L’inflazione in Giappone rallenta per la prima volta da aprile

Sembra che l’inflazione giapponese stia rallentando in questo ultimo periodo. Infatti, se si escludono i prodotti alimentari freschi, i prezzi al consumo hanno subito un aumento del 2,4% rispetto allo scorso anno.


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Il rallentamento degli aumenti dei prezzi è dovuto in gran parte dai sussidi governativi cosa che rende plausibile l’impatto limitato da parte della Banca del Giappone, a patto che non vi siano altri segnali di indebolimento del trend.

Secondo Shigeru Ishiba, Primo Ministro, il diminuire dell’inflazione potrebbe essere d’aiuto per la sua causa mentre si dirige verso le elezioni generali del 27 ottobre.

Yoshiki Shinke, economista senior executive presso il Dai-Ichi Life Research Institute, ha affermato che se ci sarà un aumento dei sussidi, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) si abbasserà, tuttavia questo non avrà un impatto sulla tendenza dei prezzi in sé.

In generale rispetto al 3,0% di agosto, l’inflazione complessiva è rallentata al 2,5%. Anche l’abbassamento dei costi dell’elettricità e del gas hanno portato l’indicatore verso il basso, mentre i sussidi del governo hanno generato una riduzione di 0,55 punti percentuali.

I prezzi dei servizi, che sono visti dalla BOJ come un indicatore chiave al fine di prendere in esame l’andamento dei prezzi, hanno visto un aumento dell’1,3% a confronto dello scorso anno. Dunque, la previsione è che la BOJ manterrà il tasso di riferimento allo 0,25% il 31 ottobre.

Dal momento che la BOJ è stata criticata per il suo recente aumento dei tassi di interesse, la comunicazione della banca centrale rimane al centro dell’attenzione. La banca ha, infatti, deciso di mantenere la propria decisione, riducendo ulteriormente l’allentamento monetario con ulteriori aumenti dei tassi, nel caso in cui l’inflazione dovesse svilupparsi in linea con le proprie previsioni.

A fine mese vedremo gli aggiornamenti delle prospettive della BOJ.

L’economista Taro Kimura ha recentemente comunicato che il rapporto CPI del mese di settembre del Giappone evidenzia uno slancio dei prezzi al consumo molto solido, grazie ai guadagni salariali e ad uno yen più debole.

Nel caso in cui i sussidi governativi per i servizi di pubblica utilità dovessero interrompersi, come previsto per il mese di ottobre, c’è la possibilità che l’inflazione subirà un’accelerata.

È anche probabile che la debolezza dello yen, seppur relativa, possa mantenere alta la pressione inflazionistica a causa  dei prezzi delle importazioni.

Tuttavia, c’è anche la possibilità che l’inflazione possa venir spinta al ribasso per via di un pacchetto di stimoli economici, finanziato da un budget extra più ampio rispetto allo scorso anno.

Secondo quanto affermato da Ishiba, il pacchetto avrà come scopo quello di ridurre i prezzi attraverso l’elargizione di denaro da destinare alle famiglie a basso reddito. Si tratterebbe di una strategia elettorale allo scopo di rafforzare il proprio sostegno pubblico in vista delle elezioni generali del mese di ottobre.

Rispetto agli obiettivi iniziali della BOJ, l’inflazione giapponese si è mantenuta stabile. Tuttavia, al momento il governo di Ishiba non ha dichiarato un’uscita dalla deflazione, chiedendo un giudizio cauto sul ritmo degli aumenti dei tassi di interesse della BOJ.

Fonte: https://www.japantimes.co.jp

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