Sono passati solo pochi giorni da quando David Sacks, considerato lo zar delle criptovalute della Casa Bianca, ha sostenuto la sua prima conferenza stampa allo scopo di stabilire quelle che saranno le nuove politiche sulle criptovalute, promosse dall’amministrazione Trump.
Oltre al tema della legislazione delle stablecoin, che comporterà una regolamentazione delle risorse digitali, Sacks ha anche parlato della possibilità di creare una riserva di bitcoin per gli Stati Uniti.
Alla luce di queste dichiarazioni, rilasciate alla CNBC, gli investitori si chiedono se l’ottimismo intorno al bitcoin ed alle altre criptovalute possa venire trasferito alle aziende americane in modo più ampio, apparendo nei propri bilanci.
Nonostante non si abbia ancora una risposta certa, ad oggi sappiamo che, tutte quelle aziende con esposizione a bitcoin nelle loro operazioni commerciali, sono state le prime a muoversi in questo spazio, mostrando in prima linea supporto all’intero settore degli asset digitali. Infatti, stando ai dati emersi da Bitcointreasuries, il portale online che si occupa di monitorare i bitcoin, sappiamo che ben 79 società pubbliche detengono attualmente bitcoin, con alcuni dei maggiori detentori come Riot Platforms, Coinbase e Block.
Anche Strategy, nota come MicroStrategy, e il suo co-fondatore, Michael Saylor, si sono mostrati come i più grandi detentori aziendali di bitcoin, sostenendo questo tipo di approccio. Infatti, all’interno dell’ultimo report, relativo ai guadagni del terzo trimestre, la società ha affermato di detenere 471.107 bitcoin nel suo bilancio, circa il 2% della fornitura totale, per un valore complessivo di circa $ 45,2 miliardi.
A far parte dell’elenco di quelle società che detengono bitcoin, vi è anche Moonpay, azienda di tecnologia finanziaria, che si occupa di realizzare infrastrutture di pagamento per le criptovalute. Stando alle dichiarazioni del CEO Ivan Soto-Wright, anche Moonpay ha aggiunto bitcoin al suo bilancio, pari al 5% della sua liquidità operativa. Secondo Soto-Wright, che lega il proprio successo al successo del bitcoin, anche altre aziende dovranno discutere se includere o meno le criptovalute nella propria strategia di tesoreria.
Questo stesso argomento, è stato intrapreso da Saylor, il quale ha messo in campo diverse strategie per spingere la propria azienda ad aggiungere bitcoin al bilancio. Infatti, durante l’assemblea annuale di Microsoft ha proposto agli azionisti e al consiglio di amministrazione dell’azienda di prendere in considerazione la possibilità di detenere bitcoin o altre criptovalute.
Pare che Saylor abbia continuato a sostenere questa proposta, parlandone anche alla conferenza ICR all’inizio di quest’anno. Durante la presentazione ha, infatti, affermato che le aziende possono restare ancorate al passato, continuando ad acquistare obbligazioni del Tesoro, eseguire riacquisti e dividendi, oppure guardare verso il futuro, servendosi del bitcoin come capitale digitale.
Anche Tesla, una tra le poche aziende che, pur non essendo focalizzata sulle criptovalute, detiene bitcoin nel proprio bilancio, ha dimostrato come l’apprezzamento verso il bitcoin l’abbia portata ad un profitto di 600 milioni di dollari nel suo ultimo trimestre.
Nel frattempo, una nuova regola è stata imposta dal Financial Accounting Standards Boardper questo 2025, ovvero che le partecipazioni di asset digitali aziendali vengano valutate al mercato ogni trimestre.
Fonte: https://www.nbcnews.com
