L’indice Dow Jones Industrial Average, spesso indicato semplicemente come Dow Jones svolge un ruolo di primo piano nel panorama finanziario globale. Simbolo della potenza economica e industriale degli Stati Uniti, è il principale indice di Borsa americano: riunisce 30 delle più grandi aziende negli Stati Uniti e costituisce un barometro dell’economia globale, oltre che un terreno di investimento primario per gli operatori del mercato.
Che cosa è il Dow Jones?
Il Dow Jones Index è il più antico indice azionario del mondo: è stato creato nel 1884, da Charles Dow e Edward Jones. Tuttavia, l’indice non fu pubblicato fino a 12 anni più tardi, il 26 maggio 1896, quando venne lanciato a 40,94 punti base. Inizialmente, l’indice Dow Jones aveva solo 11 valori, 9 dei quali erano compagnie ferroviarie. Gli altri due, Western Union e Pacific Mail, erano attivi rispettivamente nel settore del telegrafo e nella marina a vapore.
Nel 1896, data della prima pubblicazione dell’indice, General Electric entrò nella composizione, potenziata dalle invenzioni del brillante Thomas Edison. Nel 1899, le aziende del paniere sono salirono a 12, la metà delle quali era attiva nel settore dei metalli (ferro, piombo, rame). Nel 1915, entrò nel paniere anche General Motors.

Oggi, il Dow Jones rappresenta il benchmark della Borsa di New York ed è composto da 30 grandi aziende americane. A differenza di altri indici azionari che sono ponderati in base alla capitalizzazione di mercato delle loro azioni, il Dow Jones è unico perché è ponderato sul valore delle azioni che lo compongono. Questo lo rende un indicatore imperfetto: nonostante questo, continua a essere pubblicato perché offre una prospettiva storica dell’economia statunitense (esiste da oltre 120 anni).
Tra le informazioni chiave, la prima è che la sua composizione cambia nel tempo per riflettere l’economia di oggi. General Electric è stata l’unica società attiva dall’origine della sua pubblicazione fino al 26 giugno 2018 , quando è uscita dal paniere dopo oltre un secolo di presenza.
Charles Dow e Edward Jones
Charles Dow e Edward Jones erano due partner che volevano misurare la crescita e la vitalità dell’economia statunitense. Charles Dow è anche l’artefice della teoria di Dow, il punto di partenza dell’analisi tecnica.
L’evoluzione
L’indice si è storicamente adattato includendo più aziende: le società più antiche hanno lasciato il posto a quelle più recenti che riflettono gli sviluppi economici del paese.
Il Dow Jones è quindi rimasto un riferimento nonostante le varie crisi economiche del XX e XXI secolo.
Dow Jones: come funziona
Il calcolo del Dow Jones è stato computerizzato nel 1963. Oggi, l’indice continua a essere un barometro chiave per gli investitori del mercato azionario, nonostante la preferenza di alcuni per altri grandi indici americani, come l’S&P 500.
Dow Jones: com’è composto
Il Dow Jones è più selettivo rispetto all’S&P 500 e ancora più selettivo rispetto alla composizione del CAC 40 e del FTSE Mib 40 in Europa: comprende 30 grandi aziende che riflettono vari settori dell’economia statunitense.
Sebbene meno diversificato rispetto all’S&P 500 in termini di numero di aziende, il Dow Jones offre una rappresentazione equilibrata delle industrie chiave. La tabella di seguito illustra la composizione settoriale del Dow Jones in questo 2024:
| Settore | Incidenza % |
| Tecnologia dell’informazione | 20,8% |
| Industria | 17,8% |
| Salute | 17% |
| Finanza | 15.4% |
| Consumi ciclici | 13,2% |
| Consumi sostenibili | 7,5% |
| Servizi di comunicazione | 4,9% |
| Energia | 2,1% |
Il Dow Jones gode di una buona diversificazione. I titoli tecnologici hanno una quota leggermente maggiore rispetto ad altri settori. Questo comparto è seguito da industria e salute.
La composizione del Dow Jones nel 2024 si conferma un caleidoscopio dell’economia americana. Comprende aziende iconiche come Apple, Boeing e Walmart, che sono pilastri nei rispettivi settori di riferimento. Ciò che è particolarmente affascinante è la predominanza dell’industria aeronautica e della difesa con Boeing e UnitedHealth Group, nonché del settore finanziario pesante, con società come Goldman Sachs e JPMorgan Chase.
Il Dow Jones Index riflette non solo la salute economica dell’America, ma anche le tendenze globali: le sue aziende tecnologiche e di consumo, infatti, rispondono alle esigenze di una società in piena evoluzione. Quindi, il Dow Jones è più di un semplice indicatore finanziario, è uno specchio di innovazione e prosperità economica.
Andamento indice Dow Jones in tempo reale
Le compagnie di punta del Dow Jones
Nel paniere del Dow Jones rientrano aziende famose in tutto il mondo. In particolare:
- Apple e Microsoft, giganti dell’informatica;
- Goldman Sachs, una delle più grandi banche d’investimento del mondo;
- Nike, leader nel settore delle forniture sportive.
Criteri di selezione
Il Dow Jones Stocks Selection Protocol non è pubblico. L’emittente dell’indice specifica, però, che le sue scelte non sono puramente quantitative. Ad esempio, l’azienda candidata deve avere la sua sede negli Stati Uniti, una “buona reputazione” e una crescita sostenuta.
Il Comitato di Selezione dell’indice è composto da 3 rappresentanti dell’S&P Dow Jones e da 2 rappresentanti del Wall Street Journal. Questo comitato si riunisce solo se la composizione dell’indice necessita di essere riesaminata, quindi non esiste un calendario già prefissato.
Per non alterare l’equilibrio della composizione, il Comitato assicura anche che la società le cui azioni sono più costose non pesano di più di quelle con le azioni più basse.
Uno degli obiettivi principali del Dow Jones è quello di essere rappresentativo dell’economia statunitense. In uno dei suoi ultimi ribilanciamenti, l’indice ha così integrato Salesforce, che è leader nella produzione di software, a scapito del produttore di petrolio ExxonMobile.
Dow Jones vs S&P500: le differenze
Le differenze fondamentali tra l’S&P 500 e il Dow Jones risiedono nella loro composizione, nel loro metodo di ponderazione e nella loro rappresentatività del mercato.
L’S&P 500 è un indice più ampio, che comprende 500 delle più grandi società quotate in borsa negli Stati Uniti, le quali gli conferiscono una più ampia diversità settoriale e una migliore rappresentanza dell’economia. La sua ponderazione si basa sulla capitalizzazione di mercato, il che significa che le società con un valore di mercato più elevato hanno un impatto maggiore sull’indice.
Il Dow Jones, invece, è composto da 30 aziende, che lo rendono meno diversificato. La sua ponderazione si basa sul prezzo delle azioni, quindi le società con titoli ad alto prezzo hanno una maggiore influenza sull’indice, indipendentemente dalle loro dimensioni o dalla capitalizzazione di mercato. Questo metodo contribuisce a creare un quadro illusorio dell’economia, qualora le azioni ad alto prezzo non riflettano le tendenze economiche generali.
Per un investitore, la scelta tra questi due indici dipende dall’obiettivo dell’investimento. L’S&P 500 è preferito per una visione globale e diversificata dell’economia statunitense, mentre il Dow Jones è considerato utile per monitorare le prestazioni delle grandi industrie tradizionali.
Cosa influenza i prezzi di Dow Jones?
I prezzi dell’indice Dow Jones sono influenzati da una moltitudine di fattori economici e politici. Tra i più significativi ci sono gli annunci della Federal Reserve (FED), che, decidendo il costo e la disponibilità di denaro nell’economia, possono provocare reazioni immediate sui mercati. Anche le relazioni sull’occupazione e sulle prestazioni aziendali sono indicatori chiave, perché riflettono la salute economica degli Stati Uniti e influenzano direttamente le prestazioni delle azioni.
A livello macro, il prodotto interno lordo (PIL), l’inflazione, i tassi di interesse e i tassi di disoccupazione sono determinanti fondamentali. La robusta crescita del PIL può essere indicativa di un’economia in crescita e favorevole alle imprese, mentre l’inflazione elevata o l’aumento dei tassi di interesse possono scoraggiare gli investimenti.
Anche gli sviluppi geopolitici svolgono un ruolo cruciale. Le tensioni internazionali, i conflitti o i cambiamenti nei regimi politici possono generare incertezza, influenzando la fiducia degli investitori e, di conseguenza, i prezzi dell’indice Dow Jones. Infine, i cambiamenti politici e le modifiche delle abitudini dei consumatori sono indicatori delle tendenze che possono prevedere i movimenti futuri nell’indice Dow Jones.
Per gli investitori, la comprensione di questi fattori è essenziale per anticipare le potenziali fluttuazioni dell’indice e adeguare le loro strategie di conseguenza.
Dow Jones: performance storica, news e previsioni
La storia del Dow Jones è costellata di crolli e picchi. Nel corso degli anni, l’indice ha fluttuato in base all’economia globale, ai tempi di recessione e di espansione. Così, ha raggiunto il picco di 11.722,98 punti nel 2000, poco prima dello scoppio della bolla del dot-com. Il Dow Jones ha subito diversi importanti crolli del mercato azionario, come nel 1929 (ha perso il 52,67% del suo fair value nel 1931), nell’ottobre 1987 e, più recentemente, nel 2008. L’11 ottobre 2007 l’indice ha, invece, raggiunto il picco più alto della storia, attestandosi a 14.198,10 punti. E nel 2024 ha segnato un nuovo record volando a oltre 42.000 punti.
Il 2008 è di nuovo stato un anno terribile per il Dow Jones, che ha visto la sua valutazione al di sotto degli 8.000 punti a causa della crisi del credito e del rifiuto del piano Bush (700 miliardi di dollari per rilanciare l’economia). Oggi, si attesta intorno ai 42.970 punti. È stata fissata una doppia area di supporto (a 42690.0 e a 41830.0 punti), mentre la prima area di resistenza ruota intorno ai 43.377.65 punti.
Il grafico qui sotto illustra la performance storica degli ultimi 40 anni (1984-2024):

Le recenti notizie macroeconomiche che hanno influenzato il Dow Jones sono diverse e riflettono le complessità dell’economia globale nel 2024.
Il governatore della Federal Reserve (FED) degli Stati Uniti ha intanto tagliato i tassi di interesse nel mese di agosto, dal momento che l’inflazione sembra mostrare segni di stabilizzazione. Seppure ancora attestata su livelli considerati eccessivi, l’inflazione dovrebbe cominciare a calare nei prossimi mesi, consentendo così un graduale allentamento della politica monetaria.
La FED, dunque, non considera l’inflazione come un nemico contro il quale combattere, ma piuttosto come un fenomeno da dominare. L’approccio prudente e misurato dovrebbe servire a garantire che l’inflazione ritorni a livelli più bassi, in modo da inaugurare un periodo distensivo.
La politica dei tagli annunciati dalla FED non ha mancato di suscitare entusiasmo tra gli investitori. Tuttavia, i conflitti internazionali, come gli scontri nell’Ucraina orientale e le tensioni tra Israele e Palestina in Medio Oriente, hanno ripercussioni dirette sui mercati finanziari e restano, invece, fonti di grosse preoccupazioni, che finiscono per ripercuotersi anche sulla performance dell’indice.
Investire nel Dow Jones conviene?
Iniziare a investire nel Dow Jones potrebbe essere un’opportunità interessante per gli investitori. Dopo un periodo di rallentamento economico all’inizio di quest’anno, ci sono finalmente segnali di una ripresa della crescita, che suggeriscono una potenziale valorizzazione delle società che compongono l’indice. Inoltre, con l’inflazione che sembra essere sotto controllo, la Federal Reserve degli Stati Uniti sta persino prendendo in considerazione l’allentamento della politica monetaria, che potrebbe ulteriormente rilanciare l’economia.
A questa situazione piuttosto rosea si aggiunge un’ulteriore riflessione positiva: a causa della crisi politica dell’Europa, alcuni trader potrebbero deviare i propri capitali verso mercati considerati più stabili, come gli Stati Uniti, rafforzando così la posizione del Dow Jones. In questo contesto, investire nell’indice americano potrebbe offrire non solo protezione contro l’instabilità internazionale, ma anche l’opportunità di capitalizzare le dinamiche positive dell’economia statunitense.
Analisi tecnica
Da un punto di vista tecnico, l’evoluzione dei prezzi del Dow Jones dall’inizio del 2024 è stata caratterizzata da una fluttuazione in un range abbastanza ampio, che varia tra 37.500 e 43.000 punti. È stato l’anno più alto della storia del Dow Jones, che ha compiuto un’escalation senza precedenti, inarrestabile nel suo movimento verso l’alto. Dopo aver raggiunto il picco di 41.376 punti, è iniziata una correzione, riportando i prezzi del Dow Jones di nuovo a testare la zona di resistenza che è diventata di supporto, circa 39.800 a 40.000 punti.
L’attuale tendenza punta a un rimbalzo del prezzo del Dow Jones al massimo storico a 44.000 punti. Tuttavia, è prudente considerare anche lo scenario di recidiva di circa 37.500 punti. Se questo livello di supporto dovesse cedere, sarebbe quindi ragionevole anticipare una correzione più marcata, potenzialmente fino a 34.500 punti.
Dow Jones: i 3 migliori titoli
Per investire nel mercato azionario, si sa, bisogna accettare un’alta volatilità e quindi un rischio significativo, anche sui gruppi più grandi del mondo, come dimostra il Max Drawdown medio delle 30 azioni degli Stati Uniti raccolte nel Dow Jones. Negli ultimi 10 anni, il Max Drawdown medio di queste società si è attestato al 46%. Alcuni titoli hanno, tuttavia, registrato una volatilità più limitata a lungo termine, mentre allo stesso tempo sono sistematicamente guidate dalla crescita dei dividendi. Il Drawdown, è bene ricordarlo, consente la determinazione della perdita massima registrata in borsa in un periodo di tempo. Pertanto, questo indicatore misura il rischio assunto dall’investitore nel tentativo di generare un rendimento, ed è quindi un mezzo per valutare la qualità della sua strategia.
Per determinare quali siano i titoli migliori da tenere d’occhio, bisogna considerare le società del paniere Down Jones rispetto a 3 criteri:
- il Max DrawDown di ogni titolo.
- la più bassa ampiezza di fluttuazione dei prezzi tra il punto alto e il punto più basso negli ultimi 10 anni.
- dividendi degli ultimi 5 anni e del 2024.
In base a tali criteri, sono 3 le società migliori di quest’ultimo quarto del 2024:
- Johnson-Johnson
- Coca-Cola
- Procter & Gamble.
Johnson & Johnson
È un’azienda leader nel settore farmaceutico e delle attrezzature mediche. Il gruppo Johnson & Johnson conta 131.900 dipendenti e circa 60 siti di produzione.
L’azienda ha generato un fatturato di 85,16 miliardi di dollari nel 2023. Negli ultimi cinque anni, il titolo ha pagato 22,23 dollari in dividendi cumulativi ai suoi azionisti (il pagamento del dividendo è trimestrale). Il rendimento cumulativo a cinque anni è del 13,44% e del 2,69 per cento sulla base media annua (esclusa la capitalizzazione dei dividendi reinvestiti).
Il dividendo Johnson & Johnson pagato nel 2024 è di 4,91 USD e quindi superiore alla media a 5 anni (0,45 USD). Tale quota, in realtà, sta crescendo sistematicamente nel lungo periodo.
Il titolo Johnson & Johnson è cresciuto del 55% tra la metà di ottobre 2014 e l’inizio di febbraio 2020, passando da 99 a 153 dollari. Poi, tra il 6 febbraio 2020 e il 23 marzo dello stesso anno, il valore delle azioni è sceso del 27,41%, da 153 a 111 dollari. Da allora, il prezzo è di nuovo cresciuto 46% per raggiungere i 161,12 dollari il 21 ottobre 2024.
Coca Cola
Con 79.000 dipendenti e un fatturato di 45,7 miliardi di euro, il gruppo Coca-Cola commercializza 2,2 miliardi di bevande al giorno grazie ai suoi 200 marchi di bevande.
L’azienda esiste da oltre 135 anni e i suoi marchi sono distribuiti in oltre 200 paesi.
Negli ultimi cinque anni, Coca-Cola ha pagato 8,86 euro in dividendi cumulativi ai suoi azionisti, ogni 3 mesi. Il prezzo delle azioni di Coca-Cola in borsa è pari a 70,44 dollari al 21 ottobre 2024, ossia un rendimento cumulativo a cinque anni del 12,58 % e del 2,52% su base media annua (esclusa la capitalizzazione dei dividendi reinvestiti).
Il dividendo Coca-Cola pagato nel 2024 è pari a 1,94 euro per azione e quindi superiore alla media quinquennale (7,7 dollari). Va notato che il dividendo Coca-Cola sta crescendo sistematicamente a lungo termine. Negli ultimi 10 anni, il titolo Coca-Cola è cresciuto del 37,8% tra la metà di ottobre 2014 e la metà di gennaio 2020, poi ha pareggiato il suo DrawDown massimo del 37,54% durante il crollo del COVID-19, prima di registrare un ulteriore aumento dell’87,5% dal suo punto più basso il 23 marzo 2020.
Procter & Gamble
Procter & Gamble è uno dei leader mondiali nei prodotti per l’igiene, come dentifrici e articoli per l’igiene orale, carta igienica, prodotti per l’igiene femminile, articoli di bellezza e per la cura della casa. Conta 108.000 dipendenti e ha realizzato un fatturato di 84,04 miliardi di euro nel 2023.
Il prezzo del titolo Procter & Gamble in borsa è di 171,28 dollari al 21 ottobre 2024, con un rendimento cumulativo a cinque anni del 10,41% e del 2,08% su base media annua (esclusa la capitalizzazione dei dividendi reinvestiti).
I dividendi pagati nel 2024 sono pari a 3,96 EUR per azione e quindi superiore alla media quinquennale (3,57 EUR). Il prezzo del titolo Procter and Gamble è cresciuto del 98% tra la metà di ottobre 2014 e l’inizio di febbraio 2022, da 83 a 164 dollari. Tra il 2 marzo 2022 e il 10 ottobre dello stesso anno, si è registrato invece un calo del 24,60%, da 164 a 123 dollari. Il prezzo è, quindi, nuovamente aumentato del 38,4% a 171,28 dollari (21/10/24).
Dow Jones: come investire? Le migliori piattaforme
Visto che il Dow Jones è un punto di riferimento globale, si possono trovare facilmente ETF che replicano le sue prestazioni.
Decisamente più rischioso, ma possibile, è l’utilizzo di strumenti derivati come i CFD futures e i Turbo. Questi prodotti consentono di esporsi alle variazioni dell’indice utilizzando un effetto leva. È sempre possibile, infine, acquistare le azioni delle società comprese nel paniere.
Che si vogliano acquistare azioni, ETF o prodotti derivati, per fare trading sul Dow Jones bisogna aprire un conto titoli presso un broker online. Ma quale scegliere?
- eToro: è uno dei migliori broker online ed è rivolto in particolare agli investitori alle prime armi. Infatti, offre ai suoi clienti una nuova funzionalità, il copy trading, che consente agli investitori di imitare i portafogli finanziari e di investimento di trader esperti.
- DEGIRO: il broker con l’offerta più completa. Offre 20.000 prodotti finanziari e 30 borse, le tariffe sono ultra competitive e il minimo investimento è di 50 euro.
- Pepperstone: si posiziona come il miglior broker in borsa per investire in CFD. Propone soluzioni su misura. Molto concorrenziale sotto il profilo delle commissioni.
- XTB: con più di 5.000 derivati, si è affermato come il miglior broker di e-delling. È l’opzione ideale per gli investitori esperti.
- Fineco Trading: offre soluzioni su misura e nessun minimo di deposito. Non ha conto demo, ma propone tariffe ultra competitive e l’assistenza in italiano.
Dow Jones: le alternative
Il Dow Jones pesa “quasi” 8.000 miliardi di dollari, o poco meno di un quarto della capitalizzazione di mercato dell’S&P 500, che è di 33 trilioni di dollari.
Quindi, con solo 30 aziende, il Dow Jones è piuttosto piccolo. Ciò pone un problema di diversificazione e di concentrazione. Investendo nel Dow Jones, si finisce praticamente in balia di uno scandalo o di un fallimento di uno dei suoi 30 componenti. La cautela suggerisce quindi l’utilizzo di un indice più diversificato.
La ponderazione del Dow Jones è discutibile
L’indice statunitense è uno dei pochi a essere calcolato sulla base dei prezzi delle azioni. La gigantesca Apple, per esempio, è in 22a posizione con una capitalizzazione di mercato 10 volte superiore a quella di The Home Depot, che è al terzo posto.
L’S&P 500
Per tenere il passo e investire nel mercato statunitense, il Nasdaq 100 e l’S&P 500 sembrano essere le due principali alternative.
- Il Nasdaq 100 è composto da 100 società, ma la sovra-rappresentazione della tecnologia all’interno dell’indice non gli consente di essere rappresentativo dell’economia statunitense.
- L’S&P 500, invece, è costituito dalle 500 maggiori capitalizzazioni di mercato statunitensi, indipendentemente dalla loro posizione di quotazione (Nasdaq).
L’S&P 500 è quindi l’indice del mercato azionario più rappresentativo della forza economica delle grandi aziende statunitensi. È anche quello più diversificato.
In un portafoglio di gestione degli indici o in una strategia di gestione passiva, è consigliabile dare priorità agli ETF S&P 500. Per una copertura ancora più ampia, è possibile associare a questo indice il Russell 2000, dedicato alle piccole capitalizzazioni.
Russell 2000
Il Russell 2000 è il punto di riferimento per il monitoraggio delle piccole capitalizzazioni di borsa statunitensi, o small caps. È composto da 2000 “piccole” aziende quotate a New York City. È pubblicato da FTSE Russell, che pubblica anche il benchmark inglese, FTSE 100.
Come tutti gli indici azionari pubblicati da FTSE, il Russell 2000 è ponderato in proporzione alla capitalizzazione di mercato di ciascuna impresa che lo costituisce. Questo calcolo tiene conto solo della parte flottante delle azioni, vale a dire quelle effettivamente quotate in borsa (al contrario di quelle detenute in capacità privata, ad esempio dai fondatori o dalle loro famiglie).
Va detto che quando si parla di Russell 2000 in termini generici, di solito ci si riferisce all’indice di rendimento dei prezzi, senza tenere conto della distribuzione dei dividendi. Per la versione con i dividendi reinvestiti, è necessario guardare al Russell 2000 Total Return.
FAQ: Domande frequenti
Il Dow Jones, spesso chiamato Dow, è uno dei più famosi indici di mercato del mondo. Si tratta di un benchmark che rappresenta la performance di 30 grandi agenzie di proprietà pubblica con sede principalmente negli Stati Uniti. Queste aziende sono leader del settore, tra cui giganti come Apple, Microsoft e Boeing.
Il Dow Jones è composto da 30 azioni blue-chip, che sono generalmente finanziariamente solide e residenti negli USA. Queste aziende sono leader nei rispettivi settori e le loro prestazioni possono fornire agli investitori un’idea dell’idoneità generale del mercato.
Il sistema di selezione del Dow Jones coinvolge un comitato che considera vari fattori, tra cui la capitalizzazione del mercato, l’andamento del settore e la reputazione dell’impresa candidata.
Uno degli aspetti unici del Dow Jones è che si tratta di un indice ponderato per i prezzi. Ciò significa che le aziende che hanno azioni a costi più elevati hanno un impatto maggiore sulle prestazioni dell’indice. Il Dow Jones viene calcolato sommando i prezzi di tutte le 30 azioni e poi dividendo per un valore che viene aggiustato di volta in volta.
Il Dow Jones è un barometro dell’economia degli Stati Uniti. Quando sale, in genere indica l’autostima degli investitori e un boom monetario. Al contrario, un Dow in calo può indicare problemi finanziari o incertezza. Questo è il motivo per cui le informazioni sul Dow Jones fanno regolarmente notizia e possono avere un impatto sui mercati finanziari a livello internazionale.
Molti acquirenti utilizzano il Dow Jones come punto di riferimento per esaminare le prestazioni dei loro portafogli. In realtà è considerato troppo poco rappresentativo soprattutto a causa dei criteri di selezione.
Mentre il Dow Jones, in generale, si concentra sulle aziende americane, la sua influenza si estende ben oltre gli Stati Uniti. Gli investitori di tutto il mondo osservano attentamente il Dow e le sue azioni potrebbero avere effetti a catena sui mercati globali. Comprendere il Dow Jones è essenziale per chiunque sia interessato ai mercati finanziari, indipendentemente dall’area di residenza.


