Questo lunedì, le azioni europee e l’euro stanno registrando un’importante crescita con i futures DAX che sono balzati dell’1,2%, mentre la moneta unica è salita dello 0,44% a $ 1,0507. Nel frattempo, i futures EUROSTOXX 50 sono aumentati dello 0,66% e i futures FTSE dello 0,1%.
Nell’attesa che Friedrich Merz, il nuovo leader conservatore tedesco, dia forma ad un governo di coalizione, l’opinione pubblica non ha ancora ben chiaro se questo includerà uno o due partner. Questo clima di incertezza accompagnerà la prossima riunione dei leader dell’Unione Europea, che terranno un vertice straordinario il 6 marzo.
Nel frattempo a Tokyo, la liquidità dei mercati si è abbassata per via della festività, mentre l’indice più ampio di azioni Asia-Pacifico di MSCI, che opera al di fuori del Giappone, ha registrato un calo dello 0,5%. Invece, per quanto riguarda i future Nikkei, sappiamo che questi sono stati scambiati a 38.310, sotto la chiusura in contanti di 38.776.
Dopo la recente corsa al rialzo, spinte dal settore tecnologico, le azioni di Hong Kong si sono abbassate dello 0,34% e le blue chip cinesi sono scese dello 0,26%. In merito a questa situazione, gli analisti di Barclays hanno affermato in una nota che le autorità cinesi hanno raggiunto una svolta significativa nella loro retorica verso Big Tech e l’economia privata in generale.
Nonostante il calo del 2,5% della settimana precedente, che ha fatto vivere al Nasdaq la sua settimana peggiore in tre mesi, questo lunedì inizia con un guadagno dello 0,5%, registrato anche dai future S&P 500.
Nel frattempo, da un sondaggio condotto venerdì tra i consumatori statunitensi, si evince come le aspettative di inflazione per i prossimi 5-10 anni sono aumentate fino al 3,5%, raggiungendo il livello più alto dal 1995. Ecco perché c’è ancora più attesa nell’ascoltare i funzionari della Fed, che terranno diversi discorsi durante la settimana, anche se, è molto probabile, che il loro messaggio sarà quello di mantenere cautela su ulteriori tagli dei tassi.
Per quanto riguarda i titoli del Tesoro, invece, si registra un’evidente ripresa, probabilmente legata ai dati deboli sui servizi. Nonostante ciò, l’inflazione e le incertezze sull’offerta rimangono un ostacolo di non poco conto, che ha portato i future a 10 anni a perdere 5 tick questo lunedì. Il crollo dei rendimenti del Tesoro ha avuto un peso non indifferente sul dollaro rispetto allo yen, mentre i rendimenti giapponesi sono cresciuti a causa di alcune voci che sostenevano potenziali aumenti dei tassi da parte della Banca del Giappone.
Dopo che, la scorsa settimana, il dollaro ha perso il 2%, è stato bloccato a 149,46 yen, minacciando il supporto grafico a 148,65. L’indice del dollaro ha visto un calo dello 0,2% a 106,31, registrando delle perdite su euro, sterlina e franco svizzero.
A causa di alcune speculazioni su un eventuale accordo di pace con l’Ucraina, il petrolio è in perdita. Il Brent, infatti, si è abbassato di 6 centesimi a 74,37 dollari al barile, mentre, dopo aver toccato un minimo di due mesi prima, il greggio statunitense ha avuto un calo di 13 centesimi a 70,27 dollari al barile.
Fonte: https://www.reuters.com/
