La richiesta di greggio continua ad abbassarsi

Dal momento che la domanda da parte della Cina continua a scendere, l’anno prossimo i mercati petroliferi globali saranno costretti a dover affrontare un surplus di oltre 1 milione di barili al giorno. Questo è ciò che viene riportato dall’Agenzia internazionale per l’energia, la quale ha anche aggiunto che si sta cercando di ammortizzare i prezzi contro le turbolenze in Medio Oriente.


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L’IEA, nel suo rapporto mensile pubblicato giovedì, ha comunicato che il consumo di petrolio nella Cina si è contratto per sei mesi consecutivi fino a settembre e nel 2024 aumenterà solo del 10%, rispetto al tasso registrato lo scorso anno. Questo significa che, nel caso in cui l’OPEC+ dovesse decidere di continuare con i piani per rilanciare la produzione, il surplus globale sarebbe ancora maggiore.

A causa della debole domanda da parte della Cina, i prezzi del greggio hanno registrato una riduzione dell’11%, nonostante le continue ostilità in Medio Oriente.

Secondo l’OPEC+ a causa dei continui rischi di fornitura, l’unica possibilità sarebbe quella di fornire una maggiore stabilità che in questo momento sembra essere più che necessaria visto che il mercato è ancora turbato non solo dalla pandemia di Covid, ma anche dall’invasione russa in Ucraina e dagli incessanti scontri tra Israele e Iran. Giovedì i future sul Brent sono stati scambiati a circa $ 72 al barile.

Quest’anno si prevede che il consumo globale di petrolio crescerà di solo 920.000 barili al giorno, che rispetto a quanto registrato nel 2023 è meno della metà, per una media di 102,8 milioni al giorno. Invece, nel 2025, la domanda crescerà di 990.000 barili al giorno.

È evidente come la crescita inferiore a 1 milione di barili al giorno, prevista per questo e per il prossimo anno, è lo specchio di una situazione economica globale che si pone al di sotto della media. Questo anche a causa della rapida implementazione di tecnologie di energia pulita, che sta sostituendo velocemente il petrolio nei trasporti e nella produzione di energia. A tal proposito, secondo l’agenzia, sarà proprio il passaggio dai combustibili fossili ai veicoli elettrici e alle energie rinnovabili a causare la minor domanda durante questo decennio.

Dunque, mentre si assiste ad una diminuzione della richiesta, le forniture da produttori come Stati Uniti, Brasile, Canada e Guyana sono, invece, destinate a crescere, sia per quest’anno che per il prossimo, di 1,5 milioni di barili al giorno. Questo significa che a breve, le forniture mondiali saranno maggiori rispetto alla domanda di oltre 1 milione di barili al giorno.

Anche se le organizzazioni dei paesi esportatori di petrolio ed i loro alleati hanno tentato diverse volte di ripristinare la produzione interrotta dal 2022, i loro sforzi sono stati interrotti a causa della fragilità del mercato. Tuttavia, sono previsti una serie di incrementi mensili con un aumento di 180.000 barili al giorno da gennaio 2025.

L’OPEC ha preso coscienza troppo tardi della diminuzione della domanda, tagliando le sue previsioni per quest’anno del 18% durante quattro downgrade mensili consecutivi. Nonostante questo, la sua proiezione di 1,8 milioni di barili al giorno di crescita rimane circa il doppio del tasso visto dall’IEA.

Fonte: https://www.bnnbloomberg.ca/

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