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Bitcoin: Cosa sono e come funzionano!

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Bitcoin

Cosa sono i Bitcoin

I Bitcoin sono una valuta elettronica, e una delle loro caratteristiche tipiche è che non c’è un organo centrale che li emette, ma utilizzano un database distribuito tra i nodi della rete che traccia le transazioni, processo noto come Blockchain, ovvero è un protocollo di comunicazione, che identifica una tecnologia basata sulla logica del database distribuito. Un database in cui i dati non sono memorizzati su un solo computer ma su più macchine collegate tra loro, chiamate nodi.

I Bitcoin, inoltre, utilizzano la crittografia per gestire gli aspetti funzionali quali, ad esempio, la creazione di nuova valuta.

I Bitcoin, quindi, sono una moneta che non ha un proprietario e che non esiste fisicamente, ma può essere usata per i pagamenti, proprio come se fosse una moneta fisica.

Il loro valore, poi, è stabilito sulla base di complessi calcoli, e il loro mercato è abbastanza ristretto, oltre al fatto che la crescita di questa moneta è controllabile e stabilita a priori, aspetto questo che la rende immune dalle fluttuazioni legate alle politiche monetarie, e che permette di stabilire un certo livello di inflazione.

La rete Bitcoin consente il possesso e il trasferimento anonimo delle monete, i dati necessari a utilizzare i propri Bitcoin possono essere salvati su uno o più personal computer sotto forma di portafoglio digitale, o mantenuti presso terze parti che svolgono funzioni simili ad una banca. In ogni caso, i Bitcoin possono essere trasferiti attraverso internet verso chiunque disponga di un indirizzo Bitcoin.

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La struttura Peer-To-Peer, vale a dire architettura in cui tutti i computer connessi svolgono la funzione sia di client, che di server, della rete Bitcoin, e la mancanza di un ente centrale, rende impossibile a qualunque autorità governativa o meno, il blocco dei trasferimenti, il sequestro di Bitcoin senza il possesso delle relative chiavi, o la svalutazione dovuta all’immissione di nuova moneta.

Bitcoin è una delle prime realizzazioni di un concetto definito come Criptovaluta, ovvero una valuta paritaria, decentralizzata digitale la cui implementazione si basa sui principi della crittografia per convalidare le transazioni e la generazione di moneta in sé, descritto per la prima volta nel 1998 da Wei Dai su una mailing list.

I Bitcoin sono, dunque, una valuta virtuale creata nel 2009 dall’informatico Satoshi Nakamoto.

La volontà era quella di creare una valuta indipendente da ogni autorità e che permettesse, dunque, di effettuare pagamenti elettronici su scala globale in modo veloce e anonimo, con la quale si possono comprare oggetti reali.

Questo tipo di valuta, dunque, esiste solo virtualmente e non ha una corrispondenza fisica. Questo aspetto ha creato diversi problemi in termini di fiducia, tanto che in alcuni paesi la valuta è stata vietata.

La modalità di scambio dei Bitcoin, infatti, prevede l’assenza di un’autorità di controllo e i trasferimenti vengono definiti come un cambio di proprietà della valuta.

Questa peculiarità impedisce di annullare una transazione e di riappropriarsi dei Bitcoin trasferiti, anche perché la transazione viene trasmessa ai nodi più vicini della rete, che poi propagano il pagamento attraverso la rete.

I nodi onesti, però, rifiutano le transazioni fraudolente o invalide, cosa che aumenta il livello di sicurezza degli scambi effettuati.
La caratteristica essenziale dei Bitcoin, poi, è che nessuno può controllarne il valore, proprio grazie al metodo di creazione della valuta che è decentrato.

La quantità di valuta in circolazione è definita a priori e tutti ne sono a conoscenza, e in questo modo l’inflazione, che è prevedibile, può essere utilizzata da un ente centrale per ridistribuire la ricchezza tra gli utenti.

Negli ultimi tempi, i Bitcoin hanno fatto registrare risultati molto positivi, tanto che alcuni economisti stanno iniziando a considerare i Bitcoin come la valuta del futuro.

Generare Bitcoin è abbastanza complesso. L’operazione si definisce Mining, vale a dire è il modo utilizzato dal sistema Bitcoin e dalle criptovalute in generale, per emettere moneta. Un tempo era libero, ora lo si può fare solo se si è in possesso di un hardware specializzato in estrazione di Bitcoin. Generalmente se si appartiene a un Pool, cioè a una rete specializzata nella creazione di Bitcoin, si deve fornire a questa alcune risorse di calcolo del nostro computer. Il procedimento richiede, infatti, un’altissima potenza di calcolo. In questo modo si vanno a decriptare gli algoritmi alla base dei Bitcoin. Ovviamente è anche possibile comprarli scambiandoli con l’euro, in Rete o in sportelli fisici.

A parere di molti i Bitcoin non hanno un futuro poiché non sono facilmente regolarizzabili, invece a parere di altri però questa è la moneta del futuro. Non a caso negli ultimi tempi il valore dei Bitcoin ha subito un rialzo.

La maggior parte degli scambi di Bitcoin avviene in Cina.

Il governo cinese, dopo aver messo dei limiti ai Bitcoin per evitare la speculazione, non ha più ostacolato questa moneta virtuale. La Brexit e l’incertezza sul futuro dell’Unione Europea sono scenari che potrebbero aumentare il potenziale valore dei Bitcoin. Russell Newton, ex responsabile di JP Morgan, ha previsto una rottura imminente del progetto euro, e per lui i Bitcoin andranno a colmare il vuoto lasciato dall’abbandono della moneta unica negli stati europei.

A marcare la crescita dei Bitcoin c’è il fatto che molti investitori stiano puntando tutto sulla moneta virtuale. Risulta più comoda, ed essendo digitale, è più facile da scambaire. I Bitcoin superano il valore dell’oro negli scambi, e l’ultima volta che la moneta virtuale ci riuscì, subì poi un crollo importante, ma gli esperti sono sicuri che il valore dei Bitcoin con il passare del tempo aumenterà ancora.

L’economia basata sui Bitcoin è ancora molto piccola, se paragonata ad economie stabilite da lungo tempo, e il software è ancora in uno stato di beta release, ovvero è una versione di un software non definitiva, ma già testata dagli esperti, che viene messa a disposizione ad un numero maggiore di utenti, confidando proprio nelle loro azioni imprevedibili che potrebbero portare alla luce nuovi bug o incompatibilità del software stesso.

Ciò non di meno, sono già commercializzati in Bitcoin merci e servizi reali, quali, ad esempio, automobili usate o contratti di sviluppo software.

I Bitcoin vengono accettati sia per servizi online, sia per beni tangibili. Ad oggi sono tanti gli enti, le organizzazioni e le associazioni che accettano donazioni in Bitcoin.

La gestione del Bitcoin, e quindi il suo valore e il suo cambio, sono affidati al libero mercato, e quindi alle forze della domanda e dell’offerta. Per quanto concerne la legalità, nessun governo nel mondo ha dichiarato illegale Bitcoin. Estrarre, conservare, fare forex, inviare, ricevere, scambiare Bitcoin per beni fisici o virtuali, è legale a prescindere dalla clandestinità dei mercati in cui la moneta è a volte coinvolta.

Come funzionano i Bitcoin

La creazione e lo scambio di questa moneta avviene secondo il protocollo Peer-To-Peer. Chiunque può coniarla, ma esiste un tetto massimo di Bitcoin remissibili, ovvero 21 milioni, e secondo diversi calcoli dovrebbe essere raggiunta nel 2140. L’uso di questa moneta garantisce l’anonimato, anche se ogni Bitcoin ha un intestatario, in modo da poter essere utilizzata una sola volta. La privacy è garantita dal fatto che è il possessore a decidere se rivelarsi o meno durante la transazione. Ogni moneta, oltre a ciò, può avere un indirizzo diverso, caratterizzato da 34 caratteri alfanumerici.

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I Bitcoin possono essere utilizzati anche da chi non ha ancora compreso per bene i dettagli tecnici. Una volta installato sul computer o sul cellulare, il portafoglio Bitcoin genererà il primo indirizzo Bitcoin, e se ne potranno creare degli altri ogni volta che se ne avrà bisogno. Uno degli indirizzi Bitcoin potrà essere rivelato dal momento che si necessiterà di essere pagati o viceversa. Il funzionamento è molto simile a quello delle e-mail, eccetto il fatto che un indirizzo Bitcoin dovrebbe essere utilizzato solo una volta.

La Blockchain è un registro pubblico e condiviso, sul quale si basa l’intera rete Bitcoin. Tutte le transazioni confermate sono incluse nella Blockchain. In questo modo, i portafogli Bitcoin possono calcolare il loro bilancio spendibile, e nuove transazioni possono essere verificate, per poter spendere Bitcoin che sono effettivamente nelle mani di chi li spende.

L’integrità e l’ordine cronologico della Blockchain sono protetti attraverso crittografia.

Una transazione è un trasferimento di valori tra portafogli Bitcoin, che viene incluso nel Blockchain. Tutte le transazioni avvengono tra utenti, e in genere iniziano ad essere confermate dalla rete nei 10 minuti successivi, attraverso un processo chiamato estrazione dei dati.

Il Mining è un sistema di consenso distribuito, utilizzato per confermare le transazioni in attesa, includendole nella Blockchain. Per essere confermate, le transazioni devono essere legate in un blocco che rispetti regole crittografiche molto rigide, che verranno verificate dalla rete. Queste regole impediscono che qualunque blocco precedente venga modificato, perché ciò invaliderebbe tutti i blocchi successivi.

Il Mining impedisce a chiunque di aggiungere facilmente nuovi blocchi consecutivamente nella Blockchain, ed in questo modo nessuno può controllare cosa è incluso nella Blockchain, o sostituire parti della Blockchain in modo da ritornare in possesso di quanto speso.

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Il client ufficiale, Bitcoin Core, è un software libero che deriva direttamente dal codice scritto da Satoshi Nakamoto, per implementare il protocollo di comunicazione e la rete Peer-To-Peer che ne risulta.

Bitcoin si basa sul trasferimento di valuta tra conti pubblici, utilizzando crittografia a chiave pubblica. Tutte le transazioni sono pubbliche e memorizzate in un database distribuito che viene utilizzato per confermarle e impedire la possibilità di spendere due volte la stessa moneta.

Ogni utente che partecipa alla rete Bitcoin possiede un portafoglio che contiene un numero arbitrario di coppie di chiavi crittografiche. Le chiavi pubbliche, o indirizzi Bitcoin, fungono da punti d’invio o ricezione per tutti i pagamenti. Il possesso di Bitcoin implica che un utente può spendere solo i Bitcoin associati con uno specifico indirizzo. La corrispondente chiave privata serve ad apporre una firma digitale a ogni transazione, facendo in modo che sia autorizzato al pagamento solo l’utente proprietario di quella moneta. La rete verifica la firma utilizzando la chiave pubblica. La chiave privata nel caso venisse persa, la rete Bitcoin non potrà riconoscere in alcun altro modo la proprietà del denaro, e la relativa somma di denaro sarà inutilizzabile da chiunque e quindi, da considerarsi persa in modo irrimediabile.

Gli indirizzi non contengono informazioni riguardo ai loro proprietari, e in genere sono anonimi. Gli utenti possono avere un numero arbitrario di indirizzi Bitcoin, e infatti è possibile generarne a piacimento senza nessun limite, e non richiede nessun contatto con altri nodi della rete.

Creare una nuova coppia di chiavi per ogni transazione aiuta a mantenere l’anonimato.

I nodi non hanno l’obbligo di includere le transazioni nei blocchi che generano, e chi invia Bitcoin potrà volontariamente pagare una tassa di trasferimento. Facendo questo, la velocità di trasferimento aumenterà, e offrirà un incentivo agli utenti per tenere attivi i nodi, specialmente quando la difficoltà per generare Bitcoin aumenterà o se la quantità di premio per blocco decrescerà nel tempo. I nodi collezionano le tasse di transazione associate a tutte le transazioni presenti nel loro blocco dedicato.

In Italia sono funzionanti alcuni punti ATM, ovvero Automated Teller Machine, nei quali è possibile prelevare contanti o versare contanti nel proprio conto Bitcoin, i quali verranno convertiti secondo il tasso di cambio vigente in quel momento. Per utilizzare un ATM Bitcoin, sarà necessario prima installare il portafoglio elettronico nel proprio smartphone e generare il proprio indirizzo Bitcoin, vale a dire il numero del proprio conto corrente virtuale, analogo al codice IBAN, e il relativo QR Code, da far riconoscere alla macchina per il successivo accreditamento o prelievo di valuta Bitcoin.

I Bancomat ATM del circuito di Bitcoin sono separati e non integrati con Visa, Mastercard, o altri circuiti di pagamento utilizzati dagli istituti bancari.

Con il Bitcoin-Central, l’utente ha un proprio codice IBAN, che permette un’identificazione univoca internazionale del conto corrente, anche fuori dal circuito di pagamento Bitcoin.

La conversione del Bitcoin in euro e nelle altre valute, consente di effettuare bonifici bancari internazionali verso qualsiasi altro circuito di pagamento.

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