Durante la settimana, Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo allo scopo di sancire il predominio degli Stati Uniti all’interno del mercato degli asset digitali. Nonostante ciò, molti opinionisti ed esperti del settore, si stanno chiedendo se con questa ordinanza, il presidente degli Stati Uniti sarà in grado di mantenere tutte le promesse fatte durante la campagna elettorale.
Infatti, anche se l’industria delle criptovalute si è mostrata entusiasta in merito al nuovo ordine esecutivo della Casa Bianca, che sarà in grado di garantire protezioni legali per gli utenti di criptovalute grazie alla stesura di una serie di normative volte a fare chiarezza, c’è però chi ha percepito un possibile cambiamento di rotta rispetto alla promessa fatta da Trump sull’istituire una scorta strategica nazionale di Bitcoin.
Infatti, il gruppo di lavoro che avrà il compito di amministrare la faccenda, lavorerà anche alla potenziale creazione e manutenzione di una riserva nazionale di asset digitali. Tuttavia, il modo in cui è stata formulata la questione, lascia delle perplessità, non solo perché fa riferimento soltanto ad una potenziale riserva, ma anche perché non ci si riferisce chiaramente al Bitcoin, ma ad una riserva di asset digitali generica. Inoltre, l’ordine esecutivo fa anche riferimento alla possibilità che questa riserva provenga dalle attuali criptovalute confiscate dal governo, piuttosto che dalla volontà di negoziarne di nuove, come fa il governo per la Strategic Petroleum Reserve.
Stando ad alcuni commenti fatti da Alex Thorn, responsabile della ricerca di Galaxy Digital, sul suo profilo X, con il termine di uso gergale “Stockpile”, si fa riferimento alla possibilità di detenzione di qualcosa di cui si è già in possesso, senza prevedere necessariamente l’acquisto di nulla.
Tuttavia, c’è chi mostra preoccupazioni ancora maggiori. Infatti, Nic Carter, partner di Castle Island Ventures, ha riferito che per avere una reale riserva strategica di Bitcoin si avrà bisogno di una legislazione, che difficilmente verrà accettata dal governo. Infatti, secondo il mercato delle previsioni Polymarket, nonostante l’ordine esecutivo che tenta di dare chiarezza al settore delle criptovalute, le probabilità che quest’anno gli Stati Uniti potranno godere di una riserva strategica di bitcoin sono scese da un picco del 76% al 61%.
Nonostante tutto, l’ordine esecutivo presenta tante altre novità per cui l’industria delle criptovalute non può che ritenersi comunque soddisfatta. Peter Van Valkenburgh, il direttore esecutivo del Coin Center, ha scritto sul suo X che l’ordine esecutivo di Trump si riferisce principalmente all’impostazione dei processi e dei team giusti per migliorare la politica sulle criptovalute. Dal momento che, da diverso tempo, il settore ha criticato l’assenza di un sistema normativo chiaro, oltre che l’approccio antagonista da parte della Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti, con il nuovo ordine la questione sembrerebbe risolversi.
Infatti, subito dopo la firma dell’ordine esecutivo, la Securities and Exchange Commission ha cancellato una delle sue norme più controverse, chiamata Staff Accounting Bulletin No. 121 (SAB 121), la quale impediva alle banche tradizionali di custodire Bitcoin. In merito a ciò, Cynthia Lummis, repubblicana del Wyoming, ha scritto su X che la norma SAB 121 ha rappresentato un enorme ostacolo per il settore bancario, contrastando l’innovazione e l’avanzamento delle risorse digitali americane.
Fonte: https://www.investopedia.com
