short).
In mezzo si trovano il numero di Eni CFD che si vogliono acquistare, con la cifra virtuale che si andrà a utilizzare. Viene indicato anche lo spread (la differenza fra il valore del suo acquisto e il valore della sua vendita).

Si possono utilizzare anche strumenti riguardo la gestione del rischio come lo stop loss e il take profit:
- Nel primo caso (Stop Loss), impostiamo un valore che una volta raggiunto servirà a limitare le perdite, cioè la chiusura dell’operazione avverrà automaticamente una volta raggiunto il valore dello Stop loss, così si avrà una perdita più moderata;
- Il secondo caso è inverso (Take profit), Si imposta un valore di profitto, che una volta raggiunto si chiude la posizione e si ottiene il ricavo.
Andiamo ad impostare i valori di stop loss e il take profit a 300€.

Una volta impostati i valori di Stop loss e Take profit (Se non si sono impostati precedentemente, si possono mettere lo stop loss e il take profit in un secondo momento, cliccando rispettivamente su T/P e su S/L) e inserito l’importo di 1000€, clicchiamo su “Buy”, ci comparirà la schermata dell’ordine.
La schermata riporta: Il volume, cioè l’importo investito (1000€), mentre la cifra che appare come importo finale è l’esposizione (2.922.40€), ovvero il volume con la leva finanziaria preimpostata da XTB, che in questo caso ha il valore 3:1.

Ora avviamo l’ordine cliccando su “Conferma”, si potrà monitorare costantemente la posizione aperta nella sezione dedicata (posizionata in fondo la schermata)
Nella barra delle posizioni aperte ci compaiono anche un’altra serie di indicatori, che sono:
- Tipo: indica il tipo di operazione (buy, sell );
- Volume: indica quante quantità stiamo operando;
- Il valore di mercato: disponibile però solo per le azioni e gli ETF;
- S/L e T/P: sono stati appena spiegati;
- Prezzo di apertura: il prezzo dell’asset (Azioni Eni) con cui siamo partiti quando abbiamo iniziato l’operazione;
- Prezzo di mercato: il prezzo dell’asset (Azioni Eni) attuale e che può essere più basso o più alto rispetto al prezzo di apertura (se più basso siamo in perdita, se più alto stiamo ottenendo dei ricavi);
- Il profitto lordo dell’operazione;
- Il profitto netto: che si basa sul profitto della transazione, i rollover, gli swap, la commissione di chiusura prevista;
- Il profitto lordo netto: che nel caso dei CFD è dato da rapporto utile/margine netto, in percentuale;
- Rollover: una proroga sulla conclusione di un prestito, con l’aggiunta di una commissione extra.

Chiusura dell’operazione: Nel caso la nostra operazione stia generando ricavi o perdite, possiamo decidere di chiudere l’operazione, i ricavi verranno incassati e li troveremo nel nostro portafoglio, mentre le perdite saranno scalate.
Quindi è fondamentale capire che quando si opera con i CFD, non si vende per ottenere i profitti, altrimenti apriremmo un altra operazione CFD ma al ribasso, ma va chiusa l’operazione cliccando il simbolo “X” presente in basso a destra.

Una volta chiusa la posizione comparirà una notifica nello stesso simbolo della campanella dov’è comparso l’avviso di apertura della posizione.

A questo punto possiamo eseguire operazioni su qualsiasi tipologia di CFD, seguendo esattamente la stessa procedura vista adesso. I CFD sono strumenti derivati molto allettanti ma allo stesso tempo decisamente rischiosi.
XTB si occupa anche di formazione, che noi di Tradingmania.it abbiamo argomentato in maniera esaustiva in quest’altro articolo: Corso di trading di XTB.
Il trading CFD è un’attività che comporta un alto livello di rischio. Prima di iniziare, assicurati di comprendere pienamente i rischi coinvolti e, se necessario, cerca consigli indipendenti.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un elevato rischio di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 71% dei conti degli investitori al dettaglio perde denaro quando fa trading di CFD con questo fornitore. Dovresti valutare se comprendi come funzionano i CFD e se puoi permetterti di correre l’elevato rischio di perdere denaro.
Conviene davvero investire in Eni?

Investire in Eni significa approcciarsi alla visione dell’azienda. Una società prevalentemente concentrata nel settore petrolifero ed energetico, come accennato a inizio articolo, ma con un occhio di riguardo verso nuovi orizzonti quali il gas naturale e la transizione energetica (ovvero il passaggio da un mix energetico centrato sui combustibili fossili a uno a basse o a zero emissioni di carbonio, basato sulle fonti rinnovabili). Questi fattori possono avere un loro peso, tuttavia Eni è strettamente collegata all’andamento del petrolio.
Quest’ultimo presenta una situazione per il futuro incerta, anche se gli investimenti fra il 2022 e il 2023 si sono rivelati buoni. A mio avviso investire in Eni può essere una buona idea più che per il presente per il futuro: l’azienda è sempre più in espansione e l’impressione è che riuscirà a far pesare in modo concreto anche altre materie all’infuori del petrolio, come alcune innovazioni tecnologiche a cui sta lavorando. La fiducia degli investitori poi gioca un ruolo importante, poiché Eni viene percepita come un’azienda leader nel settore dell’energia.
Eni: cos’è

Tutto comincia con la fondazione dell’Agip, nel 1926. Il suo obiettivo è quello di fornire petrolio e gas all’Italia contribuendo allo sviluppo industriale del paese. Interviene poi in Italia, Iraq e nei Balcani (Albania e Romania). Nei primi anni ’50, l’amministratore Enrico Mattei è responsabile della liquidazione della società mentre quest’ultima incontra difficoltà nelle sue attività di esplorazione.
Dopo la scoperta del giacimento di gas Caviaga vicino a Milano, il processo di liquidazione viene interrotto e la società Agip divenne Eni (Ente Nazionale Idrocarburi), nel 1953. Enrico Mattei è il suo primo presidente. L’azienda cresce a livello internazionale perfezionando il proprio sistema per la distribuzione di ricavi legati agli idrocarburi con i paesi produttori.
Negli anni 60, Eni espande le sue attività, principalmente petrolifere, e apre filiali in diverse parti del mondo. Eni rientra quindi nella categoria delle “super major”, le principali compagnie petrolifere mondiali come Total o BP. Eni diversifica anche il proprio business investendo nel trasporto di gas naturale per gasdotto in Europa. Il gruppo apre, dunque, la sua prima stazione di servizio nel 1968, in Italia.
La parziale privatizzazione di Eni nel 1995 e 1998 sostiene l’apertura dei mercati energetici europei. Eni è quindi considerata il fornitore italiano di gas naturale in carica e un nuovo concorrente nel mercato della fornitura di energia elettrica.
Oggi, è il nono petrolifero mondiale basato sul suo fatturato (dietro China National Petroleum, Sinopec, Royal Dutch Shell, ExxonMobil, BP, Total, Chevron e Petrobras).
Claudio Descalzi è amministratore delegato del Gruppo da maggio 2014.
Le cifre chiave
- Cifre d’affari: 93,7 miliardi di euro nel 2023.
- Produzione di petrolio e altri liquidi: 1,8 milioni di barili al giorno nel 2023, pari a circa l’1% della produzione annua di petrolio in tutto il mondo.
- Produzione di gas naturale: 96,6Mb/g, circa l’1,4% della produzione annuale di gas nel mondo.
ENI: cosa fa
Eni (acronimo di Ente nazionale Idrocarburi) è un gruppo italiano le cui attività si riferiscono storicamente all’esplorazione, alla produzione e distribuzione di petrolio e gas naturale.
Attinge alle riserve di petrolio in Egitto, Congo, Angola, Libia, Nigeria, Algeria, Italia (dove controlla i due terzi della produzione), Kazakistan, Norvegia e Stati Uniti. Eni estrae, invece, gas naturale in Libia, Egitto, Italia (dove controlla quasi l’86% della produzione), Nigeria, Pakistan, Norvegia, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Australia.
Il gruppo sta investendo in nuovi giacimenti di gas naturale e petrolio esplorando aree ad alto potenziale. In particolare, si è concentrata sulle risorse di gas di scisto in Polonia, dove ha ottenuto ben tre concessioni prima di ritirarsi all’inizio del 2014 a causa delle incertezze legate al quadro normativo e alle condizioni geologiche. Tra il 2017 e il 2020 la società ha aumentato la produzione di gas e petrolio in media del 3% all’anno.
Eni è associata a Rosneft nei progetti di esplorazione petrolifera artica. Il gruppo continua, inoltre, a investire in Africa, da dove proviene la maggior parte della sua produzione attuale. Più recentemente, Eni ha fatto enormi scoperte di gas naturale in Mozambico dove ha installato impianti di gas naturale liquefatto insieme alla società statunitense Anadarko.
Tra il 2017 e il 2020 Eni ha aumentato la produzione di gas e petrolio in media del 3% annuo.
ENI: le attività del gruppo
Eni è presente in tutta la catena del petrolio e del gas: si occupa di esplorazione, produzione, trasporto e stoccaggio, raffinazione e commercializzazione da parte di consumatori professionali e privati.
Esplorazione e produzione
Eni esplora o sfrutta i giacimenti di petrolio e gas naturale in 42 paesi. Questi giacimenti si trovano in particolare in Italia, Mare del Nord, Africa settentrionale e occidentale, Stati Uniti, America Latina, Australia e in alcune altre aree ad alto potenziale (Mozambico, Mar Caspio, Medio ed Estremo Oriente, ecc.).
La maggior parte della sua produzione di petrolio proviene attualmente da due aree: l’Africa sub-sahariana e Nord Africa. La produzione combinata del gruppo Eni in queste due regioni del mondo rappresenta quasi il 58% del totale di petrolio e altri idrocarburi liquidi.
Il Nord Africa da solo rappresenta oltre il 45% della produzione di gas del gruppo.
Eni detiene ancora il 30,55% della società Saipem.
Trasporto e stoccaggio
Nel settore petrolifero, Eni è uno dei principali operatori italiani nel trasporto e stoccaggio di petrolio greggio e prodotti raffinati. Il gruppo gestisce questo trasporto grazie a una rete di quasi 1.462 km di oleodotti. Detiene azioni in cinque società (Petrolig, Sigemi, Petroven, Petro e DCT).
Nel settore del gas, Eni gestisce o detiene quote in diversi importanti gasdotti: il TTPC tra Algeria e Tunisia, il TMPC tra Algeria e Sicilia, il GreenStream tra Libia e Sicilia.
Affinazione e marketing
La raffinazione e la commercializzazione dei prodotti petroliferi fa parte delle attività di Eni in Europa. Tuttavia, il gruppo prevede di ridurre in modo significativo la sua capacità di raffinazione a causa della situazione di sovraccapacità del mercato europeo e del calo dei margini in questo settore.
Con il marchio Eni/Agip, Eni è leader nel mercato italiano della distribuzione di carburanti. Il gruppo conta un totale di circa 21.000 stazioni di servizio.
Oltre ai carburanti, Eni commercializza anche una gamma completa di lubrificanti per auto, veicoli pesanti e a due ruote..
Il commercio di energia
Eni è attiva nei mercati dell’energia all’ingrosso attraverso la controllata Eni Trading and Shipping (ETS, che acquista e rivende energia. Il gruppo ha uffici dedicati a Londra, Roma, Milano, Houston, Amsterdam, Bruxelles e Singapore.
Petrochemistry
Attraverso la controllata Versalis, Eni produce e vende prodotti chimici. Nel 2023 la produzione di questi prodotti si è ridotta di circa il 10% rispetto al 2022.
ENI: performance e dati di bilancio
Dall’inizio del 2024, la performance di Eni è stata negativa: il titolo in Borsa, infatti, risulta aver perso il -9,61% (dati aggiornati all’11 novembre 2024). Le azioni ENI hanno raggiunto, quest’anno, il punto più basso il 14 giugno a 13,51 EU e il picco a 15,73 EU il 12 aprile. Rispetto a novembre 2023, il titolo ha perso il -7,64%. La perdita si riduce a -1,04%, in 5 anni. Il picco storico risale al 22 giugno 2007, a 26,58 EU. Eni distribuisce dividendi per 0,24 EU per azione, con un rendimento del 6,90%.

Il 25 ottobre 2024, il gruppo rappresentato dal cane a sei zampe ha presentato i dati di bilancio del terzo trimestre 2024 e dei primi nove mesi dell’anno: i ricavi risultano in calo del 5% rispetto a quelli dello stesso periodo del 2023 e si attestano a 65,31 miliardi di euro. In calo anche l’utile operativo (-22%), fissato a 8,65 miliardi di euro. Al contrario, è aumentata la produzione di idrocarburi (+2%) che ha registrato 1,66 milioni di boe/giorno. È salito anche l’indebitamento netto, passato da 14,9 a 16,75 miliardi di euro. Eni, infine, ha confermato il dividendo per il 2025, fissato a 1 euro per azione.
FAQ: Domande frequenti
L’Ente Nazionale Idrocarburi è una società italiana che si occupa dell’estrazione e commercializzazione di petrolio e gas naturale in tutto il mondo. È quotata alla Borsa di Milano.
La capitalizzazione di Eni nel 2023 è stata pari a 46 miliardi di euro circa
L’11 novembre 2024 le azioni ENI sono scambiate a 14,08 EU per azione, in calo dell’1,08% rispetto a 5 anni fa.
È possibile investire in Eni, acquistando azioni reali oppure prodotti derivati come CFD o ETF.
È possibile rivolgersi a un istituto bancario oppure attraverso piattaforme di trading online regolamentate.
I migliori broker per comprare azioni Eni reali o investire sul valore del titolo Eni attraverso i CFD sono eToro, Pepperstone, Fineco Trading o XTB.


