OpenAI registra una perdita di circa 5 miliardi

Secondo quanto riportato dalla CNBC, OpenAI, il creatore di ChatGPT, quest’anno perderà circa 5 miliardi di $ su 3,7 miliardi di $ di fatturato.


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Il mese scorso la società ha prodotto 300 milioni di $ di fatturato, in aumento del 1.700% dall’inizio dell’anno scorso, ed ha in previsione di realizzare 11,6 miliardi di $ di vendite entro la fine dell’anno prossimo. Almeno stando a quanto rivelato da una persona vicina a OpenAI, la quale ha preferito non dichiarare la propria identità dato la riservatezza dell’informazione.

Il primo a parlarne è stato proprio il New York Times che, dopo aver visionato i documenti di OpenAI, venerdì mattina ha diffuso la notizia sui dati finanziari dell’azienda.

Con il sostegno di Microsoft, OpenAI sta attualmente perseguendo un round di finanziamento che valuterebbe la società a più di 150 miliardi di $. A capo dell’investimento vi è Thrive Capital che prevede di investire 1 miliardo di $, insieme a Tiger Global, che ha in mente di collaborare. Thrive Capital sta anche valutando la possibilità di investire un altro miliardo di $ l’anno prossimo alla stessa valutazione nel caso in cui la società di intelligenza artificiale sarà in grado di raggiungere l’obiettivo di fatturato.

Sarah Friar, il CFO di OpenAI, conferma in un’e-mail con gli investitori che l’accordo di finanziamento è stato sottoscritto in eccesso e si concluderà entro la prossima settimana. All’interno della nota si leggono altre notizie importanti tra cui la partenza del capo della tecnologia Mira Murati, la quale, pochi giorni prima, aveva annunciato che avrebbe lasciato OpenAI dopo sei anni e mezzo.

Un’altra importante novità, emersa sempre questa settimana, riguarda il consiglio di amministrazione di OpenAI che sta prendendo in considerazioni alcune attività per ristrutturare l’azienda in un’attività a scopo di lucro. In poche parole, l’azienda manterrà il suo segmento non profit, ma si svilupperà come ente separato. Secondo quanto affermato da una fonte vicina, in questo modo, la struttura sarebbe più semplice per gli investitori e renderebbe più facile per i dipendenti di OpenAI realizzare liquidità.

A seguito del lancio di ChatGPT alla fine del 2022, i servizi offerti da OpenAI sono esplosi in popolarità. Infatti, è proprio ChatGPT il prodotto di punta, e si stima che da solo avrebbe generato 2,7 miliardi di dollari di fatturato quest’anno, passando dai 700 milioni di dollari del 2023. Il servizio di chatbot, che addebita una commissione di 20 dollari al mese, ha circa 10 milioni di utenti paganti. Tuttavia l’azienda non solo sta vendendo abbonamenti a vari strumenti, ma concede anche in licenza la sua famiglia GPT di grandi modelli linguistici, che stanno alimentando la maggior parte del boom dell’intelligenza artificiale generativa.

A seguito di un’analisi finanziaria che ha preso in esame alcuni documenti di OpenAI, il Times ci informa che le perdite di circa 5 miliardi di dollari di quest’anno sono causate dai costi di gestione dei suoi servizi, dagli stipendi dei dipendenti e dall’affitto degli uffici. Infatti, “tra le numerose spese ingenti non completamente spiegate nei documenti”, i costi non includono la remunerazione basata sul capitale.

Fonte: https://www.cnbc.com/

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