Le azioni di Hong Kong dopo una telefonata con Trump

Pare che subito dopo una conversazione telefonica con esito positivo avvenuta tra il presidente cinese Xi Jinping e il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, le azioni di Hong Kong abbiano registrato un notevole balzo.


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Infatti, l’indice Hang Seng è aumentato dell’1,7%, stabilendosi a 19.917,38, mentre l’indice Hang Seng Tech è cresciuto del 2,4%. Per quanto riguarda la Cina continentale, invece, l’indice CSI 300 è salito dell’1% e lo Shanghai Composite Index dell’ 0,6%.

Alla guida del gruppo, c’è stato JD.com, il celebre e-commerce, che ha visto una crescita del 4,1% a HK$ 152,70, il peer Alibaba Group Holding ha avuto un incremento del 2,3% a HK$ 82,60 mentre, Baidu, il gigante tecnologico, ha registrato un aumento del 2,8% a HK$ 80,85.

Durante la loro telefonata di venerdì, sembrerebbe che Xi Jinping e Donald Trump abbiano avuto una lunga conversazione in cui si sono reciprocamente scambiati delle opinioni in merito ad alcune delle principali questioni internazionali e regionali. Tra queste, sono state oggetto di dibattito la crisi in Ucraina, il conflitto Israele-Palestina e il divieto di TikTok da parte della Corte suprema degli Stati Uniti.

A fine conversazione, Donald Trump ha pubblicato sui suoi canali social un commento rispetto alla chiamata, definendola molto positiva. Qualcosa di simile è stata fatta anche da Xi Jinping, il quale, attraverso il suo ufficio stampa statale cinese Xinhua, ha dichiarato che ci sono buoni presupposti per cui i due leader politici potranno essere buoni amici e partner d’affari. Questa informazione è stata avvalorata dal fatto che, il vicepresidente cinese Han Zheng prenderà parte alla cerimonia per l’insediamento di Donald Trump, il quale presterà giuramento come 47° presidente degli Stati Uniti questo lunedì.

Secondo gli esperti questa notizia non fa che alimentare la possibilità che tra Stati Uniti e Cina ci sarà un clima sereno.

A tal proposito, in un rapporto di qualche ora fa, gli analisti di Nomura, tra cui Chetan Seth e Anshuman Agarwal, hanno comunicato che pare evidente il possibile disgelo delle relazioni tra le due potenze mondiali. Infatti, proprio la presenza del vicepresidente cinese all’inaugurazione, è stata tra le principali cause che, la scorsa settimana, hanno portato un po’ di sollievo alle azioni asiatiche ex-Giappone. Tuttavia, all’interno del rapporto si legge anche che le incombenti tariffe commerciali introdotte da Trump, potrebbero comunque influire negativamente. Per tal ragione, il suggerimento nei confronti degli investitori è quello di restare cauti, tenendo in considerazione che ciò potrebbe portare ad un alto livello di volatilità futura.

Nel frattempo, in Cina i tassi di prestito di riferimento al fixing mensile sono rimasti invariati. Infatti, il tasso primario sui prestiti a un anno non ha subito mutamenti, mantenendosi al 3,1%, mentre il tasso a cinque anni, il quale pesa sul prezzo dei mutui, è rimasto intatto al 3,6%.

In generale, la maggior parte dei mercati asiatici si trova in rialzo. Il Nikkei 225 del Giappone ha ricevuto un guadagno del’1,3%, l’S&P/ASX 200 dell’Australia un aumento dello 0,3%, mentre il Kospi della Corea del Sud non ha subito variazioni.

Fonte: https://finance.yahoo.com/

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