FTSE100: cos’è, quanto vale, dove comprarlo. Guida per principianti

L’indice FTSE 100, o Footsie, è il benchmark britannico. Il suo nome completo è Financial Times Stock Exchange, che è in realtà la combinazione di London Stock Exchange e Financial Times, il giornale che lo pubblica.


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L’indice è costituito da 100 delle più grandi capitalizzazioni di borsa quotate alla Borsa di Londra, il più grande mercato azionario europeo. È considerato dagli investitori l’equivalente del Dow Jones britannico.

FTSE100: cos’è?

Nel labirinto del mondo finanziario, il FTSE 100 si pone come un faro e guida gli investitori attraverso le più grandi società quotate in borsa del Regno Unito.

È un’istantanea delle prestazioni complessive del mercato, un impulso del clima finanziario del Regno Unito. Il Footsie, insomma, è più di un semplice indice: è una storia di dinamiche di mercato, di tendenze economiche e una testimonianza dell’interconnessione delle economie globali.

A differenza del Dow Jones, è ponderato dalla capitalizzazione di mercato delle 100 società che lo compongono. In altre parole, più un’azienda è valutata, maggiore è il peso dell’indice del mercato azionario. Va detto, tuttavia, che l’indice tiene conto solo dei titoli che possono essere scambiati in borsa (flottante). Il Ftse 100, infatti, non tiene conto dei dividendi. Stiamo parlando dell’indice di rendimento dei prezzi.

Oggi, la maggior parte degli ordini effettuati alla Borsa di Londra avviene tramite SETS, Stock Exchange Electronic Trading Service.

FTSE100: com’è composto?

Il Footsie beneficia di una buona diversificazione settoriale, nonostante la mancanza di una politica in tal senso. I servizi finanziari sono il primo settore rappresentato, coerentemente con la reputazione che il Regno Unito si è guadagnato.

La tabella seguente mostra la distribuzione dell’indice per settore di attività:

SettoreIncidenza  %
Servizi finanziari19,2%
Beni di consumo durevoli17,9%
Materiali14,2%
Industria10,5%
Salute9,5%
Energia9,2%
Beni di consumo ciclici9,1%
Servizi di comunicazione4,6%
Servizi alla collettività3,2%

Le aziende di punta

Le aziende che hanno fatto registrare le migliori performance, negli ultimi 5 anni sono:

  • HSBC, una delle più grandi banche del mondo, è al quarto posto con il 4,4%
  • Royal Dutch, compagnia petrolifera anglo-olandese: è arrivata al nono e al decimo posto con il 3,1% e il 2,7%.
  • London Stock Exchange, che detiene la Borsa di Londra, è al 16° posto nell’indice.

Si noti, tuttavia, che il Ftse100 non è limitato alle società britanniche. Al contrario, le regole di selezione sono abbastanza flessibili da consentire anche società straniere come Royal Dutch o BHP di aderire.

Criteri di idoneità

Non tutte le aziende, ovviamente,  possono essere ammesse al FTSE 100. Sono papabili, innanzitutto, solo le  società per azioni quotate alla Borsa di Londra che soddisfino i requisiti minimi di liquidità dell’indice. Il criterio più importante è che l’azienda candidata sia tra le prime 100 società della Borsa di Londra in termini di capitalizzazione di mercato.

La ponderazione

Una volta che una società è considerata ammissibile al FTSE 100, la sua ponderazione deve essere calibrata per vedere dove si trova sull’indice.

Il FTSE 100 è ponderato in base alla capitalizzazione di mercato rettificata a flottante.

Maggiore è la capitalizzazione di mercato free-float di un’azienda, maggiore è la sua ponderazione. Le aziende con un peso maggiore hanno una maggiore influenza su come il FTSE 100 si comporta in generale.

Ftse 100: performance storica

L’indice del Regno Unito è stato creato con un valore iniziale di 1000 punti il 3 gennaio 1984. Il suo picco storico è stato raggiunto il 18 maggio 2018, con un valore di 7778 punti, mentre il minimo storico è stato registrato nel 1988, a 1.717 punti. All’inizio del 2021 il suo valore era di 6460 punti.

Oggi, invece, si attesta intorno a 8.270 punti. Il grafico qui sotto mostra la performance storica del Footsie:

Grafico andamento storico FTSE 100
Grafico andamento storico FTSE 100

Fin dalla sua nascita, la performance storica annuale dell’indice è stata quindi del 5,01% con una volatilità del 17,29%. Considerando l’evoluzione degli ultimi 12 anni, l’indice ha un rendimento del 2,43%, mentre la volatilità è del 15,70%. Nonostante il Footsie sia meno redditizio rispetto ad altri indici europei, si configura anche come meno rischioso a causa della minore volatilità.

L’indice britannico, infatti, non tiene conto dei dividendi, di conseguenza la sua performance viene considerata sottovalutata.

Grafico Andamento tempo reale FTSE 100

Ftse 100: come investire?

Poiché Footsie è un indice di fama internazionale, non è complicato trovare ETF che replichi la sua performance.  Un ETF è un fondo quotato in borsa il cui scopo è proprio quello di tracciare un indice del mercato azionario. Ad esempio, l’ETF FTSE 100, commercializzato da Lyxor, supera addirittura l’indice decennale: 91,47% per l’ETF rispetto all’80.43% dell’indice. Questo perché l’ETF può prestare i titoli del fondo per pagare di più. È sempre possibile, naturalmente investire direttamente nelle azioni delle società quotate oppure optare per altri prodotti derivati come i CFD e i Turbo che sfruttano le fluttuazioni dei prezzi al rialzo e al ribasso e consentono l’utilizzo della leva. Entrambi questi investimenti, tuttavia, sono molto rischiosi e possono moltiplicare nel brevissimo periodo, tanto i guadagni quanto le perdite.

I contratti per differenza (CFD) e le scommesse spread offrono diversi vantaggi per i trader.

I CFD, legati all’indice UK100 hanno spread più piccoli e funzionano bene per il trading a breve termine. I CFD Futures, collegati al contratto Futures sottostante, sono più adatti per i trader che detengono posizioni in quanto non hanno commissioni di swap giornaliere.

Le migliori piattaforme per investire su FTSE 100

Di seguito, una selezione dei migliori broker internazionali che operano online:

  • eToro: è uno dei broker Forex e CFD più popolari al mondo. Questa piattaforma di trading consente ai suoi clienti di negoziare oltre 6.000 diversi asset in una varietà di mercati, tra cui includono CFD su 52 diverse coppie di valute, 74 diverse criptovalute e 420 tipi di ETF su azioni, materie prime e indici. I CFD sugli ETF che eToro fornisce ai suoi clienti coprono una vasta gamma di settori e classi di attività. Di conseguenza, offrono ai trader una grande possibilità di diversificare i loro portafogli.
  • Pepperstone: la piattaforma offre ai suoi clienti oltre 100 diversi CFD sugli ETF su cui investire. Questi ETF tracciano le prestazioni di vari settori tra cui il settore minerario, l’energia, la tecnologia, i mercati obbligazionari e la vendita al dettaglio. In generale, coprono mercati provenienti da 35 paesi diversi in 6 continenti. Pepperstone addebita una piccola commissione di $ 0,02 per operazione.
  • XTB: offre ai trader l’accesso diretto al mercato quando si negoziano CFD sugli ETF. Inoltre, XTB propone ai trader l’instradamento degli ordini intelligenti, al miglior prezzo di esecuzione. Gli spread per il trading di CFD sugli ETF su questo sito partono dallo 0,08%.
  • Fineco Trading: è il broker di punta italiano, uno dei primi ad essersi costituito nel 1999. Offre tariffe competitive, una enorme varietà di ETF e 26 Borse seguite.
  • Admiral Markets: fornisce ai suoi clienti oltre 500 diversi CFD ETF da negoziare. Le commissioni sono competitive e basse, variano a seconda del settore di attività.

L’economia della Borsa britannica

La Borsa di Londra è il principale mercato azionario europeo, con una capitalizzazione di mercato totale di 46.540 miliardi di dollari, più del doppio di quella del Nasdaq americano e dei suoi 19.340 miliardi di dollari.

Dopo il referendum sulla Brexit nel Regno Unito, l’indice non ha risentito dell’uscita del regno Unito dall’area euro. Al contrario, ha persino continuato a crescere, nonostante il tasso di cambio tra la sterlina e l’euro si sia notevolmente indebolito. In sintesi, la reazione del Footsie dopo l’uscita ufficiale del Regno Unito dall’Unione europea il 1 gennaio 2021 dopo un periodo di transizione di 11 mesi è stato un aumento del 3%. Il calo dei mercati mondiali dopo il referendum del 2016 sembra lontano.

Il peso della pandemia Covid-19

Il Footsie ha superato, già all’inizio del 2021, la crisi dovuta alla pandemia del Covid 19. Come la maggior parte degli indici azionari, l’indice britannico ha registrato un anno nero (calo del -14,3%) nel 2020, il peggiore dal 2008. Gli annunci sui vaccini (inclusa la distribuzione prioritaria di Aztrazeneca – Oxford nel Regno Unito) hanno infiammato i mercati britannici e globali, riportando ottimismo sulle prospettive economiche. La Banca d’Inghilterra, inoltre, ha dato man forte a questo ottimismo lasciando invariati i suoi tassi di interesse allo 0,1%. I vaccini, per di più, hanno promesso un buon anno del 2021 in termini economici.

Inoltre, i rischi della Brexit sono stati parzialmente mitigati dall’accordo commerciale tra Regno Unito e UE che prevede la sdoganamento per “tutte le merci che rispettano le regole di origine appropriate”, con un effetto minore sulle catene di produzione.

Naturalmente, quello che doveva essere evitato era il No Deal. Nonostante l’accordo, le modalità operative sembrano avere un impatto sulle società britanniche. “Un numero crescente di piccoli esportatori soffre di aumento dei costi di spedizione, dichiarazioni doganali, regola di origine, tasse e IVA”, ha avvertito Mike Cherry, presidente dell’FSB, UK Small Business Federation. Inoltre, l’accordo è piuttosto vago sulla parte dei servizi e la finanza è, naturalmente, un onere significativo nell’economia britannica.

Il peso dei mercati d’oltre oceano

A causa della natura multinazionale delle sue società, i mercati internazionali incidono significativamente sulla performance del FTSE 100. È come una sinfonia globale, con ogni nota che rappresenta un mercato diverso e il FTSE 100 che conduce la melodia.

Circa il 75% dei ricavi del FTSE 100 proviene, del resto, dai mercati esteri. Ciò significa che il FTSE 100 non è solo un riflesso dell’economia del Regno Unito, ma un barometro per le condizioni del mercato globale. Anche le performance di altri importanti indici globali, come il Dow Jones, il Nikkei e il DAX, possono avere un impatto sul FTSE 100: si tratta di una rete strettamente affiatata, con ogni indice interconnesso.

Situazione 2024

L’incertezza ha dominato gli investimenti nel 2024 e questo è un dato innegabile. Tuttavia, il FTSE 100 è rimasto sorprendentemente resiliente e ha persino superato le aspettative.

A maggio, l’indice del Regno Unito ha raggiunto un livello record di 8.445,80 punti, e gli analisti ipotizzano un possibile nuovo record prima delle festività del “Santa”, che inizia a dicembre, prima del Natale.

Il successo del FTSE 100 è stato guidato da una serie di driver:

  • è cambiata la percezione sull’investibilità del Regno Unito
  • i risultati elettorali hanno messo fine all’incertezza politica
  • un nuovo fermento anima le fusioni e acquisizioni (M&A) sul mercato
  • l’inflazione è in calo
  • la FED ha tagliato i tassi ad agosto
  • le azioni britanniche sono considerate come rifugio sicuro

Tutti questi fattori hanno contribuito a mettere fine a un quasi decennio di sotto performance.

L’economia del Regno Unito, bloccata alla fine dello scorso anno, perché colpita da una combinazione di alta inflazione e tassi di interesse, nel 2024 ha battuto sia gli Stati Uniti sia l’eurozona in termini di crescita, grazie a un allentamento delle pressioni sui prezzi e al conseguente calo dei tassi ipotecari. Secondo l’FMI, entro dicembre tale crescita dovrebbe attestarsi intorno allo 0,7% e r5aggiungere quota 1,5% nel 2025, anche perché il nuovo governo laburista britannico afferma di aver messo la crescita al centro della sua agenda economica.

Sul fronte dei tassi di interesse, c’è un ampio consenso sul fatto che il primo taglio all’inizio di agosto ha segnato l’inizio di un ciclo di distensione.

Si prevede, inoltre che l’inflazione rimanga vicina all’obiettivo del 2% della Banca d’Inghilterra (2,2% a luglio) e questo potrebbe aiutare a spianare la strada a un secondo taglio dei tassi prima della fine dell’anno.

La prospettiva politica, d’altra parte, sembra ancora più stabile rispetto agli Stati Uniti o all’Europa. Gli anni post-Brexit del Regno sono stati caratterizzati da un allontanamento degli investitori stranieri. Ma i segnali sono buoni anche da questo punto di vista.

Quali sono, al contrario i fattori di rischio?

Gli ostacoli di lunga durata alla crescita sono principalmente la bassa produttività e la diminuzione del potere di acquisto dei consumatori. A questi si aggiungono l’aumento del costo dell’energia, dopo che Ofgem ha aumentato i prezzi e i salari notevolmente al di sopra dell’inflazione. Tutte questioni, queste, alle quali il governo britannico promette di porre riparo a breve.

Previsioni a breve termine

Attualmente, il FTSE 100 si attesta intorno a 8.282,56 punti, vicinissimo dunque al suo record di maggio. Gli analisti, però, ritengono che possa verificarsi un nuovo improvviso rialzo entro la fine del 2024, perché l’inflazione e i tassi di interesse sono diminuiti e il PIL è aumentato. Insomma, la situazione aggiornata a ottobre 2024 si mostra persino più rosea di quella di maggio, il che è presagio di nuovi record.

A medio termine, gli analisti di Goldman Sachs si aspettano che il FTSE 100 salga a 8.800 nei prossimi 12 mesi (il 2024 si è aperto a 7.721 punti), dopo aver fatto registrare un +7% nel corso di quest’anno. A contribuire a questo risultato dovrebbero essere le performance di quelli che gli esperti definiscono “i magnifici 7”, ovvero:

Anche i gestori di fondi sono fiduciosi. L’entusiasmo deriva sostanzialmente da un dato: quest’anno il fondo Morningstar ha restituito il 9,67% agli investitori, battendo la sua categoria UK Large-Cap Equity di oltre l’1%.

D’altro canto, esiste una serie di rischi potenziali da affrontare, nel breve periodo, primi fra tutti quelli legati alle presentazioni dei bilanci e alle elezioni americane, che potrebbero condizionare fortemente il mercato britannico ed essere fonti di volatilità per le azioni globali in generale.

I volani

Potrebbe essere il settore dei consumi discrezionali il principale volano del Ftse100 nei prossimi mesi. Il settore, secondo gli economisti, è attualmente sottovalutato, soprattutto a causa della recessione. Tuttavia, il probabile taglio dei tassi di interesse  dovrebbe far abbassare  i costi dei mutui e della vita in generale, già mitigati dalla fermata dell’inflazione. I prossimi mesi, insomma, dovrebbero essere più semplici, sotto l’aspetto del potere di acquisto delle famiglie, il che significa che le valutazioni delle azioni di questo comparti dovrebbero lentamente iniziare a salire.

I titoli da tenere d’occhio sono Reckitt Benckiser (RKT) e Unilever (ULVR), le cui performance nel 2024 hanno sofferto della situazione geopolitica globale. Nell’ultimo anno, Reckitt ha fatto registrare un calo del -15,60%, mentre Unilever è cresciuto del +32,42%. Entrambe le società hanno annunciato ristrutturazioni a breve. Reckitt dovrebbe cedere i suoi marchi di alimenti per la casa e formule per neonati, Unilever venderà la sua intera divisione di gelati.

Reckitt è attualmente scambiato a 45,34 sterline, decisamente al di sotto del Fair Value di 65 sterline, mentre le azioni Unilever sono scambiate a 48,33 sterline, al di sopra della stima di 43,80 sterline.

Un altro settore da tenere sotto la lente di ingrandimento è quello immobiliare. Gli economisti guardano con entusiasmo al nuovo governo laburista e alla sua politica che punta a migliorare l’accessibilità degli alloggi. A beneficiarne, dovrebbero essere titoli come come Taylor Whimpey (TW) e Persimmon (PSN), società entrambe attive nel settore delle costruzioni.

Gli investimenti in energie rinnovabili dovrebbe, poi, spingere le azioni di National Grid (NG) sulla scia dei 120 miliardi di sterline investiti nelle energie rinnovabili e nella rete nei prossimi cinque anni.

Il calo dei tassi dovrebbe fare bene anche al settore finanziario e, soprattutto, alle banche che ritengono di poter elargire più prestiti con meno perdite, il che dovrebbe agevolare l’ascesa di società come NatWest (NWG).

FTSE 100: quali alternative?

Com’è noto, il FTSE100 comprende le più grandi capitalizzazioni di borsa del London Stock Exchange. Tuttavia, le prime 10 capitalizzazioni di mercato rappresentano il 40% dell’indice.

Investendo nel FTSE 100, dunque, ci si può quindi trovare in balia della gestione di un numero ristretto di società. Sulla base di questa considerazione, il FTSE 350 è una buona alternativa.

Il processo di selezione per il FTSE 350 è simile a quello del FTSE 100, ma l’indice include 350 aziende, il che consente di proteggersi dai rischi legati alla leadership dell’indice principale.

Un’altra possibilità è costituita dagli ETF MSCI Regno Unito. Con 86 società, questo indice rappresenta l’85% della capitalizzazione di mercato nel Regno Unito. La metodologia MSCI garantisce una buona diversificazione.

FAQ: Domande frequenti

Quanto è importante il FTSE100?

Il FTSE 100 è un indice che rappresenta le 100 società più grandi e più attivamente negoziate alla Borsa di Londra, il suo valore è basato sui prezzi delle azioni di queste società. È stato aperto con una base di 1.000 punti alla fine di dicembre 1983.

Quali sono i requisiti per il FTSE 100?

I requisiti per il FTSE 100 includono essere quotati sulla LSE, avere azioni denominate in sterline, soddisfare requisiti minimi di flottante e di liquidità rivisti trimestralmente. Questo assicura un indice diversificato e liquido.

Perché il FTSE 100 è importante?

Il FTSE 100 è importante in quanto funge da punto di riferimento principale per le prestazioni delle più grandi società quotate alla Borsa di Londra e offre informazioni sulla salute economica del Regno Unito e sul mercato globale. Comprende importanti aziende come BP e Shell, il che lo rende un indicatore significativo per gli investitori.

Che cos’è il FTSE 100?

Il FTSE 100 è un indice del mercato azionario che mostra la performance delle più grandi società del Regno Unito quotate alla Borsa di Londra. Dà un’istantanea delle prestazioni complessive del mercato.

Come viene calcolato il valore dell’indice FTSE 100?

Il valore dell’indice FTSE 100 è calcolato in base alla capitalizzazione di mercato delle sue società costituenti, con società più grandi che hanno un peso maggiore nei movimenti dell’indice.

Come si investe nel Ftse100?

È possibile acquistare azioni delle società ammesse al paniere oppure optare per i prodotti derivati come gli EFT, i CFD e i turbo.

Come si è comportato il FTSE100 nel 2024?

Per il FTSE100, il 2024 è stato un anno straordinariamente positivo. A maggio, l’indice ha superato il suo record storico.

Quali sono le previsioni degli analisti?

Secondo gli analisti, il trend rialzista dovrebbe continuare nel breve e medio periodo. Esistono, infatti, una serie di segnali incoraggianti, come la fermata dell’inflazione, il taglio dei tassi e la politica del nuovo governo laburista che ha messo l’economia del Paese al centro del suo programma.

Quali sono i fattori di rischio, a breve termine?

Sicuramente, l’esito delle elezioni americane e poi anche la presentazione delle trimestrali di bilancio, da parte delle società quotate.

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