Il rally dell’oro continuerà anche nel 2025

Dopo aver registrato uno dei maggiori balzi dell’anno, gli analisti di Wall Street sono sempre più convinti che il rally dell’oro non sia stato solo una breve parentesi fortunata, ma sostengono che avrà un seguito significati anche nel 2025.


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Giovedì, infatti, i future sull’oro (GC=F) hanno registrato una crescita superiore all’1% per poi stabilizzarsi oltre la soglia dei 2.670 $ l’oncia. Si tratta del livello più alto raggiunto da metà dicembre, mentre tra gli investitori vi è l’aspettative che con il nuovo anno si assisterà ad almeno un altro paio di tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, oltre che nuovi acquisti di lingotti da parte delle banche centrali straniere.

Nonostante la crescita dell’oro abbia avuto un arresto subito dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali di novembre, il metallo prezioso è riuscito comunque a chiudere l’anno registrando un guadagno di oltre il 27%, maggiore di quello dell’S&P 500 (^GSPC), che era superiore al 23%.

Stando ad alcune dichiarazioni degli analisti di JPMorgan su quelle che sono le aspettative per il 2025, sembrerebbe che la prospettiva rialzista pluriennale sia mantenuta per il terzo anno consecutivo. A detta loro, il metallo prezioso occupa ancora una posizione favorevole, che gli consentirà di proteggersi nonostante gli elevati livelli di incertezza rispetto a quello che sarà lo scenario macroeconomico in vista delle fasi iniziali dell’amministrazione Trump durante il nuovo anno. Infatti, secondo JPMorgan, l’oro ha tutto il potenziale per ambire ai 3.000 $ l’oncia nel 2025.

Dello stesso avviso sono anche gli analisti di Goldman Sachs, i quali sono convinti che i lingotti d’oro saranno in grado di raggiungere la soglia dei 3.000 $ entro la fine dell’anno, grazie anche ai numerosi acquisti da parte delle banche centrali di tutto il mondo.

Solo il mese scorso, in una nota pubblicata, gli esperti del settore hanno fatto riferimento a come, nel corso della storia, le banche centrali dei mercati emergenti [EM] abbiano sempre acquistato oro come copertura contro gli shock finanziari e geopolitici. Dunque, anche questa volta la situazione non dovrebbe essere diversa. Inoltre, stando ai risultati di diversi sondaggi, sembrerebbe che questa possibilità si abbastanza realistica.

Inoltre, nel caso in cui le banche centrali dovessero acquistare più oro di quanto ipotizzato dai dati emersi, è molto probabile che il suo prezzo supererà la previsione, raggiungendo i 3.050 $. Tuttavia, nel caso in cui la Federal Reserve, a differenza dello scorso anno, decidesse di tagliare i tassi di interesse solo una singola volta, i prezzi potrebbero fermarsi a 2.900 $.

In merito a questa faccenda, alcuni analisti del mercato hanno previsto che, se la Fed abbassasse i tassi almeno altre due volte, gli investitori al dettaglio potrebbero essere esclusi dai giochi, mentre tentano di conservare la propria ricchezza e a proteggere i loro portafogli. Si pensa, infatti, che nel caso in cui i tassi di interesse dovessero allentarsi di un pò o se ci fosse una ripresa più rapida dall’inflazione, è probabile che i flussi degli investitori al dettaglio negli USA potrebbero essere positivi, garantendo un supporto adeguato.

Fonte: https://www.aol.com

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