A seguito dell’annuncio di venerdì fatto dal neo presidente Donald Trump in merito ai nuovi dazi, i future azionari statunitensi sono crollati, innescando, tra le altre cose, anche una massiccia liquidazione di criptovalute. Sembra, dunque, che i mercati si debbano preparare ad affrontare una settimana turbolenta, segnata dalla crescente preoccupazioni sui tassi di interesse più elevati prolungati.
Infatti, dopo che Trump ha annunciato l’aumento del 25% sui dazi dei prodotti messicani e canadesi e il 10% di imposte sulle importazioni cinesi, che dovrebbe entrare in vigore già da oggi, i future del Dow hanno registrato un calo dell’1,2%, mentre i future dell’S&P 500 e del Nasdaq sono scesi rispettivamente dell’1,9% e del 2,7%.
Anche nel settore delle criptovalute si evidenziano delle perdite, con Bitcoin ed Ethereum scesi rispettivamente del 5% e del 10%, mentre Dogecoin e XRP del 19%. Dal momento che il settore degli asset digitali opera h24 è stato il primo indicatore di un sentiment di mercato più ampio. Infatti, il crollo nei mercati dei future e delle criptovalute è un chiaro messaggio che i trader sono in attesa di un’importante turbolenza per la settimana.
Stando ai dati riportati da CoinGlass, l’annuncio del presidente ha innescato più di 2,1 miliardi di dollari in liquidazioni di criptovalute in sole 24 ore. Infatti, il Bitcoin è sceso a $ 96.300, registrando il suo prezzo più basso in tre settimane, mentre Ethereum è crollato all’incirca a $ 2.800, spazzando via tutti i guadagni che aveva realizzato dall’inizio del mese di novembre.
In merito alla faccenda, Nick Forster, fondatore del protocollo di derivati DeFi, Derive, ha dichiarato che il sentiment degli investitori nelle criptovalute potrebbe essere smorzato dalle recenti tariffe che, con molta probabilità, porteranno ad un aumento dell’inflazione. Forster ha continuando dicendo che all’interno del mercato è già possibile scorgere alcuni segnali di volatilità, dal momento che la volatilità implicita a 30 giorni di BTC è passata dal 4% al 54%. Inoltre, conclude affermando che, vista la probabilità che altri catalizzatori negativi possano verificarsi nel corso delle prossime settimane, c’è la possibilità che questa volatilità persisterà nel tempo.
Il modo in cui il mercato sta reagendo, segnala preoccupazione sulla possibilità che queste tariffe passano costringere la Federal Reserve a mantenere tassi più elevati per tutto il 2025. Questo perché il tipo di pressione inflazionistica dei costi di importazione e le interruzioni della catena di approvvigionamento fanno scendere di molto le probabilità di possibili nuovi tagli dei tassi per quest’anno.
Questa situazione fa pensare che, un lungo periodo di tempo fatto di alti tassi, possa avere delle ripercussioni sui prestiti nei principali mercati, portando ad un appetito di avversione al rischio, soprattutto in quello che è il settore delle criptovalute.
Nel suo discorso, Forster ha fatto anche riferimento a questa possibilità, dicendo che, viste le maggiori pressioni inflazionistiche, la Fed si trova nelle condizioni di poter mantenere, se non addirittura aumentare, i tassi di interesse, cosa che nel passato ha condotto a situazioni sfavorevoli per gli asset digitali. Forster teme che si possa anche andare incontro ad una contrazione dell’intero settore delle attività digitali nei prossimi trimestri.
Fonte: https://decrypt.co/
