Per il momento, il titolo Intel, quotato al Nasdaq di New York, è a dir poco vacillante. Il produttore americano di microchip sta vivendo il periodo più travagliato della sua storia, a causa dell’avvento dell’intelligenza artificiale, della concorrenza nel campo dei computer e della perdita di leadership tecnologica.
Il CEO, Pat Gelsinger, nominato nel 2021, non è ancora riuscito a raddrizzare la performance di Intel in Borsa: le sue azioni sono in caduta libera (-70%) e anche il fatturato è sceso di 79 miliardi a 52 miliardi tra il 2021 e il 2023, con un utile netto che si è praticamente dissolto da 0,09 miliardi a 0,0 miliardi. I 124.800 dipendenti sono a rischio. Ma cosa riserva il futuro? È una buona opportunità di acquisto?
Caratteristiche del titolo Intel
| Codice alfanumerico: | 1INTC |
| Codice Isin: | US4581401001 |
| Mercato: | NASDAQ (Azioni amaricane) |
| Lotto minimo: | 1,00 |
| Performance 6 mesi: | -29,57% |
| Capitalizzazione: | 96,18 Mrd USD |
| Intervallo annuale: | 16,87 € – 46,30 € |
| Volume Medio: | 33.113,00 |
| Migliori piattaforme: |
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La presente comunicazione è destinata esclusivamente a scopi informativi e didattici non devono essere considerati consigli di investimento o raccomandazioni di investimento. Le performance passate non è indicativa dei risultati futuri.

Azioni Intel: come e dove comprarle
Se si è deciso di investire sul titolo Intel, la scelta si riduce a una doppia opzione: Azioni reali o CFD?
I CFD consentono la speculazione sui movimenti dei prezzi senza possedere l’asset, mentre le azioni rappresentano la proprietà di una società.
Acquistare azioni Intel vuol dire entrare in possesso di una parte dell’azienda, dunque trarre profitto dall’aumento dei prezzi, ricevendo i dividendi. Il trading di azioni, tuttavia, è soggetto a requisiti patrimoniali più elevati, anche se alcuni broker come eToro e xtb permettono di comprare azioni reali con poche centinaia di euro. Comprando un CFD (contratto per differenza), l’investitore, in realtà specula sui movimenti dei prezzi e può utilizzare la leva finanziaria. In questo caso, i requisiti patrimoniali sono inferiori, i rischi sono più elevati.
Pro e contro
Le azioni consentono la proprietà e la partecipazione ai dividendi con un rischio inferiore, i CFD offrono flessibilità e costi inferiori ma un rischio più elevato.
Andamento del titolo Intel in tempo reale
Strategie di investimento
I CFD sono uno strumento che viene in genere utilizzato nell’ambito di strategie a breve termine, perché consente di realizzare guadagni immediati. Il possesso di azioni, invece, a lungo termine si rivela una strategia vincente e redditizia, grazie anche alla distribuzione dei dividendi.
Commissioni, opzioni di leva finanziaria, piattaforma di trading e assistenza clienti sono i 4 criteri che guidano la scelta dell’agente di Borsa. L’offerta internazionale è molto ampia, ma sono due i broker che si sono affermati come leader di mercato:
- eToro. Fondato nel 2007, è il broker considerato tra i più economici del pianeta, oltre che il preferito dai principianti. Oltre a offrire la possibilità di scambiare asset a zero commissioni, eToro è diventato un punto di riferimento per il copy trading, che consente ai trader inesperti di replicare le strategie degli investitori più affermati.
- XTB. Il broker esiste dal 2002 ed è il preferito dei trader esperti grazie all’interfaccia grafica, al doppio conto titoli e alla politica tariffaria fortemente aggressiva che lo rende molto concorrenziale a livello globale. Negli ultimi anni, la piattaforma ha tuttavia strizzato l’occhio anche ai principianti, aumentando così significativamente la sua base di clienti.
E’ molto importante aggiungere che entrambe le piattaforme permettono di comprare il titolo Intel reale o una frazione del titolo, ricevendo così i dividendi, ma non facendo parte del Cda della società.
Se il possesso di azioni è considerato dagli analisti molto rischioso, nel breve e medio periodo, il titolo Intel costituisce una buona opportunità per i trader interessati ai prodotti derivati. Il titolo, infatti, ha fatto registrare un’altissima volatilità negli ultimi mesi e ben si presta a speculazioni, soprattutto verso il basso. Ecco perché i CFD e i Turbo (put e call) sono prodotti finanziari ideali per questo titolo: consentono di realizzare guadagni immediati o quasi, utilizzando l’effetto leva che permette di investire fino a 50 volte il capitale realmente posseduto. Tali strumenti finanziari, però, sono altamente rischiosi perché moltiplicano anche le eventuali perdite. Possono, dunque, essere consigliati solo a investitori esperti che hanno un’alta tolleranza del rischio e un capitale disponibile considerevole. Va detto, inoltre, che i prodotti derivati, poiché non prevedono il possesso del sottostante, non danno nemmeno accesso alla distribuzione dei dividendi (poco male, in questo caso, perché Intel l’ha interrotta nel 2024).
Una via di mezzo è costituita dagli ETF, fondi quotati in Borsa che copiano la performance degli indici, in questo caso l’S&P500. Consentono di investire un capitale nettamente inferiore esponendolo meno al rischio delle performance di un solo titolo. Gli ETF che realizzano in un solo colpo l’obiettivo di diversificare il portafoglio e risparmiare in commissioni, possono essere considerati uno strumento finanziario ideale per strategie a medio termine. Come nel caso dei CFD, anche gli ETF non danno accesso ai dividendi.
Azioni Intel: le previsioni delle piattaforme più famose
Acquistare e conservare: sembra questa l’indicazione che va per la maggiore sul titolo Intel. Ma cosa pensano gli esperti delle piattaforme più famose?
- Previsione degli analisti di eToro: Attendere (Target Price 24,74 $)
- Previsione degli analisti di Fineco bank: Acquistare (Target Price 38,32 $)
- Previsione degli analisti di XTB: Acquistare (Target Price 32,56 $)
Previsioni di eToro sul titolo Intel
I 24 analisti di eToro che coprono il titolo Intel danno un’indicazione unanime agli investitori: attendere. Nel breve periodo, gli esperti si aspettano un target price di 24,74 USD, dunque di poco superiore rispetto a quello registrato il 12 novembre. La ripresa, se ci sarà, potrebbe dunque tardare ad arrivare. Non si escludono, invece, nuovi ribassi.

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Previsioni di Fineco bank sul titolo Intel
Acquistare è l’indicazione di Fineco bank, la divisione dedicata agli investitori di Fineco Bank. Il titolo Intel, secondo il pare di 42 analisti il titolo promette molto bene. Pertanto, il consiglio è di acquistare. Il target price è fissato a 38,32 dollari, nei prossimi 6 mesi con un guadagno potenziale del 58,6%. (Fonte: it.finecobank.com)

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Previsioni di XTB sul titolo Intel
Decisamente più ottimisti rispetto ai colleghi di eToro, gli analisti di XTB si aspettano una buona performance del titolo Intel già a gennaio 2025: il titolo, secondo gli esperti, potrebbe oscillare tra 29,49 e 32,56 USD, con una media di 29,99 USD. Il primo mese del nuovo anno dovrebbe chiudere intorno a 30,15 USD per azione.
I CFD sono strumenti complessi e comportano un elevato rischio di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 71% dei conti degli investitori al dettaglio perde denaro quando fa trading di CFD con questo fornitore. Dovresti valutare se comprendi come funzionano i CFD e se puoi permetterti di correre l’elevato rischio di perdere denaro.
Previsioni di Pepperstone sul titolo Intel
Il broker Pepperstone specializzato nel trading di CFD e derivati suggerisce di scommettere al rialzo sul titolo Intel, che nel prossimo anno (2025) potrebbe sorprendere il mercato e oscillare tra 40 e 43 USD per azione. Gli analisti, tuttavia, raccomandano di usare con cautela l’effetto leva, che potrebbe rivelarsi rovinoso nel caso in cui il titolo fuorviasse rispetto alle previsioni degli esperti.
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Dovresti considerare se tu puoi permetterti di correre il rischio di investire
Come previsto, il sentiment degli analisti nei confronti delle azioni Intel – che era già abbastanza tiepido – si è ulteriormente inasprito dopo i disastrosi guadagni del terzo trimestre. Poco più dell’11% degli esperti, infatti, consiglia di acquistare, contro il 18% di appena un mese fa.
Le azioni Intel vanno mantenute secondo i 35 analisti che coprono il titolo, mentre il prezzo medio obiettivo di 29,51 USD per azione, quasi il 38% in più rispetto ai prezzi di chiusura del 12 novembre 2024.
Intel è un buon acquisto a lungo termine?
Intel sta lavorando a una strategia su due fronti e aspira ad essere una combinazione di Nvidia e Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. A tal fine, la società sta lavorando sui propri chip avanzati – tra cui i chip AI.
Il business della fonderia è stato un grosso problema per i suoi guadagni, perché ha causato perdite per 7 miliardi USD, l’anno scorso. Intel ha fissato alcuni obiettivi ambiziosi per se stessa in quanto sembra diventare la seconda più grande fonderia a livello globale entro il 2030 e si aspetta che il business pubblichi margini operativi del 30%.
Dalla sua Intel ha la produzione di chip onshoring, visto che gli Stati Uniti hanno approvato il CHIPS Act nel 2022 per stimolare la produzione di chip nazionali. Intel è, infatti, il più grande beneficiario della legge e si accaparrerà miliardi di dollari di finanziamenti.
Intel dovrebbe recuperare nel 2025
Nonostante tutto, Intel deve affrontare una fortissima concorrenza su tutte le linee di business. Mentre i suoi clienti del data center si stanno orientando verso i chip di intelligenza artificiale, Advanced Micro Devices sta dando una dura lotta nel segmento PC.
Il multiplo prezzo-vendita di Intel è sceso al livello più basso di sempre a ottobre 2024, il che riflette il pessimismo nei confronti dell’azienda. Gli analisti sostengono, però, che non possa peggiorare oltre. Nel prossimo anno, dunque, dovrebbe cominciare una lenta ma inesorabile risalita.
Per ora, Intel è considerato un cattivo investimento nel medio periodo (1 anno). Nelle prossime settimane, infatti, potrebbe ancora subire qualche scossone prima di cominciare la rimonta.
Azioni Intel: performance 2024 e previsioni 2025
Con una perdita di YTD del 49,22 dall’inizio dell’anno, Intel è uno dei titoli peggiori dell’S&P 500, superato nel 2024 solo da Walgreens. Quest’anno è stato particolarmente doloroso per gli investitori, mentre la performance a lungo termine del titolo lascia ben sperare. Lo stock è in rosso negli ultimi 3, 5 anni e 10 anni e ha visto sporadicamente il verde negli ultimi due decenni.

Intel è una di quelle società che non ha beneficiato (ancora) della rinascita borsistica che ha interessato gli altri titoli americani, una volta lasciata indietro la pandemia del Covid-19. In particolare, il titolo ha raggiunto il massimo storico di 73,94 USD per azione a settembre 2000, mentre oggi (12 novembre 2024 viene scambiato a 24,19 USD, ovvero poco più di un quarto di tale livello di prezzo.
Azioni Intel: dati finanziari 2024
Gli utili del terzo trimestre di Intel sono stati un disastro e il titolo è sceso di circa 16 miliardi USD, il 30% dopo aver mancato le stime top line e di fondo. Intel si è ripreso dai minimi 2024 (18,99 USD l’8 agosto), ma non è stato in grado di riconquistare la fiducia degli investitori. L’azienda che una volta dominava l’industria dei chip statunitensi potrà riprendersi da questi bassi e riconquistare il i suoi sostenitori?
Intel dopo le elezioni USA
Le elezioni USA, con la vittoria di Donald Trump poco hanno influito sulla performance di Borsa di Intel, che nella settimana tra il 6 e il 12 novembre ha perso appena l’1,77% in linea con il trend consolidato da inizio anno. La ricaduta positiva attesa sul comparto dei titoli tecnologici si vedrà dunque nei prossimi mesi e rafforza la convinzione che il titolo costituisca un buon investimento, per il lungo periodo.
Intel si limita a ridurre i costi e il Capex nel prossimo anno
Durante la call sui dati del terzo trimestre 2024, Intel ha annunciato una raffica di misure per ridurre i costi e rafforzare il proprio bilancio. La società ha tagliato il suo capex 2024 del 20% e ora si aspetta che l’esborso raggiunga tra 25 e 27 miliardi di dollari. La direzione sta cercando di tagliare ulteriormente il capex, tra 20 e 23 miliardi di dollari, nel 2025.
Anche le spese operative ai ferri corti, con la società che ha puntato alla metrica a $ 17,5 miliardi nel 2025, il 20% al di sotto delle sue previsioni precedenti. Intel ha poi annunciato un taglio del 15% alla sua forza lavoro, che intende completare entro la fine del 2025.
Nel complesso, la società sta puntando a 10 miliardi USD di risparmi diretti, spread tra costo di vendita, spese operative e capex.
Intel, inoltre, ha sospeso il suo dividendo per risparmiare denaro contante.
Azioni Intel: previsioni 2025
Mentre gli utili del terzo trimestre di Intel sono stati un washout e il titolo ha visto il suo peggior giorno in cinque decenni, il management ha cercato di dipingere un quadro positivo del 2025 e oltre. La società crede fortemente nel rialzo della categoria PC e intelligenza artificiale (AI) e ha affermato che è sulla buona strada per fornire oltre 40 milioni di PC AI entro la fine di quest’anno. La società prevede che le vendite saliranno a oltre 100 milioni entro la fine del 2025.
Intel: la storia del leader mondiale dei microprocessori
Intel è una start-up creata nel 1968 e diventata leader mondiale nel settore dei microprocessori. I fondatori rispondono ai nomi di Gordon Moore, Bob Noyce e Andy Grove, quest’ultimo scomparso il 22 marzo 2016. Il più famoso tra loro è Gordon Moore. Fu lui a inventare la famosa legge che porta il suo nome: “Il potere dei microprocessori raddoppia ogni due anni“. Una massima che ora è un classico.
Il primo microprocessore di Intel fu creato da Ted Hoff, ingegnere, nel 1969, a seguito di un ordine del gruppo giapponese Busicom, produttore di calcolatori. Il primo prodotto Intel è stato di 1.300 transistor. Le sue 60.000 operazioni al secondo sono paragonabili ai 100 milioni del Pentium, lanciato nel 1993.
Un giorno, nel 1968, Mountain View
L’avventura di Intel inizia sul prato dell’accogliente casa di Bob Noyce a Moutain View. Un giorno di primavera, nel 1968, lui e Gordon Moore si scambiano opinioni sul futuro di Fairchild, la società per la quale entrambi lavorano e che hanno contribuito a fondare dieci anni prima.
Insieme a Andy Grove, i fondatori di Intel adottano una strategia piuttosto rischiosa per quei tempi: attaccare il mercato della memoria magnetica con la tecnologia dei semiconduttori. Il problema è che costa cento volte di più. Moore e Noyce stimano di aver bisogno di un fatturato di almeno 25 milioni di dollari in un periodo di cinque anni. Otterranno più del doppio.
Gordon Moore e Bob Noyce presentano gli statuti della loro startup il 18 luglio 1968. Hanno scelto un nome insolito: NM Electronics, raggruppando le iniziali dei loro due nomi. Il nome definitivo sarà Integrated Electronics, contratto nella forma Int-El.
Nel 1973, Intel si avventura nella diversificazione della crescita. Il suo obiettivo: Microma, che commercializza prodotti di visualizzazione a cristalli liquidi. Sfortunatamente, Texas Instruments e il suo potere di marketing mainstream hanno la meglio.
L’ascesa
Il decollo avviene nel 1974, con il primo microprocessore. I microprocessori a 16 bit, in particolare l’886, dieci volte più potente dell’8080, verranno lanciati nel giugno 1978 e domineranno a lungo sul mercato internazionale.
Nel 1978, Intel vende le azioni e ai dipendenti. I fondatori fanno, inoltre, un accordo con il cliente Busicom al quale avevano ceduto i diritti sul processore 4004: propongono uno sconto sul prezzo in cambio della restituzione dei diritti e Busicom, che naviga in difficoltà finanziarie, accetta. Insieme al 4004, Intel aveva sviluppato anche l’8008, ritenuto troppo lento e per questo ritirato dal mercato. Il consiglio di amministrazione decide di rilanciarlo e così Intel iniziò la lunga carriera dell’80xx, fino al Pentium III.
Per raddrizzare il timone, la gestione di Intel lancia Operation Crush, una vera e propria task force. Obiettivo: dimostrare che la società non è solo un produttore di componenti, ma un vero fornitore di soluzioni. L’immagine non è facile da rimodellare, ma alla fine Intel riesce ad accaparrarsi 2.500 nuovi contratti di progettazione.
Nel 1984, l’8086 di Intel vende nove volte di più del 68000 di Motorola. IBM compra una partecipazione del 12% nel capitale di Intel (conservata fino al 1987.
Il 1986 è un anno miserabile per Intel. I clienti rallentano i loro ordini, il fatturato crolla del 16%, i profitti si assottigliano a meno di due milioni di dollari. Intel deve ristrutturare: chiude 7 fabbriche, e taglia 3.000 posti di lavoro.
Il 20 settembre dello stesso anno, però, la società lancia il processore 386 a 32 bit, che circa 30 costruttori avrebbero acquistato sul posto. Purtroppo, l’ondata di notorietà è passeggera.
Micro-boom
Negli anni ’90, il micro boom trasforma Intel in una macchina da soldi: il fatturato supererà i dieci miliardi nel 1994 (11,5 miliardi).
Tanti miliardi in tasca e uno stretto controllo del mercato globale dei PC: questi due ingredienti connotano un monopolio concreto. La campagna “Intel inside” lanciata nel luglio 1991 fa finire la compagnia nel mirino della Federal Trade Commission (FTC), che sospetta di pratiche commerciali sleali. L’inchiesta, però, non ha seguito e il 2000 si apre per Intel con oltre 30 miliardi di dollari di fatturato.
La discesa
Dal 2007, comincia una lenta discesa. È in questo anno, infatti, che sfuma la collaborazione con Apple per l’iPhone. Nonostante i molteplici tentativi e miliardi di dollari investiti, soprattutto sui chip di Atom, Intel non è mai riuscita a risollevarsi. Ad agosto 2024, la società ha annunciato l’imminente perdita di 15.000 posti di lavoro, un piano di risparmio di 10 miliardi di euro e una trasformazione interna con una rivoluzione culturale. È la trasformazione più importante di Intel in oltre 40 anni.
L’interesse di Quacomm
È il 22 settembre 2024, quando il Wall Street Journal lancia la bomba: Quacomm vuole acquistare Intel, il suo concorrente vacillante. Se la transazione si materializzasse, sarebbe la più grande acquisizione mai effettuata nella tecnologia negli Stati Uniti, prima dell’acquisizione di Activision da parte di Microsoft nell’ottobre 2023 per poco più di 75 miliardi di dollari. Nonostante un calo del suo valore di oltre il 56% dall’inizio dell’anno, Intel vale ancora oltre 93,4 miliardi di dollari. La stella dei microchip, dunque, è in calo e alla portata di Qualcomm, la cui capitalizzazione supera i 188 miliardi di dollari.
Se anche riuscisse a convincere Intel, Quacomm dovrà ancora passare il controllo delle autorità garanti della concorrenza, che saranno necessariamente in allerta di fronte a un riavvicinamento di questa portata.
In Borsa, nel frattempo, dopo aver a lungo dominato il mercato globale dei chip, Intel continua a precipitare: negli ultimi anni, l’azienda ha moltiplicato passi falsi e errori strategici, tra cui la conversione all’intelligenza artificiale.
Intel: Cda e azionisti
Dal 2023, il presidente di Intel Corp. è Frank Yeary, mentre la carica di amministratore delegato è ricoperta da Patrick P. Gelsinger sin dal 2021.
I maggiori azionisti del colosso dell’informatica sono:
- Vanguard Fiduciary Trust Co. (9,202%)
- BlackRock Advisors LLC (6,126%)
- State Street Corp. (4.103%)
- BlackRock Life Ltd. (2,143%)
- Geode Capital Management LLC (2,068%)
Le attività
Sebbene la produzione di microchip costituisca il core business di Intel (93,2% del fatturato), la società è presente sul mercato anche con prodotti ausiliari per la guida e navigatori automatici (3,8%) e la fabbricazione di wafer (1,8%).
Le vendite di Intel sono concentrate principalmente tra gli Stati Uniti e la Cina (rispettivamente 24% e 27%), seguiti da Taiwan e Singapore.
Intel: performance e previsioni
Negli ultimi 5 anni, la performance di Intel a Wall Street (la società è quotata al Nasdaq dal 1970) è in ribasso. Il titolo ha perso il 59,48%, di cui il 35,84% solo nell’ultimo anno, passando da 35,69 USD a 22,90 USD (dati aggiornati al 29 ottobre 2024).

Dal 2023, la società ha annunciato che il consiglio di amministrazione ha azzerato la sua politica di dividendi, riducendo il dividendo trimestrale a 0,125 euro per azione (o 0,50 euro all’anno). La decisione è guidata dalla volontà di Intel di migliorare la sua flessibilità finanziaria per sostenere gli investimenti critici necessari ad attuare la sua trasformazione durante un periodo di incertezza macroeconomica. Dal suo lancio nel 1992, il dividendo di Intel ha generato oltre 80 miliardi di dollari di entrate per gli azionisti.
Sempre nel 2023, Intel ha messo in campo una serie di misure finanziarie, al fine di raggiungere l’obiettivo di 10 miliardi di dollari di tagli entro la fine del 2025.
Dopo la dismissione di 7 attività non core nel 2021, il consiglio di amministrazione ha deciso di ridurre temporaneamente la sua remunerazione e di sospendere i programmi di compensazione e bonus per dipendenti e manager.
Il 26 ottobre Intel ha presentato i dati relativi al terzo trimestre 2024: il fatturato è in calo dell’8% su base annua e si attesta a 13,02 miliardi di dollari.
Previsioni del titolo Intel
Sebbene la tendenza sia fortemente ribassista, nel breve periodo, gli analisti guardano al titolo Intel con molto interesse. A parte l’acquisizione da parte di Quacomm, che contribuirebbe senza dubbio a rilanciare il titolo in Borsa, i fattori da considerare sono tanti:
- Il finanziamento del governo: Intel e il governo degli Stati Uniti stanno lavorando per finalizzare 8,5 miliardi di dollari di finanziamenti per il produttore di chip entro la fine dell’anno, stando alle indiscrezioni del Financial Times. Le trattative sono in fase avanzata, ma non vi è alcuna garanzia che saranno finalizzate prima della fine del 2024. Per di più, qualsiasi acquisto di tutte o parte delle attività di Intel potrebbe interrompere i colloqui.
- i progetti in Europa: Intel ha avviato la costruzione di fabbriche in Germania e Polonia, investendo 33 miliardi di euro, di cui 17 per un sito di produzione a Magdeburgo, in Germania. Nel 2025, continueranno i suoi progetti in Arizona, Oregon, New Mexico e Ohio e si amplierà la sua collaborazione strategica con Amazon Web Services (AWS) per la progettazione di chip personalizzati come parte di un contratto pluriennale multimiliardario.
Nei prossimi anni, quindi, la società di Silicon Valley potrebbe ribaltare il suo destino in Borsa, pertanto costituisce un’opportunità di investimento a lungo termine.
A breve termine, invece, le sorti commerciali della compagnia sembrano fortemente condizionate, tra gli altri, anche dalle elezioni americane. Se a vincerle fosse, infatti, Trump, il titolo potrebbe subire gravi ripercussioni in seguito all’inasprimento dei dazi doganali sugli scambi con la Cina, ancora oggi il principale cliente del gruppo insieme agli Stati Uniti.
Un’ultima variabile è quella legata alla concorrenza, quindi principalmente ad AMD e agli sviluppi nel mercato della tecnologia e dei semiconduttori. Di contro, Intel ha esplorato nuove aree come l’intelligenza artificiale e Internet of things.
FAQ: Domande frequenti
Intel creata nel 1968 è diventata nel tempo il leader mondiale nel settore dei microprocessori.
Negli ultimi 5 anni, la performance di Intel a Wall Street (la società è quotata al Nasdaq dal 1970) è in ribasso. Il titolo ha perso il 59,48%, di cui il 35,84% solo nell’ultimo anno.
Nei prossimi anni, la società di Silicon Valley potrebbe ribaltare il suo destino in Borsa, pertanto potrebbe costituire un’opportunità di investimento a lungo termine.
La performance di Intel al Nasdaq è fortemente negativa non solo nel 2024, ma anche nei 3, 5 e 10 anni precedenti. Il produttore di chip non ha ancora iniziato una decisiva risalita.
Visti i dati di bilancio decisamente pessimi, gli analisti sono cauti. Tuttavia la nuova scommessa sull’intelligenza artificiale costituisce una buona opportunità di crescita.
Intel potrebbe essere un cattivo investimento a un anno: l’indicazione della maggior parte degli analisti è di conservare il titolo e attendere che la performance migliori.
Intel potrebbe continuare ancora la discesa nel breve periodo per poi risalire già nei primi mesi del 2025.
È possibile acquistare direttamente azioni Intel, scommettere sulle fluttuazioni dei prezzi al rialzo o al ribasso con i CFD e i Turbo oppure tutelare il patrimonio acquistando ETF, fondi quotati che consentono di diversificare l’investimento riducendo il rischio e le spese.
Le azioni Intel, al pari degli altri strumenti finanziari possono essere acquistate attraverso l’apertura di un conto titoli presso un broker online.
L’offerta è molto ampia. Tuttavia le migliori piattaforme a livello internazionale sono Fineco Bank, la preferita dagli italiani perché supportata da banca Fineco, XTB, leader mondiale, eToro, noto per la politica delle Zero commissioni sulla maggior parte dei prodotti e per il copy trading, e Pepperstone, specializzato nel trading di CFD e prodotti derivati.


