Stando ai dati riportati da Coin Metrics, il bitcoin sembra in ripresa, registrando un aumento dell’1% e posizionandosi a $ 86.927,54. Ether, invece, ha avuto un aumento inferiore all’1%, stabilizzandosi a $ 2.100 dopo essere sceso al suo valore minimo da novembre 2023. In ripresa anche XRP e ADA di Cardano, le due criptovalute a bassa capitalizzazione nominate inaspettatamente da Trump durante il suo annuncio sulla riserva strategica degli USA, sono salite rispettivamente dell’1,8% e del 4,6%. Invece, il token SOL di Solana resta in rosso, anche se viene scambiato dai suoi minimi.
Il motivo per cui il settore degli asset digitali è entrato in crisi è legato alle preoccupazioni dei trader, i quali hanno dovuto fare i conti con la possibilità che le nuove tariffe proposte dal presidente degli Stati Uniti fossero sulla buona strada per entrare in vigore. Questo sentiment ha oscurato l’entusiasmo dietro l’annuncio di Trump sulla futura riserva strategica di criptovalute degli USA. Al contrario, alcuni trader erano convinti del fatto che, proprio questa dichiarazione, avrebbe tirato fuori il bitcoin da una crisi. Le cose, invece, sono andate diversamente e, dopo aver raggiunto il suo record a gennaio, la criptovaluta più importante del mondo ha registrato il suo peggior risultato da febbraio 2022.
In merito a questa faccenda, Ben Kurland, CEO della piattaforma di ricerca sulle criptovalute DYOR ha recentemente rilasciato alla CNBC che nonostante il Bitcoin ed Ethereum rimangano stabili, le loro azioni sono in calo. Questa condizione fa pensare che gli investitori hanno già valutato i rischi macro prima che i mercati tradizionali reagissero pienamente. Tuttavia, se la discesa delle azioni non subirà un arresto, mantenendo alto il sentimento di avversione al rischio, le criptovalute ne saranno inevitabilmente coinvolte.
CoinGlass ha fatto sapere che la svendita di lunedì ha portato ad un’ondata di liquidazioni lunghe, che ha costretto i trader a vendere i propri asset al prezzo di mercato così da poter saldare i propri debiti. Sempre dai dati riportati da CoinGlass, sembrerebbe che in sole 24 ore siano stati liquidati circa 251 milioni di dollari in bitcoin e 146 milioni di dollari in ether.
Secondo gli esperti è possibile che questo clima di incertezza economica possa continuare per tutto il mese di marzo, mentre l’industria delle criptovalute rischia di essere privata di un catalizzatore specifico. In questo momento una riserva statunitense, che detenga criptovalute ampiamente prezzate, ed un sistema di norma, volte a dare chiarezza attraverso una legislazione trasparente, rappresenterebbero il catalizzatore ideale per far ripartire i prezzi in modo significativo.
Marion Laboure, analista della Deutsche Bank, in una recente nota ha affermato come la mancanza di informazioni sulla quantità di criptovalute, che il governo statunitense ha in mente di acquistare, e la poca chiarezza sulla modalità d’acquisto, insieme ai timori di un ritiro del mercato nel caso in cui le aspettative non dovessero corrispondere con la realtà dei fatti, rischia di far perdurare l’elevata volatilità nei mercati delle criptovalute per ancora diverso tempo.
Per la settimana c’è molta attesa da parte degli investitori del primo White House Crypto Summit, che si terrà questo venerdì. Ci si aspetta che durante questo incontro si ottengano maggiori dettagli su quella che sarà la riserva oltre che sui piani dell’amministrazione per supportare il settore.
Fonte: https://www.cnbc.com/
