Mentre Wall Street oscillava tra euforia e panico, Morgan Stanley affrontato le tempeste finanziarie del 2024 con la precisione di un chirurgo e la pazienza di un esperto giocatore di scacchi. Non è più solo una banca d’investimento, ma un’entità in continua evoluzione, capace di reinventarsi mentre i suoi concorrenti si dibattono nelle sabbie mobili dell’incertezza economica. Il colosso finanziario, situato nel cuore pulsante di Manhattan, Morgan Stanley ha silenziosamente ridisegnato la mappa del potere nel panorama bancario globale, spostando strategicamente il proprio focus dalla volatilità dei mercati di capitale verso la solidità della gestione patrimoniale: una mossa che oggi appare profetica.
Nel complesso labirinto di numeri e previsioni che caratterizzano il mondo finanziario, Morgan Stanley ha saputo trasformare la propria identità senza tradire la propria essenza, quotata con orgoglio al New York Stock Exchange come testimone di un’eredità quasi centenaria, ma con lo sguardo fisso su un orizzonte che pochi riescono a intravedere. Il 2025 si profila all’orizzonte non come un semplice anno fiscale, ma come un campo di battaglia dove Morgan Stanley ha già schierato le proprie pedine, pronta a capitalizzare su un ecosistema finanziario in evoluzione, dove solo i predatori più adattabili riusciranno a sopravvivere.
Caratteristiche del titolo Morgan Stanley
| Codice alfanumerico: | MS |
| Codice Isin: | US6174464486 |
| Mercato: | NYSE (Azioni americane) |
| Lotto minimo: | 1,00 |
| Chiusura Precedente: | 126,08 € |
| Capitalizzazione: | 214,31 Mld USD |
| Intervallo annuale: | 79,08 € – 152,78 € |
| Volume medio: | 75,00 |
| Migliori piattaforme: |
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La presente comunicazione è destinata esclusivamente a scopi informativi e didattici non devono essere considerati consigli di investimento o raccomandazioni di investimento. Le performance passate non è indicativa dei risultati futuri.
Come investire sul titolo Morgan Stanley
Investire in Morgan Stanley offre diverse modalità per esporsi al colosso finanziario americano, ognuna con caratteristiche specifiche adatte a vari profili di rischio e obiettivi d’investimento.
Il metodo più diretto è l’acquisto di azioni ordinarie di Morgan Stanley sul NYSE tramite un broker che consenta l’accesso ai mercati statunitensi. Questo approccio garantisce diritti di voto e dividendi, ma richiede una liquidità consistente e comporta costi di cambio per gli investitori non in USD.
- Azioni reali: Comprare azioni reali attraverso broker o piattaforme di trading online regolamentate.
- Gli ETF rappresentano un’alternativa diversificata: sono diversi quelli che includono Morgan Stanley insieme ad altre società finanziarie. ETF come XLF (Financial Select Sector SPDR) o VFH (Vanguard Financials ETF) offrono esposizione a MS con una minore volatilità.
- Per investitori più esperti, i certificati d’investimento (Bonus, Discount, Express) permettono un’esposizione personalizzata con potenziale protezione condizionata del capitale e rendimenti predefiniti.
- Le opzioni (call/put) consentono strategie avanzate con leva finanziaria, adatte a trader esperti con una visione direzionale chiara o a chi desidera proteggere posizioni esistenti.
- I CFD (Contratti per Differenza) offrono trading con leva finanziaria sia al rialzo che al ribasso, ma comportano rischi elevati e costi di overnight.
- Infine, i futures sul settore finanziario permettono un’esposizione indiretta con leva significativa, richiedendo però esperienza e capitali adeguati per gestire i margini di garanzia.
Morgan Stanley: previsioni 2025
Le prospettive per Morgan Stanley nel 2025 sembrano generalmente positive secondo gli analisti di Wall Street.
- Secondo Bloomberg, il consensus prevede un target price medio a 12 mesi di 149$ per azione, con stime che variano tra 130$ e 165$.
- Goldman Sachs ha recentemente alzato il rating a “Buy” con un target di 152$, sottolineando la posizione vantaggiosa nel wealth management.
- JPMorgan Chase mantiene una visione “Neutral” con un target di 142$, evidenziando potenziali pressioni sui ricavi da trading.
- Bank of America prevede una crescita dell’EPS del 9% nel 2025, supportata dal previsto taglio dei tassi della Fed. Il consensus degli analisti si orienta su 18 raccomandazioni “Buy”, 8 “Hold” e solo 1 “Sell”.
Previsioni di eToro sul titolo Morgan Stanley
eToro ha fissato un target price di 155$ per Morgan Stanley, sottolineando la resilienza del modello di business diversificato e prevedendo una crescita del 16% nel segmento wealth management entro la fine del 2025, con una raccomandazione di Strong Buy.
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Previsioni di XTB sul titolo Morgan Stanley
XTB adotta un approccio più cauto, fissando un target di 140$, menzionando possibili pressioni sui margini di trading e investment banking in un contesto di volatilità dei mercati, pur riconoscendo la solidità patrimoniale con un rating di Hold.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un elevato rischio di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 71% dei conti degli investitori al dettaglio perde denaro quando fa trading di CFD con questo fornitore. Dovresti valutare se comprendi come funzionano i CFD e se puoi permetterti di correre l’elevato rischio di perdere denaro.
Previsioni di Pepperstone sul titolo Morgan Stanley
Pepperstone prevede un intervallo di oscillazione tra 135 e 160$ per MS nel 2025, con prospettive positive legate al potenziale consolidamento nel settore bancario americano e un outlook Moderately Bullish.
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Previsioni di Fineco bank sul titolo Morgan Stanley
Fineco bank ha recentemente aggiornato le sue stime, i suoi analisti fissano il target price a 148$, a causa dell’attrattività del dividend yield (stimato al 3,2%) e delle opportunità nel wealth management digitale. Il rating è di Outperform. (Fonte: it.finecobank.com)
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Morgan Stanley: La Storia
Nel cuore della Grande Depressione, mentre l’America è in ginocchio e Wall Street cerca di rialzarsi dalle ceneri del crollo del ’29, Henry S. Morgan e Harold Stanley si incontrano nei corridoi di una banca sull’orlo del fallimento. È il 1935, e nei loro occhi brilla la stessa visione: creare qualcosa di nuovo dalle macerie di un sistema finanziario distrutto. Con un capitale iniziale di 6,6 milioni di dollari (una fortuna per l’epoca) Morgan Stanley apre i battenti il 16 settembre. Il cognome Morgan non è casuale: Henry è il nipote del leggendario J.P. Morgan, ma è determinato a costruire la propria leggenda. La nuova società si distingue subito per la sua capacità di attrarre clienti d’élite e operazioni prestigiose.
Gli anni d’oro
Negli anni ’40 e ’50, Morgan Stanley emerge come una forza inarrestabile. La banca d’investimento naviga abilmente attraverso il dopoguerra, cavalcando l’onda della ricostruzione economica americana. I suoi banchieri, impeccabili nei loro completi grigio scuro, sussurrano nelle orecchie dei potenti, orchestrando fusioni che ridisegnano interi settori industriali e collocando azioni che scrivono la storia di Wall Street. Ogni operazione è eseguita con precisione matematica, ogni relazione coltivata come un giardino prezioso. Nel frattempo, all’interno dell’azienda, si formano generazioni di banchieri d’investimento che porteranno lo stile Morgan Stanley in ogni angolo del mondo finanziario, creando una dinastia di professionisti della finanza.
La sfida della modernità
Negli anni ’70 e ’80, un vento di cambiamento soffia su Morgan Stanley, che si trova a un bivio: mantenere le tradizioni o abbracciare la rivoluzione finanziaria in atto. La deregolamentazione dei mercati, l’ascesa del trading e l’internazionalizzazione pongono nuove sfide. L’azienda decide di reinventarsi, espandendosi oltre i confini dell’investment banking tradizionale. Nel 1986, arriva il colpo di scena: Morgan Stanley diventa pubblica, quotandosi in borsa. Le sue azioni, simbolo di un’eredità finanziaria impeccabile, vengono ora scambiate nei mercati che l’azienda ha contribuito a plasmare. È una metamorfosi che riflette i tempi: da boutique d’élite a potenza finanziaria globale.
Attraverso le tempeste
Gli anni ’90 e 2000 mettono alla prova la resilienza dell’istituzione. Crisi asiatiche, bolle tecnologiche e scandali finanziari: Morgan Stanley affronta tempeste che affondano concorrenti meno solidi. La crisi del 2008 rappresenta la prova suprema. Mentre giganti centenari crollano attorno a loro, i leader di Morgan Stanley manovrano con determinazione. La trasformazione in bank holding company, l’iniezione di capitale giapponese del gruppo MUFG e le dolorose ristrutturazioni sono mosse disperate ma calcolate. L’azienda emerge dalla crisi trasformata ma intatta, una fenice finanziaria che si rialza dalle proprie ceneri.
Il nuovo capitolo
Sotto la guida di James Gorman, l’attenzione si sposta verso la gestione patrimoniale, un business più stabile e meno volatile. Le acquisizioni strategiche di Smith Barney, E*TRADE e Eaton Vance ridisegnano il profilo dell’azienda. Non è più solo una banca d’investimento, ma un gigante finanziario diversificato che gestisce trilioni di dollari per clienti in tutto il mondo.
Al centro di ogni grande istituzione finanziaria c’è una bussola strategica che orienta le azioni quotidiane e le aspirazioni future. Morgan Stanley non fa eccezione, con un’identità aziendale fondata su valori solidi e una direzione chiara che guida ogni decisione, iniziativa e relazione.
Morgan Stanley si propone di offrire servizi finanziari di livello mondiale che creino un valore eccezionale per clienti, dipendenti e azionisti. La banca si dedica a mettere a disposizione dei propri clienti un’ampia gamma di risorse globali, unendo eccellenza intellettuale, rigore analitico e integrità incondizionata. Al centro della sua missione c’è l’impegno per un’esecuzione impeccabile e per soluzioni finanziarie innovative, sempre rispettando i più alti standard etici. La leadership illuminata, la gestione prudente del rischio e la collaborazione tra diverse discipline sono i pilastri operativi attraverso cui Morgan Stanley traduce questa missione in risultati concreti.
La visione di Morgan Stanley guarda a un futuro in cui l’istituzione continua a ridefinire l’eccellenza nel settore dei servizi finanziari globali. Aspirando a diventare il partner finanziario più rispettato e affidabile al mondo, la banca immagina un domani in cui tecnologia e capitale umano si uniscono per rendere accessibili servizi finanziari sofisticati. Questa visione abbraccia un panorama finanziario più inclusivo, sostenibile e resiliente, dove l’innovazione responsabile guida la crescita. Morgan Stanley si considera l’architetto di un ecosistema finanziario che non solo genera rendimenti superiori, ma contribuisce anche in modo positivo alle comunità globali, bilanciando prosperità economica e responsabilità sociale.
Morgan Stanley: cifre chiave
Fondata nel 1935 da Henry S. Morgan e Harold Stanley con un capitale iniziale di 6,6 milioni di dollari, la società si è affermata in seguito al Glass-Steagall Act, che ha imposto la separazione tra attività bancaria commerciale e d’investimento.
- Fatturato: I ricavi netti superano i 58 miliardi di dollari, principalmente grazie alla crescita nei settori della gestione patrimoniale e dell’investment management. L’utile netto ha superato i 13 miliardi di dollari.
- Capitalizzazione di mercato: La capitalizzazione di mercato di Morgan Stanley supera i 210 miliardi di dollari, per cui l’azienda si colloca tra le istituzioni finanziarie più valutate al mondo. Il rapporto prezzo/utili (P/E) si attesta intorno a 16.
- Dipendenti: Morgan Stanley conta oltre 75.000 professionisti in tutto il mondo, tra cui esperti finanziari, analisti, gestori di portafoglio, consulenti e specialisti IT. Gli investimenti in formazione superano i 200 milioni di dollari all’anno.
- Presenza geografica: La società è presente in oltre 41 paesi su cinque continenti, con uffici principali nei maggiori centri finanziari: New York, Londra, Tokyo, Hong Kong e Singapore.
- Prodotti: Il portafoglio di Morgan Stanley comprende oltre 300 soluzioni finanziarie diverse, che spaziano dall’investment banking alla gestione patrimoniale, dal trading ai servizi di consulenza, con un budget per R&D superiore a 500 milioni di dollari.
- Clienti: Morgan Stanley serve più di 15 milioni di clienti a livello globale, tra cui individui ad alto patrimonio, istituzioni finanziarie, fondi pensione, governi e aziende. Nel wealth management, gestisce relazioni con oltre 3,5 milioni di famiglie.
- Assets Under Management (AUM): Morgan Stanley gestisce oltre 6,7 trilioni di dollari di asset, posizionandosi tra i più grandi gestori patrimoniali al mondo. La crescita è stata significativa grazie alle acquisizioni di E*TRADE e Eaton Vance.
- Rating creditizio: L’azienda mantiene solidi rating creditizi, A3 (Moody’s), BBB+ (S&P) e A (Fitch). Il Common Equity Tier 1 ratio supera il 15%, ben al di sopra dei requisiti regolamentari.
- Investimenti ESG: Sono stati investiti 450 miliardi di dollari in iniziative ESG, con l’obiettivo di mobilitare 1 trilione per investimenti sostenibili entro il 2030. L’Institute for Sustainable Investing si dedica alla promozione della ricerca e dello sviluppo di prodotti finanziari sostenibili.
Morgan Stanley: Cda e azionisti
James P. Gorman è Presidente del Consiglio di Amministrazione di Morgan Stanley dal 2012, dopo aver assunto il ruolo di Amministratore Delegato nel 2010. Sotto la sua guida, la banca ha attraversato significative trasformazioni strategiche, in particolare nell’espansione del wealth management. Sharon Yeshaya è diventata Direttore Finanziario (CFO) nel 2021, subentrando a Jonathan Pruzan. Prima di questo incarico, Yeshaya ha ricoperto il ruolo di responsabile delle relazioni con gli investitori della società.
I principali azionisti sono:
- The Vanguard Group (8,6%): società di gestione degli investimenti con sede a Malvern, Pennsylvania, che gestisce circa $8,5 trilioni in asset globali ed è il secondo più grande gestore di ETF al mondo.
- BlackRock Inc. (7,4%): la più grande società di gestione patrimoniale al mondo, con sede a New York, che gestisce circa $10 trilioni in asset per investitori istituzionali e retail.
- State Street Corporation ( 4,2%): uno dei più antichi istituti finanziari americani, specializzato in servizi di investimento e gestione patrimoniale per clienti istituzionali.
- Mitsubishi UFJ Financial Group (3,8%): conglomerato bancario giapponese che ha effettuato un investimento strategico in Morgan Stanley durante la crisi finanziaria del 2008.
- Fidelity Investments (2,6%): una delle principali società di servizi finanziari al mondo, con un focus sulla gestione di fondi comuni di investimento e servizi di intermediazione.
Morgan Stanley: dati finanziari
Il bilancio 2024 di Morgan Stanley ha mostrato risultati solidi, con ricavi netti pari a 58,2 miliardi di dollari, in crescita del +7,3% rispetto ai 54,2 miliardi del 2023. Questa espansione è stata principalmente sostenuta dalla divisione Wealth Management, che ha contribuito con 28,4 miliardi di dollari, registrando un aumento del +8,5% rispetto all’anno precedente, a conferma dell’efficacia della strategia di diversificazione dei ricavi. L’utile netto ha raggiunto i 13,8 miliardi di dollari, con un incremento del +12,2% rispetto ai 12,3 miliardi del 2023, portando a un utile per azione (EPS) di 8,05 dollari, rispetto ai 7,22 dell’anno scorso.
Il ritorno sul capitale proprio (ROE) si è attestato al 14,2%, superando l’obiettivo a medio termine del 13% e il 13,3% del 2023. Il segmento Investment Banking ha mostrato una ripresa significativa dopo due anni di rallentamento, con ricavi in crescita del +15,4% a 6,2 miliardi di dollari, grazie alla ripresa delle attività di fusioni e acquisizioni. La divisione Sales & Trading ha generato 19,1 miliardi di dollari, con un incremento moderato del +3,8% rispetto al 2023. Dal punto di vista patrimoniale, Morgan Stanley ha mantenuto una solida posizione con un Common Equity Tier 1 (CET1) ratio del 15,3%. Gli asset totali a fine 2024 hanno raggiunto 1,35 trilioni di dollari, mentre gli Assets Under Management sono saliti a 6,7 trilioni, con un incremento del 9,8%.
Goldman Sachs è nota per distribuire regolarmente dividendi. Nel quarto trimestre del 2024, la banca ha annunciato un dividendo di 3,00 dollari per azione, portando il totale annuale a 11,50 dollari, con un aumento del +7,5% rispetto al 2023. Questo si traduce in un rendimento medio annuo del dividendo del 2,8%, calcolato sul prezzo medio delle azioni durante il 2024.
Morgan Stanley: performance Borsa 2024-2025
Il titolo Morgan Stanley dimostra una notevole solidità su tutti gli orizzonti temporali analizzati. Dall’inizio del 2025, MS ha registrato un apprezzamento del +5,88%, corrispondente a un guadagno di 7,39$ (dato aggiornato al 3 marzo 2025), il che evidenzia un inizio d’anno positivo nonostante alcune fluttuazioni tra gennaio e febbraio 2025. Il grafico qui sotto mostra una certa volatilità, con un picco a metà febbraio seguito da una correzione e un successivo rimbalzo a fine mese.

Su un orizzonte annuale, la performance diventa decisamente impressionante, con un incremento del +47,83%, pari a un guadagno di 43,07$. Il grafico evidenzia una tendenza rialzista costante durante il 2024, con un’accelerazione particolarmente marcata tra ottobre e novembre e un consolidamento sui livelli più alti nei mesi successivi. Questa performance supera significativamente sia l’indice di riferimento del settore finanziario sia l’S&P 500.

Allargando la prospettiva ai cinque anni, MS mostra un aumento del +218,14% (+91,27$), a testimonianza della sua crescita strutturale. Il grafico quinquennale mette in evidenza come il titolo abbia attraversato diverse fasi, con un forte recupero post-pandemia nel 2020/2021, un periodo di consolidamento laterale tra 2022 e 2023, e infine un nuovo slancio rialzista nel 2024 che ha portato le quotazioni ai massimi storici.

Analisi tecnica
Il grafico tecnico mostra MS in un trend rialzista ben definito, con la quotazione attuale (133,11$) che si mantiene al di sopra delle principali medie mobili, segnalando forza direzionale. Le bande di Bollinger indicano una volatilità nella norma, con il prezzo che si muove prevalentemente nella parte superiore del canale, confermando la predominanza dei compratori.
Il volume degli scambi presenta picchi significativi durante le fasi di accelerazione rialzista, particolarmente evidenti tra ottobre e novembre 2024.
L’RSI (Relative Strength Index), visibile nella parte inferiore del grafico, ha oscillato tra zone di ipercomprato e normalizzazione, senza però evidenziare divergenze negative significative.

Il MACD (Moving Average Convergence Divergence) nell’ultima sezione del grafico ha recentemente mostrato un crossover ribassista di breve periodo, suggerendo un possibile rallentamento della spinta rialzista. Tuttavia, la struttura complessiva del trend primario rimane intatta, con supporti importanti nell’area 125-128, corrispondenti alle medie mobili a 50 e 100 giorni. La resistenza chiave si colloca intorno ai 145 USD, anch’essa corrispondente alle medie mobili a 50 e 100 giorni, ed è stata testata più volte nei mesi precedenti.
Azioni Morgan Stanley: conviene investire nel 2025?
Il titolo Morgan Stanley presenta diversi fattori favorevoli per un potenziale investimento nel 2025. La strategia di diversificazione dei ricavi, con un focus particolare sul wealth management, ha dimostrato di garantire flussi di entrate più stabili e prevedibili rispetto alla tradizionale volatilità del settore bancario d’investimento. Con un ROE del 14,2% e un CET1 ratio del 15,3%, l’istituto evidenzia fondamentali solidi e una gestione prudente del capitale. La performance in borsa è stata impressionante (+47,83% nell’ultimo anno), e riflette la fiducia degli investitori nella direzione strategica adottata dal management. La ripresa delle attività di M&A e IPO nel 2024 rappresenta un ulteriore catalizzatore per la crescita nel 2025, in un contesto di possibili tagli ai tassi d’interesse.
Tuttavia, ci sono elementi di cautela da considerare. La valutazione attuale, con un P/E intorno a 16, non offre un margine di sicurezza significativo rispetto alla media storica. Il titolo potrebbe risultare vulnerabile a eventuali rallentamenti macroeconomici che potrebbero influenzare negativamente le attività di investment banking e trading. Inoltre, il settore finanziario deve affrontare sfide crescenti legate all’evoluzione normativa e alla concorrenza di fintech e banche digitali. Insomma, investire in Morgan Stanley nel 2025 sembra sostenibile per chi ha un orizzonte di medio-lungo termine, ma è fondamentale essere consapevoli dei rischi settoriali e ciclici.
FAQ: Domande frequenti
Morgan Stanley è una grande istituzione finanziaria globale, fondata nel 1935 da Henry S. Morgan e Harold Stanley. Fornisce una vasta gamma di servizi, tra cui investment banking, gestione patrimoniale, trading, consulenza finanziaria e gestione degli investimenti, rivolgendosi a clienti privati, aziende, governi e istituzioni.
Morgan Stanley si colloca tra le prime cinque banche d’investimento globali per capitalizzazione di mercato e ricavi. È parte delle “bulge bracket banks”, un gruppo esclusivo delle principali banche d’affari mondiali, insieme a Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Bank of America Merrill Lynch e Citigroup.
Morgan Stanley è quotata al New York Stock Exchange (NYSE) dal 1986, con il ticker MS.
Nel 2024, Morgan Stanley ha riportato ricavi netti di 58,2 miliardi di dollari, con un incremento del 7,3% rispetto al 2023, e un utile netto di 13,8 miliardi, in crescita del 12,2%. Il ROE è stato del 14,2% e il CET1 ratio del 15,3%. La divisione Wealth Management ha avuto un ruolo chiave nella crescita.
Investire in Morgan Stanley può essere una buona opzione per portafogli a medio-lungo termine, grazie alla solidità dei fondamentali e alla diversificazione dei ricavi. Tuttavia, l’attuale valutazione non offre un ampio margine di sicurezza e il titolo è influenzato dai cicli economici.
Si può investire attraverso: azioni ordinarie (NYSE), ETF settoriali finanziari, certificati d’investimento, opzioni, CFD o futures. Questi strumenti sono disponibili tramite broker online come Fineco, XTB, eToro, Pepperstone, oppure banche d’investimento o piattaforme specializzate.
Sì, Morgan Stanley distribuisce dividendi trimestrali, con un rendimento annuo attuale intorno al 3%.
Gli analisti stimano un prezzo obiettivo medio di 149$, con previsioni che variano tra 130$ e 165$. Il consenso è generalmente favorevole, con una maggioranza di raccomandazioni Buy.
Il rischio è moderato, tipico del settore finanziario. Il titolo è influenzato dai cicli economici, dalle fluttuazioni dei tassi d’interesse e dai cambiamenti normativi.
Nel settore finanziario, si possono considerare Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Bank of America, oppure ETF settoriali come XLF. Per una maggiore diversificazione, si possono esplorare fondi bilanciati o ETF multi-asset.


