Cosa succede se fallisce un broker di trading online?

Al giorno d’oggi gli investitori hanno diverse soluzioni per fare trading online. È possibile rivolgersi a un istituto bancario o a un broker. Partendo da piccoli capitali, si può operare su strumenti finanziari quali azioni, indici, materie prime, ETF, criptovalute e CFD di tutti questi prodotti (dove sono disponibili). Per far ciò i clienti devono immettere, nelle piattaforme, dei soldi reali. Una volta eseguito ciò, si può usufruire di tutti i servizi che gli intermediari mettono a disposizione.


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Questo meccanismo di dare/ricevere richiede una base solida di fiducia, perché quando si ha a che fare con dei patrimoni le questioni diventano sempre delicati. Dunque, una domanda lecita che qualsiasi utente può porsi è: che fine fanno i soldi se l’intermediario fallisce?

Per fortuna non ci sono tanti esempi dal punto di vista storico, ma è giusto comprendere che quest’ipotesi è possibile. Un broker può andare contro le regole, consapevolmente o inconsapevolmente. In questo articolo cercherò di spiegare come una società può tutelarsi e di conseguenza proteggere il cliente. Successivamente analizzerò un ipotetico scenario di crisi delle quattro società, più di spicco, nell’ambito del trading online: eToro, XTB, Plus500 e Fineco Bank.

Possibili scenari

Nel caso in cui una società fallisca, possono esserci le seguenti situazioni:

  • Un altro intermediario può decidere di acquistare tutti i titoli della società in bancarotta, trasferendoli e permettendo ai clienti di avere un nuovo punto di riferimento;
  • Si attiva la copertura SIPC (Securities Investor Protection Corporation), un’assicurazione che le società possono richiedere presso il governo. Questa protezione è valida sino a $500.000 per titoli e denaro o $250.000 solo per denaro. L’account dell’utente, al momento in cui è fallito il broker, può quindi essere potenzialmente recuperato. Tuttavia, se nel mentre i titoli hanno avuto dei ribassi, la copertura SIPC non potrà compensare queste perdite. I clienti, per poterne usufruire, devono presentare un reclamo ufficiale;
  • L’account degli utenti può essere limitato. Questo caso può variare a seconda del broker, con il cliente che così non può effettuare trasferimenti sul proprio conto o investire, sino a quando non viene stabilita una sentenza definitiva.

Le mosse dei regolatori

Diverse autorità, negli anni, hanno preso dei provvedimenti forti per tutelare gli investitori. In passato ci sono state diverse difficoltà per il recupero dei crediti, con i clienti che hanno dovuto avere a che fare spesso con controversie legali. Al giorno d’oggi ci sono delle regole molto importanti:

  • Regola 15c3-1, “Regola del Capitale Netto” della SEC (Securities and Exchange Commission) degli Stati Uniti. Gli intermediari sono costretti a mantenere un importo minimo, del capitale degli investitori, sotto forma liquida;
  • Regola 15c3-3, “Regola sulla Protezione dei Clienti“, sempre della SEC. Il conto dei clienti, con titoli e soldi, dev’essere separato dal conto societario. Se un intermediario è conferme a queste due regole, può autoliquidarsi.

I vantaggi della SIPC

La SIPC ha dichiarato che non copre il 100% degli investitori e delle operazioni, ma gli investimenti dei clienti esistono al 100% grazie la SIPC. I numeri di quest’assicurazione sono molto importanti: dal 1970 (quando è nata) sino al 2023, la SIPC ha anticipato $3,1 miliardi permettendo di recuperare $141,8 miliardi di asset. Il numero di investitori tutelati ammonta a circa 773.000.

Quasi tutti i broker sono coperti dalla SIPC, proprio perché hanno delle garanzie in merito.

La SIPC può essere valida in determinate circostanze:

  • Crisi finanziarie;
  • Furto;
  • Trading non autorizzato.

La copertura SIPC di $500.000 permette di proteggere conti di proprietà, ma separati. Per fare un esempio, se si hanno tre conti di cui uno a nome proprio, uno condiviso e un terzo utilizzato come fondo pensionistico, vengono considerati tutti e tre idonei per essere protetti dalla SIPC.

Dove la SIPC non può intervenire

Ci sono delle dinamiche in cui la SIPC non può intervenire:

  • Operazioni tramite futures su materie prime, valute, fondi speculativi o contratti di investimento che non presentano una registrazione presso la SEC;
  • Qualsiasi conto che viene collegato a possibili situazioni vantaggiose, dopo che la società ha fallito.

Altri enti

La SIPC è solo una parte, anche se molto importante, della sicurezza che c’è dietro il mondo del trading online. Intervengono anche altre autorità, per questioni specifiche. Nel dettaglio:

  • La SEC si occupa di esaminare, annualmente, i bilanci degli intermediari. Nel caso di un broker quotato in borsa, i rapporti devono essere presentati più di una volta all’anno (generalmente ogni trimestre) e devono essere incorporate informazioni aggiuntive. Questi rapporti sono pubblici, tramite il database EDGAR;
  • Le regole citate in uno dei precedenti paragrafi (Regola sulla Protezione dei Clienti e Regola sul Capitale Netto) ma anche altre normative vengono ispezionate dalla FINRA. Inoltre si occupano di tenere sotto controllo i reclami degli investitori, il trasferimento dei conti dei clienti e la chiarezza normativa che un broker pubblica. Quest’autorità segnala eventuali problemi finanziari alla SEC, mentre per i casi di furto o frode si rivolge direttamente alla SIPC.

Arrivati a questo punto dell’articolo, vi starete chiedendo se i broker più famosi in circolazione mettono in chiaro le regolarizzazioni e i passaggi per un’eventuale bancarotta. Nei prossimi paragrafi vi riporterò la normativa dei quattro intermediari migliori in circolazione.

Cosa succede se fallisce eToro?

eToro
eToro

Il broker eToro non ha certo bisogno di presentazioni. Potete trovare svariati articoli, su di esso, nel nostro sito web. Questo intermediario è regolamentato dalle autorità più famose di tutto il mondo, perché ha sedi ovunque. Inoltre garantisce degli indennizzi adeguati in base al Paese in cui si è residenti e a quanto si è investito. Tutto il capitale di eToro viene assegnato a una società finanziaria designata (non viene specificato il nome esatto), la quale ha il compito di ridistribuire la liquidità tra i clienti.

Inoltre, nei casi in cui ci siano clienti con dei conti che includono un saldo molto alto, è prevista un’assicurazione privata con la copertura di perdite sino a 1 milione di Euro/GBP/AUD (tramite i Lloyd’s di Londra), partendo da un importo minimo di 20.000 Euro/GBP/AUD. Questa polizza copre ogni investimento su strumenti finanziari, esclusi quelli in criptovalute reali.

Le regolamentazioni di eToro sono effettuate da queste autorità:

  • eToro (Europe) Ltd, tramite la Cyprus Securities and Exchange Commission (CySEC).
  • eToro (UK) Ltd, tramite la Financial Conduct Authority (FCA).
  • eToro AUS Capital Limited, tramite l’Australian Securities & Investments Commission (ASIC).
  • eToro (Seychelles) Ltd, tramite la Seychelles Financial Services Authority.

Cosa succede se fallisce XTB?

xtb
xtb

XTB è un altro broker molto famoso, utilizzato da moltissimi clienti. Anche su di esso potete trovare diversi articoli su Tradingmania.it. In questo articolo ci concentreremo sulla sua normativa.

XTB mette a disposizione dei conti bancari segregati, attraverso i quali è possibile contenere tutti i fondi dei clienti. L’intermediario esegue una valutazione, annuale, sulla qualità di questi istituti bancari, decidendo se continuare il rapporto o troncarlo. Queste misure permettono ai fondi di godere di una sicurezza totale. Inoltre il broker, come previsto dalla legge, ha due conti separati (clienti e società).

XTB si affida al sistema di risarcimenti del Polish National Depository of Securities. In questo modo i clienti hanno diritto al risarcimento dei fondi, sino alla somma stabilita dalla norma della legge. Inoltre è previsto un rimborso equivalente al valore degli strumenti finanziari, se vengono persi per fallimento o casistiche simili.

Il broker è regolamentato in 11 Paesi differenti.

PaeseAutorità di controllo
Gran BretagnaFCA
PoloniaKNF
CiproCySEC
FranciaACP – Banque de France
GermaniaBaFin
SpagnaCNMV
Repubblica CecaBanca Nazionale della Repubblica Ceca
SlovacchiaBanca Nazionale della Repubblica Slovacca
PortogalloCMVM
TurchiaCMB
RomaniaASF
UruguayBanco Central de Uruguay

Cosa succede se fallisce Plus500?

Plus500
Plus500

Plus500 è un altro broker molto in voga fra gli investitori. Anche di esso potete trovare diversi articoli sul nostro sito web. Il broker mette in evidenza una serie di tutele che adotta in caso di possibile fallimento. Queste sono:

  • Tutti i fondi del cliente sono vengono segregati in un conto bancario esterno, rispettando così le norme sui fondi del cliente di Estonian Financial Supervision and Resolution Authority;
  • Per coprirsi, Plus500 utilizza esclusivamente i propri fondi;
  • I fondi dei clienti non vengono passati alle controparti della copertura e non vengono investiti;
  • Non vengono aperte posizioni speculative sul mercato;
  • Plus500 attualmente non ha alcun tipo di debito;
  • Plus500 è regolamentata dalla EFSA (4.1-1/18) ed è quotata in borsa;
  • Plus500 fa parte del Fondo di Compensazione Investitore per i clienti delle Società di investimento, regolamentate nella Repubblica di Cipro.

Queste premesse rendono l’idea di quanto l’investitore sia tutelato, con l’idea di un possibile fallimento praticamente impossibile.

Queste sono tutte le autorità che regolano Plus500:

  • Financial Conduct Authority (Regno Unito);
  • Estonian Financial Supervision and Resolution Authority (Estonia);
  • Cyprus Securities and Exchange Commission (Cipro);
  • Australian Securities and Investments Commission (Australia);
  • Financial Markets Authority (Nuova Zelanda);
  • Financial Sector Conduct Authority (Sud Africa);
  • Financial Services Authority (Seychelles);
  • Monetary Authority Of Singapore (Singapore);
  • Israel Securities Authority (Israele);
  • Estonian Financial Supervision and Resolution Authority (Estonia);
  • Dubai Financial Services Authority (Emirati Arabi Uniti).

Cosa succede se fallisce Fineco Bank?

Fineco bank
Fineco bank

Per concludere la lista parliamo di Fineco Bank. Rispetto a quelli appena citati, questo non è un broker ma un’istituzione bancaria. In caso di fallimento di una banca il procedimento è più o meno simile a quello descritto nell’articolo: viene effettuato un trasferimento completo a una nuova società.

Fineco Bank può vantare un coefficente CET1 (il metro di giudizio, che determina la stabilità di una banca) del 20,39%. La media riportata dalle banche italiane è del 13%. Inoltre una banca ha una solidità più alta rispetto a un broker, proprio per via della sua natura e del suo funzionamento. Fineco inoltre fa parte del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, il quale protegge i clienti con rimborsi sino a 100.000 euro.

Differenza fra una banca e un broker

Al giorno d’oggi è possibile investire sia tramite i broker che attraverso le istituzioni bancarie. A questo punto vi potreste chiedere quale conviene scegliere di più. Bisogna prendere diversi fattori in analisi.

Nel dettaglio:

  • Un broker garantisce un servizio a prezzi più alti, con servizi più efficienti e avanzati. Il livello di sicurezza negli anni si è alzato, con le autorità di competenza che seguono egregiamente il loro lavoro;
  • Un istituto bancario mette a disposizione dei servizi che il più delle volte non sono competitivi come quelli dei broker. Il livello di sicurezza e di stabilità però sarà sempre più alto.

In conclusione, se si dà più peso alla convenienza è meglio investire con un broker, mentre se si preferisce avere una sicurezza totale è meglio una banca. I quattro intermediari appena elencati hanno un insieme di queste caratteristiche. eToro, XTB e Plus500 presentano una solidità normativa molto più alta rispetto alla concorrenza e Fineco Bank è l’unico istituto bancario che ha fatto dei passi concreti verso gli investitori, proponendo offerte convenienti insieme a una sicurezza totale.

Noi di Tradingmania.it ve le consigliamo tutte e quattro, sperando di aver chiarito i vostri dubbi sulle conseguenze di eventuali fallimenti degli intermediari.

FAQ: Domande frequenti

Cos’è la SIPC?

La SIPC (Securities Investor Protection Corporation), un’assicurazione che le società possono richiedere presso il governo.

Che copertura dà la SIPC?

La SIPC copre sino a $500.000 per titoli e denaro o $250.000 solo per denaro.

La SIPC può coprire qualsiasi conto?

No, la SIPC non può coprire qualsiasi conto. Quelli dei clienti che possono trarre vantaggi dal fallimento dell’intermediario non sono assicurati.

Quali sono gli intermediari che garantiscono più sicurezza?

Gli intermediari che garantiscono più sicurezza sono eToro, XTB, Plus500 e Fineco Bank.

Conviene di più investire con un broker o con un’istituzione bancaria?

Se si dà più peso alla convenienza è meglio investire con un broker, mentre se si preferisce avere una sicurezza totale è meglio una banca.

eToro Disclaimer Fineco Disclaimer

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