Venerdì, nonostante la disfatta da parte dei produttori di chip che ha avuto un peso sulle contrattazioni, questa settimana, l’S&P 500 è riuscito comunque a registrare un aumento dell’1,7%. Questo segnale positivo è sicuramente legato al discorso fatto dal presidente Donald Trump, il quale ha fatto riferimento a nuove politiche volte al rilancio dell’economia e alla riduzione delle tasse.
Nel frattempo, c’è molta ansia da parte degli investitori rispetto alla possibile crescita della domanda di intelligenza artificiale, che si spera sia all’altezza delle alte aspettative. Sicuramente la partnership tra SoftBank Group Corp., OpenAI e Oracle Corp., che li vede coinvolte in un accordo da 100 miliardi di dollari per finanziare l’infrastruttura di intelligenza artificiale, ha sostenuto di molto il mercato.
Dopo l’ordine esecutivo emanato da Trump a favore del settore degli asset digitali, le aziende legate alle criptovalute si sono riprese. In attesa della prossima riunione della Federal Reserve, che avrà luogo la prossima settimana, le obbligazioni sono aumentate, mentre alcuni dati evidenziano un calo del sentiment dei consumatori statunitensi e un leggero calo del ritmo di crescita dell’attività aziendale. Nonostante tutto, però, sembrerebbe che le aziende siano rimaste ottimiste sulle prospettive future.
Una perdita dello 0,5% è stata subita dal Bloomberg Dollar Spot Index, mentre i rendimenti dei titoli del Tesoro a 10 anni hanno perso due punti base, attestandosi al 4,62%.
Secondo David Lefkowitz di UBS Global Wealth Management, quest’anno le azioni statunitensi saranno caratterizzati da un alto livello di volatilità per via delle preoccupazioni legate al ritorno della spesa per investimenti in intelligenza artificiale, tariffe e tassi di interesse. Sulla base di questo ipotetico scenario, Lefkowitz afferma che qualsiasi calo sarà una probabile opportunità di acquisto.
Una serie di dati economici presi in esame da Wall Street hanno evidenziato un calo del sentiment dei consumatori statunitensi, avvenuto per la prima volta in sei mesi. I consumatori, infatti, temono che i prezzi subiranno un aumento del 3,2% durante i prossimi cinque-dieci anni e un aumento dei costi del 3,3% per il prossimo anno. In merito a questo rapporto, Bret Kenwell di eToro, ha dichiarato che, anche se Wall Street è preoccupata per l’inflazione, l’economia e il mercato del lavoro si mantengono abbastanza forti e il mercato azionario rimane vicino ai massimi storici.
Inoltre, sulla base di un sondaggio trimestrale degli investitori al dettaglio di eToro si evince che il sentimento si mantiene ottimista, dal momento che la maggior parte degli investitori ritiene che il mercato continuerà ad essere rialzista per tutto il 2025. Secondo Kenwell, infatti, nonostante le azioni degli investitori siano abbastanza caute, ci sono chiari segnali di risposte ottimiste.
Invece, per quanto riguarda la prossima decisione della Federal Reserve, Jeffrey Roach di LPL Financial ha affermato che considerando gli attuali dati sull’inflazione, è improbabile che la Fed taglierà i tassi alla riunione di marzo e la possibilità di un taglio a maggio è al 50%. Infatti, dopo aver tagliato i tassi tre volte alla fine del 2024, è probabile che il presidente Jerome Powell decida di mantenere una certa stabilità, almeno fino a quando l’inflazione non farà ulteriori progressi, scendendo verso l’obiettivo del 2%.
Fonte: https://finance.yahoo.com/
