Azioni asiatiche in crescita e contromisure per gli USA

Nonostante l’entrata in vigore delle tariffe statunitensi sulla Cina, le azioni asiatiche sono in crescita, accompagnate da misure di ritorsione agli Stati Uniti, tra cui tariffe su carbone e gas naturale liquefatto, oltre che un’indagine antitrust su Google.


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Nel frattempo, l’indice Hang Seng di Hong Kong è salito del 2,59%, assestandosi a 20.741,66, il benchmark giapponese Nikkei 225 è cresciuto dello 0,72% a 38.798,37, mentre il Kospi della Corea del Sud ha registrato un aumento dell’1,13% a 2.481,69. L’S&P/ASX 200 australiano, invece, è sceso dello 0,06%, a 8.374,00.

Nonostante la Casa Bianca avesse annunciato un potenziale incontro tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping, dando adito alla speranza del possibile raggiungimento di un accordo, così da evitare una guerra commerciale più ampia, la scorsa settimana Trump ha imposto tariffe del 10% sui beni cinesi.

Subito dopo l’entrata in vigore dei dazi, la Cina ha lanciato una serie di contromisure di ritorsione. Tra queste, vi è una tariffa del 15% sui prodotti a base di carbone e gas naturale liquefatto, oltre che una tariffa del 10% sul petrolio greggio, sui macchinari agricoli e sulle auto di grandi dimensioni importate dagli USA. Ma c’è di più. Sembra, infatti, che Pechino abbia deciso di avviare un’indagine antitrust su Google ed ha inserito due società americane in un elenco di entità inaffidabili. Si tratterebbe di PVH Group, che possiede Calvin Klein e Tommy Hilfiger, e Illumina, una società di biotecnologia con uffici in Cina. Le misure cinesi, adottate nei loro confronti, gli impediranno di impegnarsi in attività di importazione o esportazione in Cina e di effettuare nuovi investimenti nel paese.

La crescita delle azioni asiatiche è iniziata subito dopo la notizia che Canada e Messico stavano negoziando con gli Stati Uniti per ottenere una sospensione di un mese delle tariffe del 25%. Secondo gli analisti, infatti, il rinvio delle tariffe su quei paesi ha guidato le prime contrattazioni della giornata di martedì. In merito a questa vicenda, Yeap Jun Rong, stratega di mercato presso IG, ha rilasciato un commento nel quale dichiarava che il calo del dollaro USA e le speranze di riduzione delle tariffe, farà si che i mercati riescano a mantenere i propri guadagni, a meno che non si verifichino dei peggioramenti nei colloqui USA-Cina.

Secondo Yeap, il fatto che le tariffe siano state rinviate dona immediato sollievo per i sentimenti di rischio e mostra la volontà da parte del presidente Trump di negoziare.

Nel frattempo, l’S&P 500 è sceso dello 0,8%, mentre il Dow Jones Industrial Average ha registrato una perdita di 122 punti, mentre il Nasdaq Composite si è abbassato dell’1,2%. Nonostante ciò, le azioni statunitensi sono riuscite a ridurre le perdite, dopo che il Messico ha dichiarato di aver ottenuto una sospensione di un mese dalle tariffe imposte da Trump.

Per quanto riguarda il trading energetico, sappiamo che il greggio statunitense di riferimento si è abbassato a $ 1,25 a $ 71,91 al barile, mentre il greggio Brent, lo standard internazionale, ha perso 76 centesimi a $ 75,20 al barile.

Nel trading valutario, invece, il dollaro statunitense è passato da 154,75 a 155,19 yen giapponesi, mentre l’euro è costato $ 1,0316, in calo da $ 1,0345.

Fonte: https://apnews.com/

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