Il Bitcoin avanza, mentre lo yen è ancora in discesa

A differenza delle altre valute, come lo yen e le altre principali monete mondiali, che sono rimaste in stasi, il Bitcoin ha, invece, ha raggiunto tra i massimi valori di un mese. È riuscito, infatti, a mantener il proprio rally nonostante abbia subito considerevoli tagli di interesse da parte della Federal Reserve proprio la settimana passata.


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Il dollaro, invece, ha acquistato maggiore forza, a differenza dello yen, non solo negli USA, ma anche in Giappone, a seguito delle diverse riunioni di politica monetaria. Infatti, la settimana scorsa ha raggiunto i 144,50 yen, il livello più alto in sole due settimane.

La Banca del Giappone (BOJ) ha dichiarato di non aver fretta di aumentare i tassi di interesse. Infatti, solo pochi giorni dopo il taglio dei tassi di 50 punti base della Fed, la BOJ ha preso la decisione di lasciarli invariati, facendo salire la valuta dell’1,4% a settembre.

In merito a questa situazione, Goldman Sachs ha affermato che: “I tagli messi in atto dalla Fed hanno spento le preoccupazioni rispetto ad una possibile recessione negli USA. All’interno del team G10 FX si prevede un leggero rimbalzo per il dollaro americano all’interno del prossimo trimestre, prima di allentarsi nuovamente su una visione a 6 e 12 mesi”.

Sono stati stimati 75 punti base di tagli dei tassi da parte dei trader di futures della Fed, i quali sostengono pure che entro la fine dell’anno saranno previsti circa 200 punti base di tagli. Se la previsione sarà confermata il tasso di riferimento della Fed sarà al 2,75% entro la fine di dicembre 2025.

A seguito dei tagli dei tassi della Fed la curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitense è diventata maggiormente ripida cosa che ha fatto crescere le scommesse da parte degli investitori a favore di un un secondo taglio dei tassi. Tutto questo dopo che venerdì Christopher Waller, il governatore della Fed, ha annunciato la propria preoccupazione rispetto ad una nuova possibile discese dell’inflazione al di sotto dell’obiettivo del 2% della banca centrale.

Nello stesso tempo, buona parte degli analisti intervistati da Reuters hanno affermato di prevedere altri due possibili tagli dei tassi da 25 punti base nelle ultime due riunioni della Fed previste per quest’anno.

Tra le notizie di questo weekend, vi è quella di un disegno di legge tampone messo in atto dai repubblicani della Camera degli Stati Uniti e che coprirebbe tre mensilità al fine di evitare la chiusura del governo.

Per quanto riguarda lo yen, invece, il voto previsto dal partito al governo per decretare un nuovo primo ministro renderà il lavoro della BOJ abbastanza impegnativo nei prossimi mesi. Infatti, ci si aspetta una probabile elezione anticipata a fine ottobre.

I favoriti del Partito Liberal Democratico, che sostituiranno il primo ministro uscente Fumio Kishida, hanno presentato opinioni discordanti rispetto alla politica monetaria. Sanae Takaichi, potenziale prima donna premier della nazione, è una sostenitrice della reflazione che ha accusato la Banca del Giappone di aver aumentato i tassi troppo presto. Shigeru Ishiba ha affermato che la banca centrale è “sulla strada giusta”, mentre Shinjiro Koizumi, figlio del carismatico ex premier Junichiro Koizumi, ha finora solo affermato che rispetterà l’indipendenza della BOJ.

Fonte: https://finance.yahoo.com

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