Da lunedì le azioni della casa automobilistica Stellantis (STLA -12,52%) sono in rosso profondo con un drastico calo del 12,9% a metà sessione dopo che la società ha abbassato il margine operativo e la guidance sul flusso di cassa previsto per l’attuale anno fiscale.
Dopo che le performance di vendita, nella maggior parte dei paesi e soprattutto nel Nord America, si sono rivelate più basse rispetto a quanto si attendeva nella seconda metà dell’anno, la Stellantis italiana ha comunicato che, per l’anno fiscale 2024, i suoi tassi di margine di reddito operativo dovrebbero mantenersi intorno al 5,5% e il 7% circa. È evidente un drammatico calo rispetto alle precedenti previsioni di margine di profitto che erano a doppie cifre.
Oggi l’azienda automobilistica punta a 330.000 unità di inventario dei concessionari entro la fine dell’anno 2024 solo negli Stati Uniti, rispetto a un precedente obiettivo temporale del primo trimestre del 2025.
Tra le principali azioni correttive dell’azienda sono previsti drastici cali sulle spedizioni nordamericane di oltre 200.000 veicoli nella seconda metà del 2024 (maggiori dei 100.000 annunciati in un primo momento) rispetto al periodo dell’anno precedente, maggiori incentivi sui veicoli del 2024 e dei modelli precedenti e iniziative di miglioramento della produttività.
Ma non è solo Stellantis a trovarsi in una situazione così complessa in questo momento storico. Infatti, le attuali difficoltà di mercato, caratterizzato da un’inflazione persistente, tassi di interesse ancora elevati e con la probabilità di una recessione imminente, hanno portato anche la Volkswagen tedesca a fare un annuncio simile. Stessa cosa anche Mercedes-Benz che, solo una settimana prima, ha comunicato che i suoi margini di profitto per tutto il 2024 dovrebbero essere solo nell’ordine del 7,5%-8,5%, in discesa rispetto alle precedenti previsioni del 10%-11%.
Ma quale potrebbe essere la causa di una situazione così instabile? Come Stellantis e Volkswagen, anche Mercedes vede nella diminuzione della domanda e nella cresciuta concorrenza, e in particolare ci si riferisce al mercato cinese, le principali cause delle sue aspettative ridotte.
Secondo le analisi condotte da alcuni studiosi, i dati ci confermano che la maggior parte dei produttori di automobili in questo momento si trovano sulla difensiva dal momento che le vendite nazionali e internazionali di nuove vetture si sono indebolite rispetto alla metà dell’anno scorso.
Tuttavia, anche se il crollo di Stellantis a un nuovo minimo di 52 settimane potrebbe far preoccupare, irrealtà, per gli investitori più lungimiranti tutto ciò rappresenta anche un punto di ingresso allettante.
Nonostante ci siano marchi di case automobilistiche, come Jeep, Chrysler, Dodge e Fiat, che restano tra le più commerciabili del settore, non si può negare che questo segmento di mercato si stia trovando a sostenere sfide più grandi di quelle che può semplicemente scrollarsi di dosso.
Infatti, bisogna considerare anche che in un contesto economico più forte, è probabile che il settore automobilistico non sia più da considerarsi come business in crescita ma semplicemente statico, dal momento che vi sono sempre più numerose alternative alla proprietà diretta di un veicolo, come il ride-hailing, che sta diventando sempre più accessibile.
Fonte: https://www.fool.com/
