Le banche centrali del sud-est asiatico affrontano duelli sui tassi

A breve, le tre maggiori economie del Sud-est asiatico annunceranno le decisioni di politica monetaria, facilmente influenzate dai rischi geopolitici, dall’inflazione, dalla politica e dalla volatilità della valuta.


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Lo scorso mese i mercati sono stati sorpresi dalla decisione di un taglio anticipato dei tassi da parte della Bank Indonesia, tuttavia, l’attuale debolezza della rupia fa si che la maggior parte degli analisti ipotizzino che i funzionari si mantengano stabili al momento. Nel frattempo, la banca centrale delle Filippine conferma la sua decisione di abbassare i tassi, mentre, si prevede che la Bank of Thailand non smetterà di sfidare le richieste del governo di tagliare i costi di prestito, nonostante la debole crescita e l’inflazione al di sotto del fondo del suo intervallo target.

Anche se tutte e tre le nazioni sono sensibilmente condizionate dalla salute economica globale, al contempo hanno esigenze diverse. Se l’Indonesia ha una maggiore influenza sulle materie prime, la Thailandia ha un importante settore turistico e di produzione, mentre le Filippine ospitano una vasta industria di outsourcing al servizio di aziende globali.

Nel mese di settembre, i decisori politici hanno avviato un ciclo di allentamento prima della mossa della Federal Reserve. Tuttavia, la rinnovata volatilità del mercato, fomentata da dati economici statunitensi più deboli e dalle tensioni in Medio Oriente, potrebbe far si che i mercati emergenti siano più cauti nel muoversi al ribasso. Questo mese, rispetto al valore del dollaro, la rupia è scesa di oltre il 2%, costringendo la banca centrale a intervenire sui mercati per la prima volta da mesi.

Questo significa che il governatore Perry Warjiyo, insieme ai decisori politici, potrebbe decidere di mantenere, almeno per questo mese, e valutare di allentare più avanti nel trimestre. Tuttavia, è altamente improbabile che la banca centrale decida di invertire la sua posizione di allentamento. D’altra parte, i pochi consumi e la bassa inflazione confermano la possibilità per ulteriori tagli dei tassi.

Considerando che le riserve valutarie si trovano vicino ai record, è più probabile che la Bank Indonesia faccia affidamento sull’intervento del mercato per arginare ulteriori cali della rupia. Un’altra strategia che potrebbe mettere in atto è quella di mantenere i rendimenti sui suoi titoli denominati in rupia così da attirare abbastanza afflussi esteri e mantenere la valuta stabile.

Per quanto riguarda le Filippine, il governatore di Bangkok Sentral ng Pilipinas Eli Remolona ha dichiarato che prevede tagli di un quarto di punto a ogni riunione, per una riduzione totale di 175 punti base entro la fine del 2025.

Negli ultimi quattro anni, l’inflazione è scesa al minimo anche grazie ad un lento aumento del costo del riso e di altri beni alimentari. Secondo quanto riportato da alcuni analisti è previsto che BSP taglierà il suo tasso di riacquisto inverso target di 25 punti base al 6%, il più basso da febbraio 2023.

“L’unico motivo per cui la BSP decida di interrompere con la politica dei tagli dei tassi è legato al peggioramento dei prezzi globali del petrolio” afferma Angelo Taningco, economista capo e responsabile della ricerca presso Security Bank Corp.

Fonte: https://www.bnnbloomberg.ca

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