Mediaset accompagna milioni di italiani, ogni giorno, nel mondo della televisione. Questa società è controllata da MFE – MediaForEurope, che è membro del gruppo Fininvest. Fondata da Silvio Berlusconi, il 15 Dicembre 1993, quest’azienda è leader della diffusione di:
- TV, sia in chiaro che a pagamento;
- Cinema, sia in chiaro che a pagamento;
- Pubblicità.
Oltre a intrattenere le persone, questa società permette di investire nelle sue azioni. Cercando su internet il titolo Mediaset, troverete il nome “MFE A Ord Shs” (Codice ISIN NL0015001OI, MFA). Questo perché non è possibile investire direttamente su Mediaset, ma sulla società olandese che la controlla (la MFE – MediaForEurope, nominata poco fa).
Mediaset, controllata da Media For Europe, è un patrimonio nazionale che va essere difeso. Il cuore dell’impero della famiglia Berlusconi, il più ricco e potente d’Italia, è anche quello della finanza nazionale. All’origine della nascita e dello sviluppo della televisione commerciale, Mediaset è un gioiello nel patrimonio audiovisivo transalpino.
Caratteristiche del titolo Mediaset (MediaForEurope)
| Codice alfanumerico: | MFEA |
| Codice Isin: | NL0015001OI1 |
| Mercato: | MTA (Azioni italiane) |
| Lotto minimo: | 1,00 |
| Intervallo Giornaliero: | 2,79 € – 2,83 € |
| Intervallo annuale: | 2,04 € – 3,56 € |
| Capitalizzazione: | 1,87 Mld EUR |
| Volume Medio: | 640.411,00 |
| Migliori piattaforme: |
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Il 61% dei conti degli investitori al dettaglio perde denaro quando fa trading di CFD con questo fornitore. Dovresti considerare se tu puoi permetterti di correre il rischio elevato di perdere i tuoi soldi.
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La presente comunicazione è destinata esclusivamente a scopi informativi e didattici non devono essere considerati consigli di investimento o raccomandazioni di investimento. Le performance passate non è indicativa dei risultati futuri.
Media for Europe: previsioni 2025
Se fino a ieri la pay tv costituiva una spina nel fianco di MediaForEurope, negli ultimi due anni le cose sono cambiate. Le attività aziendali si sono riequilibrate e il canale online Mediaset Infinity sta raccogliendo consensi. Quali benefici potrebbe avere tutto questo in Borsa? Lo abbiamo chiesto agli analisti dei più importanti broker del mondo.
Previsioni di eToro sul titolo MFE (Media for Europe)
Acquisto moderato. La raccomandazione degli analisti di eToro è cautela, eppure le previsioni sono molto buone: secondo le stime, il titolo MediaForEurope nel 2025 continuerà a crescere fino al target price medio di 4,68 EU per azione.

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Previsioni di XTB sul titolo MFE (Media for Europe)
Secondo gli esperti del broker XTB attivo dal 2001, il target price medio per il breve periodo è di 3,53 EU per azione. Nel corso del 2025, tuttavia, il titolo MediaForEurope potrebbe oltrepassare la soglia dei 4 euro e attestarsi intorno ai 4,2 EU per azione.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un elevato rischio di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 71% dei conti degli investitori al dettaglio perde denaro quando fa trading di CFD con questo fornitore. Dovresti valutare se comprendi come funzionano i CFD e se puoi permetterti di correre l’elevato rischio di perdere denaro.
Previsioni di Pepperstone sul titolo MFE (Media for Europe)
Secondo gli analisti di Pepperstone la trendline negativa evidenziata nell’ultima settimana di novembre potrebbe continuare anche nell’ultimo mese dell’anno, rendendo il titolo MediaforEurope interessante per investimenti in CFD e Turbo put alla seconda linea di supporto fissata a 2,797.
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Previsioni di Fineco bank sul titolo MFE (Media for Europe)
Nessuna previsione da parte degli analisti di Fineco Bank su MediaforEurope, al momento. Su 7 specialisti che coprono il titolo, ben oltre il 57% consiglia agli investitori di attendere. (Fonte: it.finecobank.com)
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Media for Europe: dati finanziari
Il 21 novembre 2024, Media For Europe ha illustrato agli azionisti il bilancio del terzo trimestre. Il gruppo televisivo italiano controllato dalla famiglia Berlusconi, ha evidenziato un forte utile netto del 39% a 96,2 milioni di euro nei primi nove mesi dell’anno, grazie alla buona performance dei ricavi pubblicitari. I ricavi pubblicitari lordi di MFE sono aumentati del 6,5% a 1,94 miliardi di euro.
Il fatturato è cresciuto del 7,7% a 2 miliardi di euro in nove mesi e i proventi operativi (Ebit) sono aumentati del 28,7% a 126,6 milioni di euro.
Per il 2024, MFE ha confermato che mira a “un risultato operativo di molto superiore rispetto a quello dello scorso anno (302 milioni di euro) e a un aumento dell’utile netto.
Nel terzo trimestre 2024, MediaForEurope ha distribuito ai suoi azionisti un dividendo di 0,06 EU per azione con un rendimento medio annuo dell’8,82%.

Media for Europe: performance Borsa 2024

Rispetto al 2023, le azioni MediaForEuerope sono cresciute del +25,40%, mentre negli ultimi 5 anni (ovvero dal 2019), il titolo ha perso il -35,30%.
Dall’inizio del 2024, il titolo MediaForEurope alla Borsa valori di Milano ha registrato un incremento del +18,58 e si attesta attualmente (25 novembre 2024) a 2,83 EU per azione. Il titolo ha toccato il punto più basso il 13 febbraio, a 2,06 EU per azione e il picco l’11 e il 17 luglio, a 3,54 EU per azione.
Media For Europe: cos’è

Tutto ha inizio nel 1974. Silvio Berlusconi, già affermato promotore immobiliare, si imbarca nell’editoria televisiva con l’inaugurazione di Telemilano, canale via cavo regionale in Lombardia. All’epoca, il panorama televisivo italiano è in gran parte dominato dal monopolio della televisione pubblica nazionale, la Rai. Oltre ai canali locali, Berluscono fonda una rete nazionale, la prima privata e, in questo momento, illegale. Ci riesce trasmettendo contemporaneamente su tutte le televisioni locali lo stesso programma, come se fosse una TV nazionale e grazie a un forte sostegno politico e finanziario.
Alla conquista dell’Europa
Nel 1980, Telemilano diventa Canale 5, il primo canale televisivo privato nazionale. Silvio Berlusconi estende il suo impero, acquistando i canali Italia 1 dal gruppo Rusconi e Rete 4 da Mondadori. Poi cerca di internazionalizzarsi. In Germania, con Telefunere, in Spagna, con Telecinco e anche in Francia, con La Cinq, che nasce nel 1986 sotto l’impulso di Francois Mitterrand. Il Presidente della Repubblica vuole fortemente l’istituzione di un canale privato dopo il lancio della tv a pagamento nel 1984. La Cinq prende il sopravvento sulla ricetta vincente della sorella più anziana italiana, Canale Cinque e sconvolge il panorama audiovisivo francese.
Ma l’avventura si complica. Jacques Chirac, che diventa primo ministro nel marzo 1986, privatizza TF1 e termina la concessione di La Cinq. Nel 1987, un nuovo canale omonimo gli succede, guidato da Robert Hersant, in affari con Berlusconi. Oltre alle serie, il canale trasmette cartoni animati giapponesi che diventano cult. Sul fronte dell’informazione, vengono inventati nuovi formati, come ad esempio l’interattivo Duel on the Five, dove due ospiti che discutono sono affiancati da un sondaggio telefonico.
Ma l’audience di La Cinq, che ha raggiunto il picco del 13% nel 1989, è troppo bassa per risultare redditizia contando esclusivamente sulle entrate della pubblicità e intanto ha speso moltissimo per reclutare animatori. Il canale accumula disavanzi e riceve ammende di non conformità. La liquidazione della catena, che impiega900 persone, viene imposta nel 1992 sulla base di una passività dichiarata che si avvicina a quattro miliardi di franchi (60 milioni di euro).
Gli anni 1990-2000
In Italia, Media for Europe è tanto affidabile quanto diffamata. La più grande azienda nel settore dei media e delle comunicazioni tricolore dà lavoro a quasi 6.000 dipendenti e ha un fatturato di 3.870,5 milioni di euro, nel 2023. Il gruppo, con sede a Cologno Monzese alla periferia di Milano, è cresciuto da quel lontano 1993, quando venne creato sulle ceneri delle attività televisive di Fininvest.
Nel panorama audiovisivo italiano, Media for Europe gioca un duopolio con la statale RAI. Di fronte al servizio pubblico, considerato polveroso e troppo legato al mondo politico, Mediaset porta una ventata nuova, anzi la importa da oltre oceano, con i format americani, le trasmissioni dal tono irriverente e le formule acclamate per la loro modernità. Alcuni accusano questo “infotainment”, di essere all’origine del crollo culturale dell’Italia al servizio dell’influenza di Silvio Berlusconi sulla scena politica e mediatica.
La svolta
La svolta degli anni 2000 è una nuova sfida: lo sviluppo di Internet e della televisione digitale porta Mediaset ad aprire il suo sito web nel 1999, poi nel 2001 TgCom, un servizio dedicato all’informazione online. Nel frattempo, sta emergendo un nuovo avversario: non è più un gruppo pubblico come la Rai, ma Sky, appartenente al magnate americano Rupert Murdoch, che lancia il canale in Italia nel 2003. Per reagire, Mediaset moltiplica il numero dei suoi canali con una dozzina di nuove tv gratuite alle quali si aggiunge, poi, nel 2005, Mediaset Premium, la sua offerta di pay-TV per bloccare l’esodo verso Sky.
Ma difendersi dall’arrivo del rivale in Italia si rivela un errore. La Pay-TV fino al 2020, costituisce un abisso finanziario per Mediaset, che continua a spendere milioni per accaparrarsi i diritti di trasmissione del calcio. Il business richiede investimenti e tecnologia che vanno ben oltre i suoi mezzi.
Da qui nasce l’accorso dell’8 aprile 2016, firmato tra Mediaset e Vivendi i cui capi e i loro figli sono amici di lunga data. Mediaset vince la guerra di trincea che segue. Ma le perdite finanziarie sono state pesanti. Torna quindi alla valorizzazione della Tv gratuita, migliora la sua salute finanziaria e torna a essere un’azienda più flessibile e resiliente. Fa quello che può fare di nuovo: resta una televisione libera, adatta alle famiglie, produce programmi su misura, sforna nuovi personaggi, attira pubblicità. In termini di spettatori e peso editoriale, Mediaset mantiene il suo ruolo di centralità.
Mediaset resta tradizionale, in un paese che invecchia come l’Italia, dove la televisione, che rimane la principale fonte di informazioni, è soprattutto guardata dalle fasce di età più alte. Nonostante i fallimenti di La Cinq in Francia negli anni ’80 e Tele 5 in Germania, nel 2003 ha preso il controllo della Telecinco spagnola e nel 2007 dal gruppo di produzione televisiva olandese Endemol. Ha investito anche nei Caraibi, in Tunisia e in Cina.
Il divorzio spagnolo da Vivendi
Nel 2023, MediaForEurope annuncia di aver raggiunto un accordo con Vivendi per acquistare la sua quota dell’1,05% in Mediaset Spagna per un importo di 10,7 milioni di euro. MFE acquisisce i 3,3 milioni di azioni detenute da Vivendi in Mediaset Spagna al prezzo di 3,245 euro per unità. L’obiettivo è quello di creare un grande gruppo di media in grado di competere con i giganti della pay tv online, come Netflix e HBO Usa.
Dopo anni di conflitto con Vivendi, che si era opposta al progetto, i due giganti dei media già a maggio 2021 avevano rinunciato a qualiasi controversia ulteripore. In base all’accordo, Vivendi, il secondo azionista di Mediaset, si impegna a dismettere, nel giro di cinque anni, tutto il capitale del gruppo italiano detenuto attraverso una società fiduciaria. L’assorbimento di Mediaset Spain segue all’offerta di acquisizione lanciata nel 2022 da MFE sulla sua filiale spagnola al fine di aumentare al 100% la sua partecipazione nel capitale.
Ma chi si cela dietro Mediaset?
MediaofEurope: cda e azionisti
Il presidente di MediaForEurope ormai da oltre 2 decenni è Federico Confalonieri, il CEO è Piersilvio Berlusconi, figlio del fondatore Silvio Berlusconi, mentre il Direttore Finanziario è Marco Giordani. Nel consiglio di amministrazione, è presente anche Marina Berlusconi, sorella di Pier Silvio, che dirige un’altra attività di famiglia, il gruppo Mondadori.
Potete consultare tutti i profili al seguente link (www.fininvest.it/it/holding/consiglio_di_amministrazione).
Fatte le dovute premesse, è arrivato il momento di entrare nel vivo dell’articolo. Se vi state chiedendo se conviene investire o meno su Mediaset, siete nel posto giusto.
Conviene davvero investire in azioni Mediaset?
Andamento del 2023 e all’inizio del 2024
Gli ultimi risultati finanziari di Mediaset riguardano il Q1, Q2 e Q3 del 2023. Nel dettaglio:
- Ricavi netti di 1.862 miliardi di euro, leggermente in calo rispetto ai 1.900 miliardi dell’anno 2022;
- EBIT di 98.3 milioni di euro;
- Generazione di cassa di 285 milioni di euro;
- Utile netto di 71 milioni di euro, meno rispetto ai 78.5 milioni del 2022;
- Costi operativi complessivi consolidati di 1.763 milioni di euro, minori rispetto ai 1.802.5 milioni di euro del 2022.
La società, nonostante qualche cifra ridotta rispetto all’anno precedente, si dimostra ottimista e ritiene i risultati positivi. Per quanto riguarda il 2024 invece, si possono prendere in considerazione i seguenti dati:
- Una singola azione Mediaset costa circa 2.25 euro;
- L’intervallo annuale è di 1.64-2.84 euro;
- Il lotto minimo è di 1.00;
- La capitalizzazione di mercato è di 1.46 miliardi di euro;
- Non è stata ancora annunciata la data ex del dividendo 2024, ma Mediaset li distribuisce annualmente e hanno una rendita dell’11.05%. Il prezzo previsto del dividendo è di 0.05 euro;
- Il rapporto P/E è di 4.99.
Numeri alla mano, queste azioni risultano essere alla portata di chiunque.
Dove comprare le azioni Mediaset?
Le azioni Mediaset possono essere acquistate attraverso tre modalità differenti:
- Tramite un istituto bancario: vengono proposti dei servizi discreti a prezzi troppo alti, se confrontati con la concorrenza. L’unica banca che si è portata avanti, nel mondo del trading online, è Fineco Bank. Potete trovare numerosi articoli, su questa società, su Tradingmania.it;
- Tramite un broker: al giorno d’oggi ci sono svariati intermediari. I migliori, che propongono delle offerte eccezionali in rapporto qualità/prezzo, sono eToro e XTB. Approfondiremo meglio questo punto successivamente;
- Tramite il DMA (Direct Market Access): con delle piattaforme apposite, chiamate MetaTrader 4 e 5, è possibile entrare direttamente nel mercato delle principali Borse. In questo modo si evitano i costi di intermediazione. Il problema di questa soluzione è che vengono richiesti importi troppo alti per iniziare a investire. Inoltre, i sistemi MT4 ed MT5 potrebbero risultare complicati per i principianti.
Quali sono tutte le modalità d’investimento su Mediaset?
Dalla morte del suo fondatore, Silvio Berlusconi, avvenuta nella seconda parte del 2023, MediaForEurope ha cercato di rinnovare l’immagine aziendale, puntano sulla qualità dell’informazione che oggi costituisce uno dei vessilli del gruppo Mediaset. La strategia non ha tardato a produrre i suoi frutti: anche in assenza del suo leader, i figli Marina e Pier Silvio hanno dimostrato di avere la stoffa degli editori.
Oggi con il loro rendimento di oltre l’8%, le azioni Mediaset sono un asset interessante e abbastanza stabile. Il valore delle azioni del resto è ancora relativamente contenuto, per cui l’investimento nella società risulta alla portata di tutti i profili di investitori. Se l’esigenza è la differenziazione, gli ETF sul Ftse Mib40 sono la soluzione ideale. Non danno, è vero, diritto alla distribuzione dei dividendi, ma assicurano un impegno minore in termini di capitale e offrono la possibilità di mitigare i rischi. Al contrario, i prodotti derivati come i CFD e i Turbo Put e call sono gli strumenti tra i più rischiosi per chi fa trading: consentono di investire fino a 50 volte le reali disponibilità finanziarie, moltiplicando però sia le vincite sia le perdite.
Si può investire in azioni Mediaset attraverso diverse scelte:
Azioni reali
Quando si acquistano una o più azioni reali si entra in possesso di una porzione (più o meno ridotta) del capitale societario. Gli azionisti hanno diritto ai dividendi, se previsti dalla società. Questi utili incentivano gli investitori a operare con determinati titoli.
Contract for Difference (CFD)
I CFD sono dei prodotti derivati, coi quali è possibile investire sull’andamento del valore reale di azioni, indici, materie prime e criptovalute. Rispetto a quando si acquisisce un’azione reale, coi CFD non si entra in possesso di niente di reale. Questo particolare strumento presenta una caratteristica unica: la leva finanziaria, un moltiplicatore applicato in automatico (dai broker stessi) all’importo dell’investimento. Può arrivare sino a 1:5 e permette di ricavare ma anche di perdere di più. Per questo motivo, gli investitori sono divisi sull’efficacia dei CFD.
Exchange Traded Fund (ETF)
Un ETF è un fondo d’investimento molto particolare. Al suo interno si possono trovare una serie di titoli, tutti con delle caratteristiche in comune. Questo fondo ha l’obiettivo di replicare fedelmente l’andamento di un insieme di azioni, ma anche indici e materie prime. Ciascun titolo, all’interno dell’ETF, ha un peso specifico. Mediaset è presente in 49 ETF. Vi elenco i primi 10 partendo da quello col peso più alto, mentre per consultarli tutti potete accedere a questo link (www.tipranks.com).
- Global X Superdividend ETF, con un peso dell’1.01%;
- Global X Superdividend UCITS ETF, con un peso dello 0.99%;
- Global X Superdividend UCITS ETF USD, con un peso dello 0.99%;
- First Trust Developed Markets ex-US, con un peso del 0.34%;
- Avantis International Small Cap Value ETF, con un peso del 0.09%;
- SPDR S&P International Small Cap ETF, con un peso del 0.08%;
- iShs MSCI EMU Accum.Ptg.Shs EUR, con un peso del 0.08%;
- UBS ETF EMU SmC Shs -A- Distribution, con un peso del 0.07%;
- Schwab Fundamental International Small, con un peso del 0.06%;
- Avantis International Small Cap Equity ETF, con un peso del 0.04%.
Quali sono i migliori broker per investire su Mediaset?
I due migliori broker per investire in Mediaset sono:
eToro: Questo broker offre una qualità senza precedenti, a costi estremamente ridotti. eToro ha rivoluzionato completamente il modo di fare trading online. È stato il primo intermediario ha introdurre la dinamica social negli investimenti, tramite la pubblicazione di contenuti con commenti e/o foto riguardanti le operazioni finanziarie. Ha permesso anche agli utenti, tramite il copy trading, di poter copiare gli investimenti dei migliori trader di eToro.
XTB: XTB è un broker utilizzato da milioni di clienti, in tutto il mondo. Inizialmente nato per lo scambio di coppie di valute, ha esteso sempre più la sua offerta per accontentare tutti. Oggi questo intermediario permette di investire in numerosi strumenti finanziari. Il suo punto di forza è la formazione, gratuita e completa, con video-lezioni di durata e difficoltà differenti. L’informazione, nel mondo del trading online è fondamentale.
Entrambe mettono a disposizione un conto demo del tutto gratuito, con un capitale di partenza di 100.000,00 EUR/USD. In questo modo è possibile esercitarsi sul trading online, senza correre alcun rischio. Nei prossimi due paragrafi vi mostrerò degli esempi pratici, investendo sulle azioni reali e sui CFD Mediaset. Le guide saranno realizzate per essere il più semplici possibili, per mostrare quanto è facile investire al giorno d’oggi. Potete trovare tutorial più dettagliati, per entrambe le piattaforme, su altri articoli presenti in Tradingmania.it.
In che modo si può investire in azioni Mediaset senza rischi?
Il rischio fa parte di ogni tipo d’investimento, a prescindere dal tema. Non si può evitare ma si può ridurre, seguendo questi punti:
- Tipo di prodotto su cui si investe: ogni strumento finanziario ha le sue caratteristiche. Tutti però hanno in comune la volatilità, ovvero l’oscillazione del prezzo. Generalmente più questa è alta e instabile, maggiori saranno i rischi e anche i potenziali ricavi/perdite. Per fare un esempio pratico, la volatilità annuale di Mediaset è molto stabile (1.64-2.84 euro);
- Tipo di broker: ci sono tantissimi broker con cui investire, ma non tutti mettono il cliente nelle condizioni migliori per operare. I due descritti precedentemente, ovvero eToro e XTB, sono i migliori in circolazione. Ovviamente un intermediario non può ridurre il rischio nel vero senso del termine, ma può permettere di far spendere di meno (e di conseguenza sentire di meno un’eventuale perdita);
- Informazione: articoli come questo, ma anche la formazione messa a disposizione da broker come eToro e XTB permettono al cliente di avere tutti i mezzi per essere prudente. Il trading online presenta numerosi aspetti e conoscerli tutti può aiutare a capire quando è il caso di investire e quando invece no.
Quali sono le previsioni degli esperti riguardo il 2024 di Mediaset?
L’opinione di spicco, per il titolo Mediaset, la dà Teleborsa. L’agenzia di stampa indipendente, che parla di finanza, si espone sulle azioni definendo il loro andamento “positivo”. I volumi, se paragonati a quelli dello scorso mese, sono diminuiti. Il titolo non è ambito ma è molto stabile, dunque adatto per gli investitori che non vogliono correre rischi.
Concorrenza Mediaset
La concorrenza principale di Mediaset arriva dalla RAI e da Sky. Per fare un confronto fra società, anche se dovrebbero essere analizzati una moltitudine di fattori, si possono prendere in considerazione gli ultimi ricavi e il prezzo per azioni. Nel dettaglio:
- Mediaset, come riportato nell’articolo, ha registrato dei ricavi nei 9 mesi del 2023 di 1.862 milioni di euro. Il prezzo per azione è di circa 2.25 euro;
- Rai, sempre nei primi 9 mesi del 2023, ha riportato dei ricavi di 204.1 milioni di euro. Il prezzo per azione è di circa 4,75 euro;
- Sky, nell’anno 2023, ha ricavato 754.1 milioni di dollari neozelandesi (NZD). Il prezzo per azione è di circa 2.80 NZD.
In conclusione, considerato che Sky si affaccia anche sul territorio internazionale, si può dire che in Italia domina Mediaset. Questo punto a favore può essere molto importante per un ipotetico investimento.
Quanto investire in azioni Mediaset?
Questo titolo attualmente è a un prezzo stracciato. Inoltre, ha una volatilità molto stabile. Tenendo conto del fatto che queste azioni possono destare maggior interesse a chi vuole fare investimenti con rischi bassissimi, possono occupare un buon 15% del portafoglio.
Opinioni finali
Siamo arrivati alla conclusione dell’articolo, dunque anche al momento di tirare le somme. Dopo aver risposto a tutte le domande poste all’inizio della lettura, ti starai chiedendo se conviene o meno investire nelle azioni Mediaset. La risposta è sì, ma solo se siete investitori che si accontentano di ricavi modesti. Sperando che abbia gradito la lettura dell’articolo, noi di Tradingmania.it mettiamo a disposizioni letture su tantissimi altri titoli azionari. Restate sintonizzati!
FAQ: Domande frequenti
Sì, conviene investirci, ma solo se siete investitori che si accontentano di ricavi modesti.
Le azioni Mediaset possono essere comprate attraverso un istituto bancario, un broker o tramite il DMA (Direct Market Access).
No, si può investire su Mediaset anche tramite i Contract for Difference (CFD) e gli Exchange Traded Fund (ETF).
Sì, sono previsti i dividendi. Mediaset li distribuisce annualmente. Nel 2024 non c’è ancora una data ex pubblicata ma è previsto un pagamento di 0.05 euro.
Cercando su internet il titolo Mediaset, troverete il nome “MFE A Ord Shs”. Questo perché non è possibile investire direttamente su Mediaset ma sulla società olandese che la controlla, ovvero MFE – MediaForEurope (del gruppo Fininvest).
MediaForEurope controlla il gruppo Mediaset attivo nei settori dell’informazione e dell’intrattenimento.
MediaforEurope è controllato dalla famiglia Berlusconi. E stata fondata da Silvio berlusconi ed è adesso nelle mani dei suoi figli. La capitalizzazione di mercato di MediaforEurope al 25 novembre 2024 è di 1,87 Mld EUR.
No, sono diverse le partnership siglate in Europa, non ultima l’acquisizione di Endemol (britannica). L’azienda ha anche una sede in Spagna.
Le vendite di MediaforEurope si sono incrementate nel 2024. Sono costituite principalmente dai ricavi pubblicitari: il terzo trimestre ha evidenziato risultati superiori alle aspettative.
La strategia di MediaforEurope per i prossimi mesi è continuare a crescere su tutti i fronti e soprattutto online. Fino al 2019, l’esperimento della pay tv Mediaset Infinity si era dimostrato deludente.
Sì. Nell’ultimo trimestre i dividendi distribuiti da MediaforEurope sono stati pari a 0,06 EU per azione, con un rendimento medio annuo di oltre l’8%.
Nel 2024, la performance di MediaforEurope alla Borsa Valori di Milano è positiva per il +18,24%. Negli ultimi 5 anni, però, il titolo è calato di oltre il -35%.
Le previsioni degli analisti sono generalmente di crescita. La trendline negativa dell’ultima settimana di settembre, però, potrebbe allungarsi anche all’ultimo mese dell’anno.
È possibile detenere azioni reali, ETF o CFD. Son queste le tre principali soluzioni finanziarie. Va tenuto presente che le azioni possono essere considerate l’asset ideale per le strategie a lungo termine e sono anche gli unici strumenti finanziari che assicurano la distribuzione dei dividendi. Gli ETF regnano nelle strategie a medio termine e sono l’asset più sicuro perché consentono di investire contemporaneamente in tutte le società comprese in un indice azionario. I CFD sono invece gli strumenti finanziari in assoluto più rischiosi a causa dell’effetto leva.
Comprare strumenti finanziari relativi al titolo MediaForEurope è semplice. Basta aprire un conto titolo in banca oppure presso uno dei migliori broker online. Le banche fisiche, tuttavia, spesso applicano commissioni sconvenienti e consentono di fare trading su un paniere ristretto di strumenti finanziari. La maggior pare degli istituti fisici, ad esempio, non permette l’acquisto di azioni del Nasdaq né di investire nei mercati asiatici.
Fineco bank, seppure controllato da una banca fisica costituisce una eccezione, in Italia. Per questo si è rapidamente imposto come broker preferito sul territorio nazionale. All’estero, XTB e eToro non temono confronti, grazie alle tariffe convenienti e alla varietà di prodotti e servizi offerti a trader principianti ed esperti. Pepperstone, infine, resta il regno dei prodotti derivati. Ecco perché è scelto soprattutto da professionisti.


